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Come essere di sinistra, nonostante la sinistra

In Politica on febbraio 20, 2017 at 10:25 am

Articolo comparso stamane su Globalist a firma del solito noto:

“Continuiamo ad interrogarci fino alla nausea su cosa significhi essere di sinistra. Lo facciamo incessantemente, con divagazioni sempre più surrealiste, dal 1989. Come se la caduta del Muro di Berlino e la successiva frana dell’Unione Sovietica avessero definitivamente chiuso un’epoca e un’etica, un modo di pensare e un modo di agire. Eppure, nel 1989 erano rimasti in pochi, anzi pochissimi a pensare che la sinistra e il cosiddetto socialismo reale fossero la stessa cosa. Il PCI che fu di Berlinguer, per esempio, si era distaccato dall’URSS nel 1968, cioè più di vent’anni prima. Che razza di trauma può essere un trauma così lungamente annunciato e previsto?

Essere di sinistra è una scelta di campo netta e semplice. Proviamo dunque ad enunciarlo nel modo più netto e più semplice possibile. Essere di sinistra vuol dire stare dalla parte dei più deboli. Questo rudimentale assunto, in un’epoca in cui i cosiddetti ceti medi e loro aspirazioni sono stati spazzati via dalla crisi economica, dovrebbe risultare di più facile comprensione. Invece no.

Ma allora perché la sinistra è diventata una nebulosa, un mistero di Fatima, un enigma indecifrabile? Anche questa risposta dovrebbe essere semplice. Per la mancanza di onestà e di coraggio di tutti coloro che in questi anni hanno incarnato e rappresentato la sinistra. E facciamo pure qualche nome, affinché non si dica che spariamo a casaccio: Tony Blair, Barack Obama, François Hollande, per non parlare di tante figure minori come Fausto Bertinotti…

Dopo il 1989, la sinistra non ha fatto che rendere omaggio al capitalismo vincitore della guerra fredda. Questo ha incoraggiato il capitalismo a diventare il peggior capitalismo di tutti i tempi e a scatenare guerre tutt’altro che fredde. Ora, improvvisamente, ci accorgiamo che la sinistra non esiste più, che i più deboli sono diventati miliardi, che nessuno li difende, che la classe operaia non esiste più perché è stata rimpiazzata dagli schiavi e dai robot, che i popoli sognano addirittura la dittatura per uscire da un incubo caotico attraverso un incubo meglio definito.

Di chi è la colpa di tutto questo se non di una sinistra che ha sistematicamente tradito la semplice vocazione della sinistra?

In questi giorni, il PD si sta autodistruggendo. Ma non c’è da stupirsi. Un partito di sinistra che ha eletto un leader di destra non può che fare questa fine. Eppure era già accaduto ai laburisti inglesi con Tony Blair.

Se poi questo leader viene anche assecondato da tutti gli altri esponenti del partito, prima tutti i giorni e poi a giorni alterni, l’agonia è persino peggiore della morte stessa. Da tutti gli antagonisti di Renzi, in questi giorni, non è venuta fuori un’idea, un progetto, niente di niente. Abbiamo udito soltanto tardive grida di dolore. Hanno latrato tutti come mariti becchi che sono sempre gli ultimi ad accorgersi del tradimento della moglie.

Ma allora Renzi ci hai traditi?! No, Renzi non ha tradito nessuno. Renzi è quello che è ma non finge perché non è capace di fingere. Non ha finto quando è andato in tempi più che sospetti ad Arcore a confabulare con Berlusconi, non ha finto quando ha lanciato la rottamazione per disfarsi di tutta la classe dirigente erede del PCI, non ha finto quando ha esposto il suo progetto politico chiaramente di destra. Sono i suoi oppositori all’interno del partito, piuttosto, che hanno finto perché pensavano che Renzi li avrebbe portati alla vittoria senza rendersi conto che quella effimera, perversa vittoria sarebbe diventata la sconfitta più devastante che la sinistra abbia mai conosciuto.

Essere di sinistra oggi, oggi più che mai, non può essere un esercizio retorico. Oggi che la società è cambiata servono onestà e coraggio come cento anni fa ma occorrono nuove idee altrettanto rivoluzionarie.

Bisogna cominciare a pronunciare parole tabù che la sinistra si è sempre tenuta in gola fino a rimanere soffocata. Parole come “patrimoniale”, parole come “pensioni”. Perché in un mondo dove esistono pochissimi ricchi, anzi ricchissimi, che non sappiamo neppure come lo siano diventati in così breve tempo, e tantissimi poveri come forse soltanto nel Medioevo, non si può non parlare di tassa patrimoniale. Perché in un mondo dove si vive fino a cento anni e dove i giovani non trovano lavoro, non si può non parlare di pensioni. E in un mondo come questo, ormai sommerso di rifiuti, dove qualunque merce venduta negli onnipresenti supermercati percorre mediamente 2400 chilometri, non si può non parlare di petrolio.

Salta agli occhi a chiunque che oggi gli argomenti sono questi. A chiunque, tranne che ai dirigenti della sinistra.

Sto generalizzando, è vero. Infatti, qualcuno si sta muovendo. Non in Italia, purtroppo. Ma molto, molto vicino a noi. Nella Francia dove la sinistra è forse più a mal partito, sotto la minaccia di un partito dichiaratamente fascista, il Front National di Marine Le Pen che è in testa in tutti i sondaggi (provate ad immaginare un MSI accreditato del 30% almeno dei suffragi), si è appena affacciato un signore di 49 anni che si chiama Benoit Hamon.

Questo signore ha vinto, anzi stravinto, le primarie della sinistra in Francia. E le ha vinte sulla base di un programma. Un programma rivoluzionario.

Hamon parla con calma e disinvoltura di patrimoniale, parla di ecologia ma non come se ne parla prendendo l’aperitivo, e parla di reddito di cittadinanza. Ma il suo reddito di cittadinanza non è quello di Grillo, non è un voto di scambio per i più disgraziati, e non è nemmeno la mancia di 80 euro di Renzi.

Il reddito di cittadinanza di Benoit Hamon si chiama prevenzione sociale. Hamon intende corrispondere 750 euro a tutti i cittadini francesi che abbiano compiuto la maggiore età. Tutti, nessuno escluso. I giovani potranno utilizzare questi soldi per il loro futuro. Anziani diseredati potranno sempre e comunque sopravvivere. Perché il grado di miseria che abbiamo raggiunto in Europa non è più quantificabile né descrivibile.

Giorni fa, sono rimasto colpito da una delle tante notizie agghiaccianti che ormai passano del tutto inosservate. Una madre napoletana tirava a campare prostituendo la figlia di 12 anni. Sono notizie che conosciamo bene. C’è stato anche un film diversi anni fa, un bellissimo film italiano, “Il ladro di bambini” di Gianni Amelio, che parlava di questo. Ma la notizia era un’altra. La madre sciagurata prostituiva la figlia dodicenne per…5 euro. Era questa la notizia. Provate a pensare per un attimo quale abisso di miseria si nasconde dietro questa notizia.

Il reddito di cittadinanza per tutti è, come dicono i francesi, un treno che nasconde un altro treno. E l’altro treno è l’abolizione delle pensioni. A qualcuno sembrerà una bestemmia, ma è probabilmente (non paradossalmente) un passo inevitabile per costruire una società più giusta, dal momento che disoccupazione e pensione hanno ormai creato un vero e proprio big bang forse destinato a distruggere, in prospettiva, una società come la nostra.

La sinistra francese, distratta e impazzita almeno quanto la sinistra italiana, non ha ancora messo a fuoco il suo candidato. Pensate che i socialisti francesi, trasformisti e schizofrenici almeno quanto gli italiani, sono andati a votare alle primarie della destra per scegliersi il “nemico migliore”. Hanno votato Fillon contro Sarkozy nella speranza che Fillon possa sconfiggere Marine Le Pen. Si sono chiamati fuori dall’agone politico di loro volontà, per fare il tifo per una destra un po’ meno peggiore. A questa perversione, la sinistra italiana non era ancora arrivata.

Due settimane fa, Fillon è stato preso con le mani nel sacco per aver corrisposto una lauta consulenza a sua moglie con denaro pubblico. Fillon è andato in TV balbettando scuse, ma ormai è un candidato morto. Marine Le Pen farà di lui un sol boccone. Ma al ballottaggio con lei andrà il signor Benoit Hamon. E io penso che i francesi non eleggeranno presidente Marine Le Pen nel momento in cui c’è gia’ un fascista come Donald Trump seduto alla Casa Bianca.

A mio modesto avviso, un giovane, determinato e sobrio uomo veramente di sinistra come Benoit Hamon vincerà ed entrerà all’Eliseo.

Nonostante la sinistra.”

David Grieco

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Poi li conteremo.

In Politica on febbraio 19, 2017 at 7:24 am

Ah, così ora non è più “uniamo il PD”, il nuovo riff renziano è ” uniamo la sinistra.

Scrivo prima dell’assemblea che è meglio.

Si è perso il senso delle cose.

Davvero.

Dopo averci propinato almeno quattro riforme scritte dalla destra.
Dopo averci fatto passare per imbelli con gli 80 euro che erano, a sentir loro, di sinistra, e aver dato 500 euro agli studenti (6% dei contributi effettivamente erogati, nel sito istituzionale manco ti fanno crerae la password, e sì che c’hanno il Carrai..).
Dopo esservi permessi di spedire al nord migliaia di mamme insegnanti, con 10 e più anni di precariato alle spalle, per metterle a ruolo, non avendo alcun rispetto per il loro nucleo familiare.
Dopo aver affossato in commissione la depenalizzazione delle spezie leggere, dopo non aver mai accennato a uno straccio di patrimoniale neppure in transatlantico, dopo aver governato per tre anni con Alfano e Verdini, e dopo aver salvato ogni tipo di istituto bancario:

OSATE PARLARE DI UNITÀ????

Noi stiamo con chi propone provvedimenti di sinistra, non l’avete ancora compreso?
Noi preferiamo le periferie al cingalese che vi porta il the in salotto mentre vi riempite la cloaca di frasi estrapolate da Schopenhauer, quando va bene.
Noi vogliamo un ministro dello Sport, capito?, che sappia di sport, Lotti c’avete messo, bastardi, ci tenevamo Gelmini all’istruzione ed era uguale, e non escludo che possa succedere in un prossimo esecutivo:Lotti allo sport, Gelmini all’istruzione.
Noi pretendiamo che se c’è uno che sta male, che ha perso la casa, che arriva da dove cazzo vuole (che sfido chiunque a provare la sensazione di essere cacciato dal proprio luogo natio e vedersi trattato come la peste quando arriva in un’altra terra) noi cerchiamo con tutte le nostre forze di farlo star bene.

SEMPRE, PER SEMPRE.

MA OGNI TANTO LA LEGGETE LA BIBBIA?

No perché, io da ateo la so’quasi a memoria, magari vi fa’ rinsavire.

Può succedere qualsiasi cosa, noi non cambieremo una virgola nei nostri ideali, le azioni saranno sempre al fianco di chi la pensa come noi, e Salvini resta un fascista, Renzi un democristiano con simpatie forti verso il liberismo senza fatture di Forza Italia, Grillo un comico, e noi comunisti.

Conosco molte persone che hanno votato a destra tutta la vita, alle primarie votarono Renzi con gioia, assieme a me, che votavo Pippo, nei seggi del PD, io li vidi, altro che balle, e nessuno di loro sarebbe disposto a rivotarlo dopo pochi anni, ma proprio nessuno.

Così, alla fine, vedremo alle prossime elezioni quanti sono,REALMENTE, i renziani in questo paese, ci saran da rivedere moltissimi ragionamenti.

Ieri, dopo tanto tempo, ho sentito esponenti del PD, Emiliano, Rossi e Speranza, dire cose di sinistra, a onor del vero le hanno sempre dette, salvo Emiliano che era franato nel tranello renziano all’ inizio, e mi ha fatto bene, molto bene.

Buona domenica.

Patatina Tiepida, cosi’ non s’incazzano.

In Politica on febbraio 11, 2017 at 10:01 am

Stavolta sto con Feltri.

Una vera rarità.

A me “Patata Bollente” ha fatto scompisciare, e ancor piu’ la continuazione del titolo che Libero piazza in rete: “Patata Bollente, l’affare si ingrossa”, strepitosa.

Se volessero fare la “Grosse Coalition”, basterebbero cinque titoli cosi’, un esercito di tutti i colori pronto ad allearsi per dare contro al diabolico Feltri, ci esce un governo ventennale.

Però, come ricorda anche Libero, lo stesso identico titolo, quando venne appiopato alla Rubi, nessuno fece una piega.

Anzi.

Sul blog del capocomico le offese e i riferimenti “sessisti” andarono avanti per mesi, sulla Carfagna e sulla Gelmini si riversarono tonnellate di epiteti, per non parlare della Minetti, delle Olgettine e di Marina Berlusconi ubriaca.

Il capocomico chiamò per anni “psiconano” il premier, come io usai “nanopriapo” per un decennio, “sessismo” pure questo oppure nomignolo da applausi?

Andate sul blog del capocomico e controllate, se siete dei miscredenti.

Che poi son bravi, sto Casalino dev’essere capace nella comunicazione, dato che hanno tentato di far sormontare il titolo di Feltri a quello sui casini di Roma,perdendo 2 punti e mezzo nei sondaggi.

Segnalo anche che la Appendino non da’ l’acqua ai bambini che non pagano la mensa a scuola, e pure qui, se non è una bufala, vi invito a leggere la notizia, che neanche Goebbels.

Io ho sentito, con queste orecchie, dal vivo, con testimoni, fior di deputati o alti funzionari statali sparare ad alzo zero su tutte le ragazzine che entravano a palazzo Grazioli, e “Patata Bollente” non faceva parte degli epiteti, “pompinara”, “puttanelle”, “multiorgasmica”, “una sega per una Smart”, erano i più gettonati, e nessuno fiatava, tutti a sganasciare.

E nove volte su dieci erano detti da personaggi di “sinistra”, o perlomeno lo davano a intendere.

Insomma, che la vita è strana, stavolta sto con Feltri, non l’avrei mai pensato.

Do’ il mio contributo “sessista” rivangando nella memoria scolastica:

“SI FOSSE CECCO, COM’I SONO E FUI, TORREI LE DONNE GIOVANI E LEGGIADRE: LE ZOPPE E VECCHIE LASSEREI ALTRUI”.

Cecco Angioleri 1290 d.c.

Una sterlina.

In Politica on febbraio 1, 2017 at 11:47 am

Gli occupati sono aumentati.
Dato Istat.

Tutti applaudono.

Poi vai a vedere, e noti che tre su quattro sono over 50.
Ohibo’.
Gatta ci cova.

L’arcano e’ facilmente spiegato: dopo tre anni, questi sono gli effetti della riforma Fornero, gli occupati in piu’ sono quelli che non sono andati in pensione!!!

Difatti, a fronte di questa notizia fondata ma spacciata per un successo, il dato che salta agli occhi riguarda i contratti a termine: il 6% dei contratti sono passati da indeterminati a determinati, e non parlo dei vouchers, un nuovo sistema per tornare alla mezzadria, bensì dei contratti veri, quelli che ti danno uno stipendio,le ferie, la cassa malati etc etc,per intenderci.

Nel paese dello zero virgola, il 6% dovrebbe far notiziona, macche’, gli occupati sono aumentati, tutto bene, Moretti e’ stato confermato AD di Leonardo (non possono più chiamarla Finmeccanica, per decenza), tutto bene,

E poi c’è la questione Trump.
Ladbrokes quota l’impeachemeant entro la fine dell’anno a 11/10.

Egoisticamente, pure troppo, a me di quello che fa’ Big Jim non tange alcunché.
Gli americani l’han votato, lui non sa neppure dov’è l’Italia, gli USA non hanno più visto la fila alle mense popolari dal crack del 28, menchemeno i barconi approdare a Fort Lauderdale, e a pensarci bene, dopo lo spauracchio di Orson Welles, la carneficina di Pearl Harbour e le migliaia di vittime delle twin towers, male non se la passano.

Persino le persone che protestano contro Big Jim non mi sfiorano, dove eravate due mesi fa’, sostenitori di Sanders (che apprezzo moltissimo)? Vi siete presi il permesso di dire ufficialmente che voi non sareste andati a votare, non vi piacevano né l’uno, ne l’altra, pensavate che vincesse Kaiser Soze?

Gli USA non mi piacevano nemmeno nei due mandati Obama, figuriamoci ora.

Anni fa’ avevo un vecchio conto da Ladbrokes a Londra, se e’ ancora attivo mi gioco 10 pounds, e se ci becco fa’ una sterlina di guadagno.

E’ tutto quello che posso dedicare agli Stati Uniti d’America.

Una sterlina.