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Un popolo virtuale.

In Politica on aprile 21, 2017 at 11:10 am

Un italiano su due non ha mai aperto un libro nel 2016, più precisamente il 57,6% della popolazione non legge libri, ma è bravissima nello scrivere le più impensabili troiate su Facebook, Twitter e l’immancabile Wattsup (che non so neppure se si scrive così).

La notizia positiva è che quando entrambi i genitori leggono, la percentuale dei figli lettori vola al 70%.

Avrei decine di esempi, ma “chi è sto Dostoreschi?” le batte tutte.

Nel corso degli anni me nè son sentite dire di ogni sorta: “Se leggi non lavori”, “Non ho tempo”, “Una cosa inutile”.

Gente che poi trovi ingobbiti sul palmare ogni tre secondi, a controllare il meteo, le scie chimiche, centinaia di video che dovrebbero far ridere, esperti di vaccini, laureati in migranti, tonnellate di selfie, che se sei in qualsiasi posto devi assolutamente farlo sapere al globo, commentando il tutto con espressioni dialettali, vantandosene.

Ma i libri no, quelli sono contagiosi, portano il morbillo, come i nigeriani.

E vorrei vedere, il tempo per leggere lo passano come ebeti a cliccare “like”, come se si ricevesse un premio in denaro.

Così mandano a scuola i loro figli con il cellulare, la risposta più gettonata è “Se capita qualcosa a mio figlio lo voglio sapere”, impongono ai professori di tenerlo acceso, ma “in silenzioso”, e lo utilizzano addirittura come premio “Se ti comporti bene ti faccio usare il tablet per un’ora”.

Uno schifo aberrante, e nessuno muove un dito, anzi, il deviato sarei io.

Nel marzo 2013, scrissi questo:

“Un libro.

Un libro fa’ viaggiare, anche se e’ ambientato dentro a una cella.
Un libro fa’ ridere, piangere, tremare, addormentare, pensare, conoscere.
Un libro racconta una storia che non avrai mai la possibilita’ di vivere realmente, nemmeno se sei l’emiro del Bahrein.
Un libro non ti corre appresso, sei tu che vai a scovarlo fra le miliardate di pagine e le migliaia di tomi che ti pervadono quando entri in una libreria, uno dei posti piu’ attraenti costruito dagli esseri umani.
Un libro cammina con te, puoi leggerlo ovunque, puoi lasciarlo sul como’ per mesi, in soffitta per anni, ma lui non cambia, e’ sempre li’, aspetta.
Un libro va’ sfogliato, va’ a volte riletto, va’ conservato, va’ prestato ma solo a persone fidate, va’ protetto.

Quando trovo il semaforo rosso, o quando c’e’ una fila, prendo un libro e lo piazzo sul volante, anche poche righe, al massimo due pagine, poi arriva il verde e riparto avendo assunto una piccola dose della mia droga giornaliera, non riuscirei a farne a meno per nulla al mondo.

Questo tipo di dipendenza mi ha portato a scoprire centinaia di luoghi e di persone, reali o mentali, non fa’ differenza, al punto che delle volte mi capita di essere in una piazza e non ricordarmi se vi ero gia’ stato realmente o letteralmente.

E’ una cosa strepitosa.

E cosi’, ho puntato ai cavalli con Bukowsky, ho arpionato balene con Coloane, ho montato un mulo con Chatwin, ho corso come un pazzo per Belleville assieme a Pennac, ho sparato con Richler, mi sono oppiacizzato con Baudelaire e mi sono ubriacato, molto, con Sepulveda.
Sono stato rinchiuso con Levi e attraversato l’oceano con Baricco.
Sono stato arrestato con Leary e mi sono sentito libero con Martin Luther King.
Ho amato con Kerouac, odiato con Celine, riso con Marx (groucho) e pianto con Fitzgerald.”

Sono consapevole che questa mia invettiva non cambierà la percentuale di persone lobotomizzate dai social a scapito di una buona lettura, magari in cima a un monte dove non c’è campo.

Ma la speranza è sempre l’ultima a perire, quindi anche se solo una persona, dopo aver letto questo post, ricominciasse o cominciasse a leggere un libro, qualsiasi libro,sarebbe un successo planetario.

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Moderatamente ottimista.

In Politica on aprile 19, 2017 at 7:36 am

http://www.globalist.it/sport/articolo/214700/testa-cuore-e-sudore-le-armi-della-juve-per-battere-messi-e-compagni.html

Strepitoso scritto di Carlo!!!

In Politica on aprile 18, 2017 at 12:43 pm

Non affannatevi nello scrivere un commento a questo strepitoso post di Carlo, dedicato ai più attenti conoscitori della storia politica passata ed attuale di questo paese.

Buona lettura.

http://www.operaincerta.it/archivio/140/articoli/poerio_1.html

Bastaaaaaa!!!!!

In Politica on aprile 13, 2017 at 2:15 pm

Ogni volta sempre la solita litania, non se né può più.

E a Natale, e a Pasqua, e ogni volta che mi scappa di dire che mangio il pesce crudo, meglio se vivo, mi si rompe il cazzo.

Adesso siamo agli agnellini, prima il nano, poi la Boldrini a stretto giro di vite, persino due agnelli a Montecitorio!!!!

Il tutto per conquistare il voto dei diversamente nutriti.

Quei diversamente nutriti, fra l’altro con schifezze che costano una fortuna, che io ho conosciuto gran pochi muratori vegani, che festeggiano il terremoto ad Amatrice, giusta punizione per chi uccide tutti quei maiali, o che insultano il ragazzo morto ammazzato fuori dalla discoteca perché nell’ultima sua foto compare anche la carpa appena pescata.

Ieri a radio1, ospite la Brambilla, la conduttrice, pagata con le nostre palanche, dice “ero al supermercato e volevo comporare un uovo di Pasqua, ce n’era uno a forma di agnellino, l’ho lasciato lì”, manco di cioccolata lo puoi mangiare!!!!!

Oh, ma siete diventati pazzi?

L’intera, ripeto, l’intera cucina italiana, la più amata al mondo, scomparirebbe, puff, se solo si adottassero le malsane volontà di sta gente.

Tempo fa scrissi un post sul tema, ma ero meno incazzato,

https://zacforever.wordpress.com/2016/03/30/il-veganrenz/

Oggi sono un veleno.

Vorrei chiedere a quella conduttrice di radio1, se indossa scarpe o se gira scalza, se fosse la prima, allora vorrei sapere se le suole sono di cuoio o di derivati plastici, e se fosse la prima la informerei che per la sua suola è stata sventrata una mucca, se fosse la seconda la informerei di quanti pesci muoiono soffocati dagli scarti plastici della sua calzatura.

Cos’è, devo sentirmi un fuorilegge, un assassino, un Mengele se mangio tutto ciò che mi piace?? Oh, fenomeni, io sgobbo per mangiare, io mangio quel cazzo che voglio, e con me altri miliardi di esseri umani, la morale fatela ai vostri figli quando vi diventeranno anemici a forza di bacche e tofu, per ciò che mi concerne mangerei pure un ragù fatto bene dell’ultimo coniglio da appartamento che ho visto, ho mangiato gatto, che qui da me una volta usava, ho mangiato tutto quello che vi viene in mente, sono sempre alla ricerca di nuovi ingredienti (il coccodrillo all’expo me lo sogno ancora), combatto da sempre contro i Mc Donald’s e similari, ma non vedo l’ora che il contadino sopra al monte mi chiami per il maiale da macellare, che a me il salame piace morbido e giovane.

Volete per caso togliermi il Parmigiano Reggiano????????

Faccio una guerra da solo piuttosto.

Gli agnellini, dio…., che fateli crescere nel vostro giardino zen, fino a quando saranno dei pecoroni puzzolenti e vi brucheranno tutti i vostri bei bonsai, portate i caproni a Montecitorio al posto di spaccarmi le balle per il capretto da latte, che e’ squisito, fatevi morsicare da un’astice e pungere da un riccio di mare, che non vorrai mica assassinare un granchietto eh? i granchi che cambiano pelle, detti “moeche” sono fra le prelibatezze più ricercate nel globo.

Mangiano sano, loro, e io no?, ma inculatevi, ho i trigliceridi e il colesterolo più che nella norma, orde di globuli rossi popolano il mio corpo, ho un’alimentazione onnivora, perfetta, sto meglio del papa, e non concedo a nessuno di farmi passare per un poco di buono per ciò che mangio.

Tipo stasera, mangero’ una minuta, ma eccezionale, mozzarella di bufala, due fettine di fiocco di speck dall’alto adige, una “pendoletta” di piave mezzano, e un’insalatina con radicchio, semi di papavero e pomodorini, e una mini porzione di polenta morbida con lo “scopeton”, aringa in italiano.

I diversamente nutriti possono comodamente continuare con l’Hamburger di tofu.

Ad ognuno il suo.

Ecco, mi sono un po’ sfogato.

La normalità

In Politica on aprile 12, 2017 at 7:16 am

http://www.globalist.it/sport/articolo/214423/juventus-cos-straordinaria-da-sembrare-normale.html

Si sprecano gli aggettivi: mirabolante, stratosferica, micidiale, cinica.

Io né utilizzo uno solo: normale.

Perché una squadra che prende solo due gol dall’inizio della Champions, che vince consecutivamente da 33 partite allo Stadium, e che rifila tre papavere al Barcellona, comincia a diventare una normalità.

Come va sostenendo mister Allegri da tempo, la Juventus deve arrivare a considerare un quarto di finale in Europa al pari del Chievo di sabato scorso, una partita da giocare e vincere, una cosa normale.

Dopo ieri sera il livello di considerazione dell’undici bianconero viene elevato a quello che già da anni accompagna le corazzate Bayern, Real, Barcellona e l’inglese di turno.

Certo, di normale la parata di Buffon ha poco o nulla, in egual misura la torsione sul piede perno di Dybala in occasione del primo gol, scaturito dopo 6 minuti di asfissia portata a palate nella stralunata difesa blaugrana, o come la maratona che corre Mandzukic ricordando a tratti Furino.

La normalità risiede nell’aver incontrato una squadra che stava a un livello,ripeto,ed essere usciti dal campo con la consapevolezza che a quel livello la Juventus c’è arrivata.

È tanta roba.

Fra sette giorni bisognerà ritirarsi su le maniche, calarsi umilmente in campo, indossare il vestito buono solo nelle occasioni importanti, e non dimenticarsi che ieri sera, nelle poche volte che il Barcellona ha impensierito la difesa più forte del mondo, Giorgio Chiellini, fresco di laurea, tirava pedate al pallone spedendolo in tribuna, si fa’ così quando sei una grande squadra normale.

Che poi, è il motto che contraddistingue i bianconeri da sempre: “L’importante non è vincere, è l’unica cosa che conta”, più normale di così, non saprei.

I ragazzi del mister Allegri, né sono certo, non vedranno l’ora di giocarsi il ritorno in terra catalana, fra sette giorni, e dimostrare anche agli ultimi miscredenti che non è stato un caso.

Ah, scordavo, abbiamo vinto tre a zero.

Fidatevi di me, sono meglio di quello di Delfi.

In Politica on aprile 10, 2017 at 2:37 pm

http://www.globalist.it/politics/articolo/214344/fidatevi-di-me-caro-grillo-la-fiducia-si-conquista-non-si-impone.html

“Fidatevi di me”

Chiunque con un minimo di infarinatura giuridica sapeva che la frase del capocomico genovese non avrebbe avuto valore giuridico.

Ora che si è espresso persino un tribunale, lo sanno tutti.

Utilizziamo i tribunali anche per le controversie fra i pescatori, già che ci siamo, “Per me abbocca, fidati”, “Se non abbocca ti cito”.

Qui più passano i mesi, e più ci scordiamo delle pur minime misure che regolano, o dovrebbero regolare, una democrazia parlamentare in quasiasi paese.

Siamo al “Fidatevi di me”, che è un mantra dei presidenti di calcio in piena campagna acquisti, quando in ritiro estivo arrivano i tifosi della curva; che recentemente, quand’era ancora premier, Renzi ha fatto suo con “Fidatevi di me, è una buona riforma” dopo l’approvazione della “Buona scuola”…

Ora, un conto è avere fiducia, altra cosa è imporre la fiducia.

Se poi mi viene imposta da un settantenne che ha passato la vita a fare battute su di un palco, beh, allora sarebbe stato d’uopo insediare a Palazzo Chigi, Macario, Noschese, Pozzetto e Ric o Gian, con le dovute proporzioni in campo artistico.

La prosecuzione logica direbbe che una volta spenta la fiducia dovrebbe subentrare la speranza.

Ecco, anche no, fateci sto piacere, la speranza lasciatela al clero, a noi bastano le leggi, poca roba.

L’allenamento

In Politica on aprile 6, 2017 at 8:30 am

http://www.globalist.it/sport/articolo/214151/juve-concreta-gioca-per-il-risultato-pensando-gi-al-bara.html

Il nuovo mercato.

In Politica on aprile 5, 2017 at 7:30 am

http://www.globalist.it/world/articolo/214125/trump-cina-l-039-arabia-e-wall-street-politica-e-affari.html

Breve premessa, mi piacerebbe sapere il giudizio che danno gli elettori di Salvini sulle sue simpatie, che nello specifico si chiamano Trump, Putin, Kim Jong Sung, Le Pen e l’olandese spilungone.

Ieri, da quando si è insediato alla Casa Bianca, Trump ha detto per la prima volta una mezza verità.
Riferendosi alla tragedia siriana, per la quale fra qualche anno il tribunale dell’Aia sarà sold out, ha detto: “Io sono il Presidente degli Stati Uniti, mica del mondo intero”, che è un elegante modo per smarcarsi dai conflitti siriani, libici e in generale di tutto il medio oriente e dell’Africa.

Perché le mire del Trump hanno un obiettivo chiaro, limpido.

25 milioni di persone che diventerebbero il nuovo paniere per Apple, Mc Donald’s, Microsoft, GM, istituti bancari, Amazon, solo per citare i più noti.

La Corea del Nord.

Non v’è altro bacino di utenza così intonso in tutto il pianeta.

L’unico ostacolo si chiama Cina, che ha lo stesso obiettivo, e il prossimo incontro bilaterale sancirà il benestare fra le due potenze, ripagato con una bella botta di titoli di stato americani venduti a Pechino con tassi irrinunciabili, titoli che la Cina ha rivenduto negli ultimi due anni per un importo vicino ai 300 miliardi di dollari.

Mica noccioline.

E se Putin, come è assai probabile, fallirà in medio oriente (appena cade Assad non si troverà più nemmeno una pallottola russa in tutta la Siria), l’Arabia Saudita tornerà a far la voce del padrone in loco, perché la Cina e’ il maggior acquirente di titoli, mentre l’Arabia è il maggior investitore a Wall Street.

Piuttosto semplice.