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Il globo è quadrato.

In Politica on maggio 31, 2017 at 7:18 am

Siamo arrivati alle minacce di morte nei confronti del Prof.Burioni, accusato di essere a favore delle vaccinazioni.

Incredibile.

Oggettivamente, vorrei chiedere a tutti i contrari se Pasteur fosse un coglione o uno scienziato.

Soggettivamente, vorrei chiedere a tutti i “genitori” contrari alle vaccinazioni come si sentirebbero sapendo che il loro figlio ha contribuito a far crepare il vicino di banco con il sistema immunitario disastrato, dato che si contano in più di 18mila i pargoli che NON possono assumere alcun tipo di vaccino, da qui il famoso “effetto gregge”.

Questi “genitori”, così solleciti nel bandire la farmaceutica dai loro comò,in 950mila (dato odierno) si sono fiondati presso le ASL per far vaccinare i propri figli, che fra pagare 7500 euro di sanzione e non poter mandarli a scuola, è meglio la punturina, che coerenza.

A ruota è successa la tragedia del bambino morto per una otite “curata” con l’omeopatia, che in buona parte del globo (Italia esclusa) viene marchiata, su ogni bottiglietta di acqua quasi pura, con la dicitura “do not care”, non cura.
E non esiste alcun foglietto all’interno con le controindicazioni e le sostanze contenute, e lo credo bene, da quando in qua l’acqua distillata crea danni?

Ho fatto una piccola indagine, incrociando dati e domande, né risulta un quadro disarmante:

I “genitori” che si dichiarano no-vaccini e/o pro-omeopatia, riservano altri lati angoscianti:

A) Mangiano e bevono prodotti “biodinamici”, che non sto neppure a spiegare la puttanata, ricordo solo che “biodinamico” è un marchio registrato da una multinazionale statunitense.

B)Quando va peggio sono vegani o crudisti, gente che ti vuol far credere che una zucchina soffre le pene dell’inferno quando viene tagliata alla julienne.

C) Aspettano solo il servizio delle Iene per dire che il tonno è velenoso, e che l’orso è a rischio estinzione.

D)Considerano ogni costa italiana dove non ci sia la bandierina blu alla stregua degli scarichi della Solvay a Piombino.

E)Nei casi più inguaribili credono alle scie chimiche, e mi è capitato persino quelli che insistono sulla massiccia presenza di extraterrestri fra gli umani, nella percentuale di 1 su 100.

E si definiscono “genitori” progressisti, dimostrando di non conoscere il significato delle parole.

Regrediamo, sputiamo sulle scoperte che salvano vite, nuovi Torquemada si aggirano fra i nosocomi, obiettori in tutte le salse, il tutto sulla pelle di esseri umani piccoli e indifesi.

Infine, forse la più infame, mi è stata detta con un certo piglio da una mamma trentacinquenne:
“Il figlio di un vegano non può essere cresciuto con il veganesimo”.

Neppure il cagnolino che tieni in casa, dotato di crocchette rigorosamente vegane, ho risposto.

Un trucco facile facile.

In Politica on maggio 3, 2017 at 2:51 pm

Per un decennio si è presa la parola “Prostituta” e la si è sostituita con “Escort”, faceva più fine.

Prima ancora s’era presa “Bond” e trasformata in “Obbligazione”, che se ti scappava di dire Bond in banca o al bar vedevi certe facce incupirsi.

Da qualche tempo s’è presa “Falso” o “Contraffatto” e sostituita con “Fake”, che i più abili traducono con “Persona che si inventa un’identità non sua in rete”, ma non c’è nulla di nuovo, proprio nulla.

Fake erano le notizie sul rapimento Moro, su centinaia di omicidi, su tutte le stragi di stato e non, sulle apparizioni a Medjugorje, sulla provenienza della ricchezza dell’uomo di Arcore.

Un anno,verso la fine dei ’90, Tuttosport fece più di venti prime pagine solo con notizie Fake, appioppando alla Juventus una trentina di superacquisti, a fine agosto la rosa superava i 50 giocatori, tutti titolari nelle rispettive nazionali. Per i primi giorni ci credemmo tutti.

Fake erano i marziani sull’Empire State Building.
Fake erano le accuse che costarono il posto ad Aznar.
Fake era l’eterna erezione di Sting.
Fake erano le armi chimiche di Saddam.
Fake era la blogger araba che postava da un tranquillo loft di Paddington, a Londra.

C’è un bellissimo grafico che dimostra come una Fake rimbalzi fra le nostre sinapsi.

Qualche mese fa un video diventò virale: una voragine in una strada di Tokyo veniva chiusa e ripristinata al traffico in ventiquattr’ore.
Il video scorreva a velocità centuplicata.
Era una notizia Fake.
Ma era successo a 15mila chilometri di distanza dall’Europa, quindi diventava credibile.

Se la stessa voragine si fosse aperta, e soprattutto chiusa, a venti chilometri da casa nostra, avremmo pensato ” La solita bufala”.

Ne risulta: in ascisse la distanza fra noi e il fatto, in ordinata la credibilità della notizia.
Più la distanza cresce, e più la notizia da cazzata passa a verità.
In un ipotetico campionato del mondo, noi italiani saremmo in semifinale come minimo; tendiamo a credere più che a diffidare, è più bello sparlare quando la notizia pare vera, qui c’è terreno fertile.

Cosi’ ben concimato che vi ricorderete di un braccialettino, lo chiamarono Power Balance, che a momenti garantiva pure l’immortalità?
Costava trenta pecunie, nella sola Italia né vendettero come in tutti gli Stati Uniti, era il 2010, né vedete in giro ancora?

Fake/Falso/Contraffatto, nulla di nuovo, solo marketing; dopo molti decenni le parole entrano nell’immaginario collettivo, niente di più grave per l’establishment, meglio cambiarle.

Ma solo le parole, intesi.