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Un trucco facile facile.

In Politica on maggio 3, 2017 at 2:51 pm

Per un decennio si è presa la parola “Prostituta” e la si è sostituita con “Escort”, faceva più fine.

Prima ancora s’era presa “Bond” e trasformata in “Obbligazione”, che se ti scappava di dire Bond in banca o al bar vedevi certe facce incupirsi.

Da qualche tempo s’è presa “Falso” o “Contraffatto” e sostituita con “Fake”, che i più abili traducono con “Persona che si inventa un’identità non sua in rete”, ma non c’è nulla di nuovo, proprio nulla.

Fake erano le notizie sul rapimento Moro, su centinaia di omicidi, su tutte le stragi di stato e non, sulle apparizioni a Medjugorje, sulla provenienza della ricchezza dell’uomo di Arcore.

Un anno,verso la fine dei ’90, Tuttosport fece più di venti prime pagine solo con notizie Fake, appioppando alla Juventus una trentina di superacquisti, a fine agosto la rosa superava i 50 giocatori, tutti titolari nelle rispettive nazionali. Per i primi giorni ci credemmo tutti.

Fake erano i marziani sull’Empire State Building.
Fake erano le accuse che costarono il posto ad Aznar.
Fake era l’eterna erezione di Sting.
Fake erano le armi chimiche di Saddam.
Fake era la blogger araba che postava da un tranquillo loft di Paddington, a Londra.

C’è un bellissimo grafico che dimostra come una Fake rimbalzi fra le nostre sinapsi.

Qualche mese fa un video diventò virale: una voragine in una strada di Tokyo veniva chiusa e ripristinata al traffico in ventiquattr’ore.
Il video scorreva a velocità centuplicata.
Era una notizia Fake.
Ma era successo a 15mila chilometri di distanza dall’Europa, quindi diventava credibile.

Se la stessa voragine si fosse aperta, e soprattutto chiusa, a venti chilometri da casa nostra, avremmo pensato ” La solita bufala”.

Ne risulta: in ascisse la distanza fra noi e il fatto, in ordinata la credibilità della notizia.
Più la distanza cresce, e più la notizia da cazzata passa a verità.
In un ipotetico campionato del mondo, noi italiani saremmo in semifinale come minimo; tendiamo a credere più che a diffidare, è più bello sparlare quando la notizia pare vera, qui c’è terreno fertile.

Cosi’ ben concimato che vi ricorderete di un braccialettino, lo chiamarono Power Balance, che a momenti garantiva pure l’immortalità?
Costava trenta pecunie, nella sola Italia né vendettero come in tutti gli Stati Uniti, era il 2010, né vedete in giro ancora?

Fake/Falso/Contraffatto, nulla di nuovo, solo marketing; dopo molti decenni le parole entrano nell’immaginario collettivo, niente di più grave per l’establishment, meglio cambiarle.

Ma solo le parole, intesi.