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Brevissimo sfogo

In Politica on giugno 29, 2017 at 11:20 am

Due righe:

Voglio ringraziare di persona, personalmente, tutte le “donne” (uno sforzo terribile non chiamarle “brutte troie”), e tutti gli “uomini” (altro sforzo non chiamarli “merde totali”) che hanno deciso di non vaccinare i propri figli.

Che ogni peggior augurio vi colga.

Bonaccia stabile.

In Politica on giugno 27, 2017 at 3:31 pm

Sembra uno scherzo, non lo è.

Tento di accennare un pelo di chiarezza in questo ginepraio, più complicato di una trama di Mordecai Richler.

Dal 2013 a oggi, i governi di “centrosinistra” hanno salvato 8 istituti bancari.

Monte Paschi Siena,Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara, Cassa di risparmio di Chieti, Banca Marche, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

Conto totale, che ci dicono sempre il conto parziale, evitando metodicamente di sommare i fondi di garanzia, ebbene, si arriva all’1% del Pil.

200 miliardi di euro, su per giù.

Voglio scriverlo anche con il vecchio conio: 400mila miliardi di lire, su per giù.

Numero difficile da scrivere, impossibile da immaginare, provate con le formiche, con i Pokemon, con i like su faccialibro e persino con le zanzare, non ce la farete.

Se, in modo del tutto utopistico, proviamo a dividere questo numero impossibile per il numero di cittadini italiani, ancor prima di un eventuale jus soli, né risulta un dato da far tremare l’Himalaya:
3mila e 3cento euro cadauno, procapite, a testa, come preferite.
3mila e 3cento euro per salvare banche.

Un esempio su tutti: L’imprenditore vinicolo Zonin, per vent’anni deus ex machina di Banca Popolare di Vicenza, accusato nel 2002 dello stesso reato per il quale è accusato nel 2017, 2 miliardi di perdite solo nel 2016, con conseguente fallimento dell’istituto e velocissimo salvataggio, presenta il bilancio dei suoi vigneti, opportunamente “donati” alla prole: +3%.

E sì che nel giugno 2016, Bazoli di Veneto Banca, attualmente ai domiciliari, cosi rinfrancava: “Le nostre banche sono le più solide d’Europa”.
Come pure Padoan: “Basta con lo sciacallaggio, le nostre banche sono solide”.
Carina anche “Il nostro tessuto bancario è sano, non basa il suo business su derivati e spazzature varie”.

E’nota la mia assoluta repellenza verso il periodo arcoriano, ma non posso esimermi dal chiedere di ipotizzare se questi salvataggi li avesse fatti Berlusconi.

Orde di proteste, scioperi, scuole chiuse, i girotondini veloci più di Vettel, il popolo Viola all’assalto del palazzo, Ingroia sarebbe diventato alto due metri e persino Poletti avrebbe chiuso le coop.

Ma dato che questo furto di stato è stato compiuto, anche con l’ovvio aiuto delle destre, da governi retti dal PD, calma piatta, bonaccia, barche in darsena, non si muove una foglia, tutto tace.

A me avevano insegnato che i governi di centrodestra guardavano all’imprenditoria, quelli di centrosinistra al proletariato, con il centro, in entrambi i casi, con un giustissimo occhio di riguardo al ceto medio.

O i miei insegnanti erano degli sprovveduti, oppure le carte si sono capovolte e in pochi l’han capito, in abbastanza l’han sfruttato, tutti i rimanenti tacciono, incredibile.

Se ancora ci fossero in giro i tifosi degli 80 euro, fornitegli una calcolatrice, si ricrederanno.

Gruppo Marcegaglia, Gruppo Mezzaroma, Sorgenia di De Benedetti, Aeroporto di Siena, Terme di Chianciano, sono solo la punta dell’iceberg dei debitori che Padoan non vuole far pubblicare, l’allegra combriccola c’ha fatto circa 5 miliardi di euro, 10mila miliardi del vecchio conio.

Poi si vota, ti becchi la mazza sugli incisivi, e dai la colpa agli altri, oppure dici “poteva andare meglio”.

Non credo di essere l’unico a mettere sullo stesso piano il PD e Forza Italia, non mi inganni con i matrimoni gay o con il sopracitato jus soli, siete ancora indietro anni luce per darmela a bere, con ogni probabilità farete un governo assieme e le barche continueranno a riempirsi di alghe in darsena, bonaccia stabile.

Non l’ho scritto io

In Politica on giugno 26, 2017 at 5:19 am

Anche se avrei voluto.

Caro Renzi,
ora che la tua missione è compiuta, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver perso in modo devastante l’ennesima tornata elettorale, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo esserti impossessato del più grande partito della sinistra europea solo per sradicarlo e distruggerlo, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver lacerato il paese tentando di manipolare in modo rozzo e ignobile la nostra Costituzione, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo esserti compiaciuto di aver vinto elezioni (Europee e Regionali) in cui molti non sono andati a votare a causa tua, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver blindato il Pd con la tua cricca di figli di papà affaristi, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver ingannato giovani e vecchi che o scappano da questo paese o muoiono perché non hanno più i soldi per curarsi, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver salvato solo banche e aziende marce a spese dei contribuenti, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver pugnalato alle spalle tutti i tuoi compagni di partito, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo averci fatto subire l’onta di centinaia di avvisi di garanzia, arresti e processi a carico di dirigenti del partito che fu di Berlinguer, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo essere riuscito a dare credibilità e consistenza a un movimento politico grottesco come quello di Beppe Grillo, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver fatto rimpiangere Berlusconi e aver fatto accordi con il tuo a dir poco inquietante compaesano Verdini, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver resuscitato persino la Lega travolta dagli scandali, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver definitivamente inquinato la Rai, TE NE DEVI ANDARE.
I motivi per cui TE NE DEVI ANDARE non si contano più. Ma ce n’è uno che è il più importante di tutti.
TE NE DEVI ANDARE e devi farlo subito perché se non te ne andrai l’Italia rischia di diventare, peggio di 70 anni fa, un paese fascista. E questo, gli italiani che hanno a cuore la democrazia non lo permetteranno. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere molto più alto della miseria politica, economica e culturale in cui ci hai fatto sprofondare.
Hai fatto abbastanza, Renzi.
ORA VATTENE.

David Grieco

Articolo uscito stanotte su Globalist.it , dove scrivono ancora i veri Compagni.

Fasci di qua, fasci di là.

In Politica on giugno 20, 2017 at 5:31 am

Allora, se ho ben capito, un coglione attentatore islamico è un terrorista, un coglione attentatore bianco è un lupo solitario.

Ma si può essere più falsi e in malafede?

Stesso schema per lo jus soli, i celticopadani dichiarano di “non voler leggere il ddl, noi pensiamo alle famiglie italiane che non ce la fanno” e bla e bla e bla, ma davvero sanno leggere?

E in ventanni che hanno governato da Roma, più altri 10 nelle tre regioni più produttive dello stivale, quante famiglie hanno salvato? C’era per caso Stalin governatore del Veneto (che governano da sempre) nella stagione degli imprenditori suicidi???
No, c’era Galan, e Zaia presiedeva la provincia di Treviso, gli imprenditori si impiccavano, gli operai perdevano il lavoro, e nel mentre i loro amici prosciugavano le pecunie di tutte le banche site in loco.

Ma come cazzo è possibile che nel 2017 questi figuri possano ancora fare la morale in tv su qualsiasi tema?

Oh, quasi scordavo, fascio attira fascio, ci sono pure i novizi dell’aula:
i fasciostellati, che sono quelli del “non siamo contro gli immigrati, ma…”, quel ma così odioso che tutti i razzisti utilizzano alla fine di una frase, anni fa era gettonatissima “Mussolini era un dittatore ma…i treni erano in orario e tutti avevano un lavoro”.

Son passati quasi quattro anni, dovevano imparare, studiare, magari far promulgare una legge, così eh, giusto per non annoiarsi a contare scontrini e progettare funivie, invece no, nessuna legge a prima firma fasciostellata promulgata dall’aula, nisba.
Gli emolumenti per aver prodotto il nulla, quelli sì, quelli li prendono e una parte li danno ad aziende che vi invito a controllare in quale orbita girino.
Stanno facendo un’altra Compagnia delle opere (decine di migliaia di aziende affiliate ai giussanini nella sola Lombardia, la maggiorparte legate al settore del mattone), stesse modalità.

Fortunatamente, alla faccia dei soloni che mi son sentito un paio di mesi orsono, quando taluni si son persino spinti a ipotizzare una Francia in stile Petain, una delle donne più bieche e sbagliate del pianeta porta nr 6 deputati al parlamento di Parigi, segnando la fine della bolla che l’aveva portata a sognare l’Eliseo, tanto rumore per nulla.
Che fra Le Pen e Macron, mi prendo tutta la vita il secondo.

Di piu’, lo prendo senza neppure voler leggerne il programma, che a oggi va di moda così.

La frangia senapata

In Politica on giugno 2, 2017 at 10:04 am

L’uomo dalla frangia senapata ha detto no, eravamo abituati a quello Del Monte che diceva sì.

Dopo aver sputato sui nativi americani, dopo aver tolto fondi alle associazioni che si occupano delle donne sole che hanno appena abortito, dopo averne già combinate di ogni sorta, la frangia senapata ha detto no anche all’accordo di Parigi.

Gli Usa si aggiungono alle sole due nazioni non firmatarie del trattato transalpino, la Siria e il Nicaragua (ah, è stramazzato Noriega, alla buon ora), sembra una barzelletta.

A sentirlo, va pazzo per le miniere di carbone, i pozzi petroliferi, le armi da vendere agli arabi, e la scarsa voglia di lavorare, quella sua.

Però poi mangia pappardelle mozzarella e pomodoro, salumi e formaggi italiani e ossobuco alla milanese, tutte le domeniche, con la sua botulinata combriccola.

Innanzitutto, non facciamone un dramma, la climexit è prevista dopo tre anni dalla manifestata voglia di uscirne.
Qualcuno crede che frangia senapata arrivi a un secondo mandato? Controllare le quote dei bookmakers londinesi per avere ulteriori certezze.

400 città statunitensi gli hanno già risposto picche, la Tezla è furente, seguita a ruota da decine di multinazionali che hanno puntato, come razione vuole, sull’abbassamento dei gas serra.

Che poi, ma forse questo non gliel’hanno spiegato per bene, l’accordo di Parigi è stato siglato principalmente contro i flussi migratori, dato che per ogni grado di temperatura in più, si stimano in 100 milioni gli esseri umani che dovranno abbandonare terre torride e aride, per creare il più massiccio esodo che la storia abbia a memoria.

Che sia il caso di cominciare a isolare il tale e la “sua” nazione?
Per molto meno si sono imposte le sanzioni alla Russia.
Tassare significativamente Faccialibro, Microsoft, Apple e Coca Cola sarebbe un buon inizio, evitare di mangiare burro di arachidi (non mi sovviene altro prodotto made in Usa commestibile), non comprarsi il Cherokee e nemmeno la Jeep, non andare in ferie là, il mondo è così grande, ci sono un sacco di posti migliori, io vi scrivo da uno dei più spettacolari, si chiama Italia.

Si narra che l’esiliato dittatore paraguaiano si fosse comprato un villone appena al di là del confine; ogni mattina si alzava e usciva sul balcone rivolto alla patria che lo aveva cacciato, estraeva un elenco telefonico di Asunción e cominciava a urlare liste di cognomi, presi a caso dall’elenco, per farli condannare, poi rientrava ed era contento.

Ecco, cari statunitensi, un bel villino a Tijuana con balcone vista muro, un elenco telefonico e un megafono, vedrete, si divertirà più di adesso.

Sic transit gloria mundi.