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Senza vergogna.

In Politica on marzo 6, 2018 at 9:52 am

Senza vergogna.

Porta, per la prima volta nella storia repubblicana, il più grande partito progressista dello stivale sotto al 20%.
Oltretutto spaccando le palle a chi, pochi ma buoni, ha dato retta agli ideali perseguiti da una vita votando quel che resta della sinistra.
Non chiede scusa, anzi, la colpa è di Mattarella che non l’ha fatto votare quando voleva lui.
I giovani lo boicottano al sud e votano M5S.
I giovani lo boicottano al nord e votano Lega.
I vecchi, di norma più saggi, lo boicottano ovunque.
Casini in lista in Emilia Romagna, De Luca in Campania, Minniti stracciato da tale Ceccanti, e non chiede scusa, macché, lo cita pure, si chiede perché mai un ministro dell’interno benvoluto da gran parte dell’elettorato venga trombato, incredibile.

Si dimette, ma non subito.

Troppa paura di vedere quello che non sopporterebbe, e con lui Berlusconi, the Mask, il vate, entrambi terrorizzati di un M5S di governo con l’appoggio di molti piddini che non vedono l’ora di disfarsi di questo duo simbiotico paragonabile al paguro con l’attinia.

Si è arrivati a questo punto per diverse ragioni: jobs act, buona scuola, decreto banche, legge Fornero, 4 governi non eletti, legge elettorale, un’innata arroganza che si era vista solo a destra, argomenti che hanno occupato per anni le aule parlamentari, che si sono rivelati provvedimenti assurdi, per non usare epiteti, e che venivano cassati con lo zuccherino, che nello specifico si chiama: Fine vita, matrimoni gay, vaccini obbligatori e la mancia da 80 pecunie.

Ancora: marce contro i rigurgiti fascisti (casapound non arriva all’1%) senza conoscere i veri fasci del Paese, o facendo finta di non conoscerli, che è pure peggio.
Critiche leggere come una piuma d’oca all’amministrazione Trump.
Scimmiottamenti per imitare Macron dopo che non è riuscito a diventare il Berlusconi del centrosinistra.
Definire gli altri dei dilettanti, dopo aver messo Alfano agli esteri e Lorenzin alla Sanità, Rosato capogruppo alla Camera e la Moretti candidata alla regione Veneto, picchi di competenze da far rimpiangere la Gelmini all’istruzione e Calderoli alle riforme.

Poi c’è l’accordo andato a monte,quello che prevedeva Forza Italia con il PD a salvataggio della nazione, stipulato allor quando la Lega navigava all’8%, i grillini al 25% se andava di lusso; premio di maggioranza al 40%,barriera al 3%, sembrava funzionare per i due volponi, invece no, in politica le cose cambiano in nanosecondi,mentre l’elettorato lo sposti e lo formi in anni, se non decenni.

Risultato: i due siamesi si trovano all’angolo, è un angolo più ottuso di quello che si era aperto dopo la batosta elettorale al referendum (pure quello, a sentire il volpone giovine, sarebbe il responsabile dell’ingovernabilita’, robe da matti), che speriamo essere l’ultimo pertugio, dopodiché l’invisibilità.

Per ultimo, la gran parte di chi ha votato PD, non ha votato perché c’era Renzi, ha votato malgrado Renzi, fedeli a un’idea di centrosinistra, che da ieri si è definitivamente dissolta come un ghiacciolo all’equatore.

Si dimette, ma non subito.

L’ultima vergogna.

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