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Cinque cerchi sul Cristallo

In Politica on giugno 25, 2019 at 8:52 am

In questa vita, se tutto prosegue come da prassi, nel 2026 avremo le Olimpiadi e le Paraolimpiadi a tiro di fionda.
E mi ci fiondero’.

Stracciamo subito i pochi miscredenti dell’evento olimpico, già contrari al medesimo a Roma, all’Expo 2015, a Torino 2006.
Motivi?
La pista da bob a Cesana e il trampolino a Pra’ Gelato, le mazzette per l’Expo, l’incompetenza assoluta per Roma.

Un solo dato come risposta a questi peones: Milano prima dell’Expo faceva cinque milioni annui di turisti, dopo l’Expo stanno a 9 milioni.

Sarebbe il caso di andare a cercarsi il doc “Vertigine bianca” sui giochi del ’56 nell’ampezzano, un capolavoro.

In tal modo, chiunque, anche chi non ha mai visto la neve, potrà comprendere quanto l’essere umano possa amare un evento naturale, e fino a quanto lo possa sfidare,

Sulle Dolomiti, in inverno, i torrenti diventano sculture di ghiaccio, il sole fa quasi un giro sulle Tre Cime di Lavaredo, la neve disegna squarci che non riesci a capire se sono cielo o terra, ovunque butti l’occhio rischi il nodo in gola o la pelle d’oca sugli avambracci.

Lo dicono anche tutti quelli che qui non sono nati, ma si fanno migliaia di chilometri per saggiare una Tofana tirata a mo’ di biliardo, e sono tantissimi, da ogni dove.

Qui, in questo paradiso terrestre, si terranno i XXV Giochi Olimpici Invernali.

Ieri a Losanna c’erano molti atleti azzurri nel pieno della loro carriera, che sanno bene di non poter gareggiare fra sette anni, fa’ niente, stessa concentrazione nello sguardo di Armin Zoeggeler di quando inforcava lo slittino, stessa felicità di Christian Ghedina di quando vinceva sulla Sasslong salutando un cerbiatto sul salto finale, e questo è lo sport, il miele della vita.

Zaia e Sala che si abbracciano in mondovisione, alzi la mano chi se lo sarebbe solo sognato fino all’altro ieri, e questi siamo noi italiani, nel bene e nel male, ma siamo fatti così, quando ci inculchiamo qualcosa in testa, difficile che perdiamo, in molteplici settori, da circa 2000 anni.
Un caloroso abbraccio a Michela Moioli e a Sofia Goggia, a Elisa Confortola e ad Arianna Fontana, le quattro moschettiere plurimedagliate che ieri, nell’asettico salone del CIO, hanno conquistato il bene di tutti, svedesi compresi, sfoggiando un inglese perfetto e un lessico davvero emozionante.

Ovviamente, il tutto vale anche per Livigno, Bormio, Anterselva, e le altre piccole località, delle perle, che ospiteranno le gare.

Se avremo la fortuna di conoscersi ancora fra un settennato, vi aspetto al primo mezzo tornante dopo Predazzo, da li’ si vede bene il trampolino del salto con gli sci, e sotto passa la pista da fondo.

Ci si vede in quota.

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