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Archive for the ‘Politica’ Category

È arrriiivaaatooooo!!!!

In Politica on luglio 16, 2018 at 12:19 pm

Ha dieci anni in meno rispetto a quelli segnati sui documenti.
Da quando ha l’età della ragione, considera sacro il proprio fisico, mai uno sgarro, diete a km zero iniziate quando nessuno ne’ parlava, centinaia di flessioni addominali appena svegliato, un robot.

Educato, mai uno screzio con un compagno di squadra, un britannico di Ascot nato per caso in Portogallo, che da oggi, perché è oggi che firma, diventa di bianconero vestito.

Un piede divino, una capacità di anticipo impressionante: invito gli amici juventini a guardare su YouTube qualsiasi gol segnato da CR7 sfruttando un calcio d’angolo o una punizione dalla trequarti laterale, soffermatevi solo su di lui, noterete che riesce a prendere un metro sul marcatore, chiunque esso sia, quasi un veggente.

Platini, Zidane e Del Piero, immensi, ma per trovare un piede così, incastonato in un fisico di 1 metro e 85, bisogna tornare a Sivori, dopo di lui non abbiamo più aquistato uno così, proprio mai, e fortunatamente non hanno lo stesso carattere e la stessa altezza.

Più in generale, Maradona al Napoli e Ronaldo Nazario all’Inter erano stati gli ultimi due colpi del mercato italiano; siamo stati gli ultimi del carosello per decenni, da oggi tutti i procuratori reinseriranno l’Italia nel novero di possibilità, mentre prima si proponevano le stelle in Spagna, Inghilterra, Germania, Francia, e se avanzava qualcosa si valicavano le Alpi.

Ancelotti, grande forchetta, agli inizi della sua esperienza al Real Madrid, la sera stava cenando in un ristorante adiacente ai campi di allenamento, e in Spagna si cena davvero tardi; si accorse che c’erano ancora i fari accesi sul campo, telefonò al custode per riferire, e per contro si sentì rispondere

“Mister, c’è Cristiano Ronaldo che prova punizioni”
“Da quanto?”
“Dalle 18, dalla fine dell’allenamento della squadra”.

Telefono’ alle 23.

Media gol da fantascienza.

Verrebbe da dire, troppa roba, i compagni di spogliatoio come reagiranno?

Mai risposta fu più semplice: godranno come criceti, come è sempre successo, nei team che videro fra le loro file

Pele’
Maradona
Crujff
Bobby Charlton
Messi
Zico

Quando hai una stella, te la tieni stretta, e sai che assai probabilmente aumenterà la tua bacheca dei trofei e il tuo conto in banca.

CR7, checché se ne dica (tasse, invidia, megastipendio, etc etc), porterà benefici a tutto il calcio italiano, e Torino continuerà a migliorarsi, come successe dopo i giochi olimpici invernali.

E la Juventus, che non compra giocatori con la stessa metodologia che si usa per la compravendita dell’intero Milan, né guadagnerà un botto.

Ogni 36 secondi si vende una casacca nr 7, se continuiamo così ce lo paghiamo per settembre, il resto è tutto grasso che cola.

Due parole due sui diffidenti: se siete diffidenti sul calcio in genere, risulta difficile comprendere come siate riusciti ad arrivare sino a qui;
Se siete diffidenti sui benefici e sulla metodologia che ha portato al colpo grosso, idem.

Facciamo cosi’, questo post, ed è accaduto solo altre due volte in dieci anni, è dedicato a noi bianconeri.

Né consegue che, educatamente, che lo so che siete bravi, si gradirebbero commenti da lettori bianconeri, gli altri si astengano da critiche, son così gasato che manco risponderei, vi tenete i vostri ragionamenti nel cassetto, e verrete qui a riportarli dopo la prossima stagione, direi dopo la finale di Champions 2018/19, se vi andrà.

Venerdì ero a Treviso, un direttore di stabilimento mi fa’:
“Mio figlio vuole la maglia di Cristiano Ronaldo, è un miglioramento, fino all’anno scorso voleva che lo comprasse il Treviso Calcio, di cui siamo sponsor, così lo poteva vedere ogni giorno, adesso mi toccherà andare la domenica all’Allianz Stadium”.

Per cercare di spiegare lo stato in cui galleggio, vi invito a leggere questo breve post di SilvanaScricci, una penna spettacolare, che lo scrisse per la Bologna del Basket, ecco, io mi sento così.

https://silvanascricci.wordpress.com/2017/01/07/la-principessa-nel-palazzo-incantato/

Vedrete che godimento, cari fratelli e sorelle juventini, lo aspettavo da una vita.

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34 primavere

In Politica on luglio 5, 2018 at 10:32 am

Diverse persone, dall’amico curioso sino al professore universitario, mi continuano a chiedere di scrivere a proposito dell’attuale premier reale, nonché ministro dell’Interno, nonché segretario della Lega, nonché vicepremier virtuale, nonché esperto di banche, immigrazione, nomadismo, vaccini, confini subsahariani, pensioni, armi da sparo, istruzione, industria, Milan e felpe.

Più o meno, Dio.

Come si fa’ a scrivere di Dio da atei? A me riesce male.

Nel 1984 un signore anziano mi avvicino’, su di un pullman di linea che avevo preso per raggiungere la costa veneziana partendo dalle valli prealpine.

Mi regalò una spilletta con un leone di San Marco e la scritta Liga Veneta.

34 primavere sono trascorse.
Né ho viste, vissute e sentite di ogni sorta, al punto che ascoltare oggi Salvini è come riprendere in mano un fumetto datato dei Fantastici Quattro, giri le pagine con noncuranza, ti limiti a dare una veloce occhiata ai disegni, niente di più che un noioso passatempo.

Ora, alla 34ima primavera, il resto dello stivale fa’ conoscenza con la Lega e con il suo attuale Dio (loro ce l’hanno intercambiabile, rispetto ai trasteverini di nero vestiti), ma non vi pareva quantomeno strano l’ampolla dell’acqua del Po’ benedetta per farvi un’idea?

Evidentemente no, viceversa avreste prodotto per tempo gli anticorpi.

Mi allargo fino a sostenere che il Dio Padano che ammirate in ogni dove ci sia da parlare, si sia migliorato, di certo ha fatto un corso comportamentale ai massimi livelli con qualche guru d’oltreoceno, il vero Salvini non si è ancora visto, e forse non si rivedrà mai più.

Il risultato di questa ignavia porterà un elettore su tre a votare il Dio padano.

Si pensi solo al PD e a la stragrande maggioranza di proposte e leggi propinate negli ultimi ventanni e si riporti quante e quali non abbiano subito giravolte, liti interne e alleanze con il centro destra.

Solo la legge Fornero ha subito 8 salvaguardie, OTTO, a scriverla devono averci messo il mago Otelma.

Loro, invece, da 34 primavere non vogliono gli extracomunitari, adorano trovare un pertugio per aggirare legalmente il fisco, molti neppure quello, e lo evitano del tutto (i “Venetisti” né sono il plastico esempio), vanno pazzi per i cowboys, gli extraterrestri, l’edilizia self made , e non vanno pazzi per quei strani cosi rettangolari, ripieni di pagine, che il resto dell’umanità chiama libri.

E così hanno conquistato almeno 10 milioni di cittadini italiani, ovunque, perché l’assioma è pressoché definitivo:

Con le regole leghiste, nel triveneto si vive piuttosto bene, noi da bravi altruisti vorremmo farvi vivere tutti come noi.

È tutto qui, un chiaro messaggio progressista, io faccio star bene tutti come sto bene io, pronunziato da un establishment conservatore, un vero incubo, dato che è, e sarà, pura utopia.

Ci credono in tantissimi, pure a Cefalù.

Io la prossima volta scrivo di arte o di pallone.

Buonanotte ai sognatori.

In Politica on giugno 7, 2018 at 2:34 pm

Ci governeranno cosi’, due ventriloqui e un pupazzo, armati del più lineare razzismo, che se lo dite a un leghista vi risponderà “Certo che si'”, del più bieco populismo, supportati dalle mamme contro i vaccini, da orde gioiose contrarie a qualsiasi tipo di migrazione, salvo poi correre a Comacchio per vedere quella dei fenicotteri, allora va bene (non occorre essere dei geni per dare un calcio in culo a costo zero a qualche migliaio di esseri umani, che lor beati continuano a chiamare clandestini), e soprattutto dalla loro supponenza.

Tale Toninelli, elevato per qualche mistero a Ministro per le infrastrutture, così esordisce: blocco della TAV e blocco della Pedemontana Veneta (che io ci abito vicino, potrebbe già essere percorsa per lunghi tratti, non azzardatevi).
Nello stesso giorno, la Corte dei Conti ha approvato il tratto della TAV Brescia Verona, con buona pace del tale Toninelli, già pronto a togliere i binari dalla Val di Susa e trasportarli fra le province che lambiscono il Lago di Garda, speriamo a sue spese.

Agli Interni v’è il sudaticcio, il fantoccio con il rosario, quello che cantava contro i napoletani all’interno del loro sacro campo a Pontida, quello che i ricchi pagheranno meno tasse , quello che “l’art.90? Devo studiarlo stasera e poi vi dico”.
Trattasi, per gli ignari, dell’articolo della Costituzione, non della VAR.

Un ministero per il sud senza portafoglio, vi giuro che non l’ho letta su “risate a denti stretti”, nota rubrica della “Settimana Enigmistica”.

Un ottuagenario che voleva uscire dall’euro in un sabato notte, ricoverato d’urgenza ai rapporti con l’Europa, che c’avevan tentato con il dicastero di via XX Settembre, niet.

La democratica Russia da osannare, e ci credo, gli forniamo il superlusso da che i figli degli oligarchi dell’ex URSS sono diventati dei signorotti alla Abramovich, e pare che il prossimo mercato sara’ la Corea del Nord, dove, il 3 di Settembre del 2013, l’attuale ministro dell’interno così si esprimeva:
“Si vedono cose che in Italia non si vedono più, i bambini giocano in strada, non ai videogiochi…… c’è un grande senso di comunità…..qui Razzi è una superstar….la pena di morte c’è anche negli Stati Uniti……c’avevano chiesto 2 navi da crociera e non abbiamo potuto vendergliele per colpa dell’embargo”.

Torna come la peste bubbonica la noiosa querelle sui gay, qualcuno potrebbe informare i celticopadani che, oltre a vigere una legge dello stato,le tendenze del ventriloquo Di Maio non parrebbero proprio eterosessuali e cieloduriste, giusto per correttezza.
Che una coppia di fatto Salvini/Di Maio c’è da mo’, bisognerebbe solo ratificarla all’ufficio anagrafe.

Se Draghi dovesse bloccare il quantitative easing, che tradotto significa aver comprato centinaia di miliardate del debito pubblico italiano, buona parte di queste finite nelle casse della Deutsche Bank, così da non farci entrare in default,lo spread volerebbe sopra i mille punti.
Ma questi neofiti dalla faccia di bronzo, da settimane vanno blaterando che loro andranno in Europa per farci dare più pecunie, ma davvero ci credono o si limitano a farlo credere al popolo festante?
Faranno qualcosa di buono, e ci mancherebbe, si spera combinino il minimo dei danni per le generazioni future, che a noi c’han già vampirizzati quelli degli ultimi decenni, siamo quasi immuni, ma davvero al momento si fatica a credere al “contratto” e soprattutto alle risorse per attuarne anche solo in quinta parte il contenuto.

Per abbassare il carico fiscale diretto hai 3 modi:
1) Aumenti le accise
2) Tagli al pubblico, che di norma significa sanita’.
3) Lo fai in deficit.

Qualsiasi altra visione della cosa, rimarrà per sempre una visione, o una presa per il culo, come preferite.

Renzi.

Se siamo arrivati qui, lo dobbiamo a questo presentatore mancato, che solo e soltanto per un ego personale superiore a quello del nanopriapo, è andato a spaccare tutto da Vespa la sera prima dell’incontro fra PD e M5S, dopo aver disintegrato il più importante partito progressista del Paese, davvero disdicevole.
Ne’ conosco a flotte di ex votanti PD che hanno votato M5S solo per i provvedimenti del governo Renzi, dovrebbe bastare per togliersi definitivamente di torno.

S’erano accordati, i due Renzusconi, e oggi si trovano a far opposizione con un PD e una FI che a braccetto non fanno il 20%.
Ricordo bene i 101 che mandarono a fanculo Prodi, altrettanto ricordo gli Alfano alleati fedeli, come pure almeno un lustro di attacchi ad alzo zero ai sindacati, sferrati da alti rappresentanti di quelli la’ del PD, roba da incubo, per lo meno questi nuovi Sancho Panza te lo dicono da subito che i ricchi sono più belli dei poveri, non si dichiarano di sinistra e poi fanno il jobs act, è poca roba ma tant’è.

Forse il regalo più grande dei due ventriloqui è stato questo, eclissare il nano e il chierichetto, non è cosa da poco.

Per ultimo, due parole su Conte:

Conte, dalla prossima stagione, non sarà più l’allenatore del Chelsea.

Senza vergogna.

In Politica on marzo 6, 2018 at 9:52 am

Senza vergogna.

Porta, per la prima volta nella storia repubblicana, il più grande partito progressista dello stivale sotto al 20%.
Oltretutto spaccando le palle a chi, pochi ma buoni, ha dato retta agli ideali perseguiti da una vita votando quel che resta della sinistra.
Non chiede scusa, anzi, la colpa è di Mattarella che non l’ha fatto votare quando voleva lui.
I giovani lo boicottano al sud e votano M5S.
I giovani lo boicottano al nord e votano Lega.
I vecchi, di norma più saggi, lo boicottano ovunque.
Casini in lista in Emilia Romagna, De Luca in Campania, Minniti stracciato da tale Ceccanti, e non chiede scusa, macché, lo cita pure, si chiede perché mai un ministro dell’interno benvoluto da gran parte dell’elettorato venga trombato, incredibile.

Si dimette, ma non subito.

Troppa paura di vedere quello che non sopporterebbe, e con lui Berlusconi, the Mask, il vate, entrambi terrorizzati di un M5S di governo con l’appoggio di molti piddini che non vedono l’ora di disfarsi di questo duo simbiotico paragonabile al paguro con l’attinia.

Si è arrivati a questo punto per diverse ragioni: jobs act, buona scuola, decreto banche, legge Fornero, 4 governi non eletti, legge elettorale, un’innata arroganza che si era vista solo a destra, argomenti che hanno occupato per anni le aule parlamentari, che si sono rivelati provvedimenti assurdi, per non usare epiteti, e che venivano cassati con lo zuccherino, che nello specifico si chiama: Fine vita, matrimoni gay, vaccini obbligatori e la mancia da 80 pecunie.

Ancora: marce contro i rigurgiti fascisti (casapound non arriva all’1%) senza conoscere i veri fasci del Paese, o facendo finta di non conoscerli, che è pure peggio.
Critiche leggere come una piuma d’oca all’amministrazione Trump.
Scimmiottamenti per imitare Macron dopo che non è riuscito a diventare il Berlusconi del centrosinistra.
Definire gli altri dei dilettanti, dopo aver messo Alfano agli esteri e Lorenzin alla Sanità, Rosato capogruppo alla Camera e la Moretti candidata alla regione Veneto, picchi di competenze da far rimpiangere la Gelmini all’istruzione e Calderoli alle riforme.

Poi c’è l’accordo andato a monte,quello che prevedeva Forza Italia con il PD a salvataggio della nazione, stipulato allor quando la Lega navigava all’8%, i grillini al 25% se andava di lusso; premio di maggioranza al 40%,barriera al 3%, sembrava funzionare per i due volponi, invece no, in politica le cose cambiano in nanosecondi,mentre l’elettorato lo sposti e lo formi in anni, se non decenni.

Risultato: i due siamesi si trovano all’angolo, è un angolo più ottuso di quello che si era aperto dopo la batosta elettorale al referendum (pure quello, a sentire il volpone giovine, sarebbe il responsabile dell’ingovernabilita’, robe da matti), che speriamo essere l’ultimo pertugio, dopodiché l’invisibilità.

Per ultimo, la gran parte di chi ha votato PD, non ha votato perché c’era Renzi, ha votato malgrado Renzi, fedeli a un’idea di centrosinistra, che da ieri si è definitivamente dissolta come un ghiacciolo all’equatore.

Si dimette, ma non subito.

L’ultima vergogna.

Razza Bianca???

In Politica on gennaio 15, 2018 at 3:05 pm

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PUSSA VIA!!!!

Opti’ Poba’

In Politica on novembre 20, 2017 at 1:03 pm

È così che l’ex presidente della Figc, Tavecchio Carlo, ama chiamare gli africani.

Un omino al quale vengono regolarmente versati 4, quattro, stipendi al mese.
Più una pensione.

Quattro, come le condanne passate in giudicato collezionate dal tale, tutte in campo “finanziario”, un trafficone.

Uno che si è permesso di portare in campo con la Nazionale: Lotito!!!.

Quattro, come le notti nelle quali non ha chiuso occhio, consecutive, roba da Guinness, una per stipendio/condanna.

Finalmente una debacle sportiva porta buone nuove, pensa se andavamo ai mondiali, oltre a uscire al primo turno (neppure la nazionale del 1986 con Di Gennaro regista era peggio), ci tenevamo sto omino un altro lustro.

Credo che a ognuno di noi, con quattro condanne passate in giudicato, un posto da cambia carta igienica in un woksushi parrebbe un bel miraggio,mentre a capo dello sport più seguito, a torto o ragione non è pertinente con questo scritto, mettono un omino che “Non ho nulla contro gli Ebrei ma devono essere tenuti a bada” e “Gli omosessuali? Teneteli lontano da me”.

Opti’ Poba mangiava le banane.

Vuoi vedere che abbiamo trovato uno che da oggi le dovrà raddrizzare?

La grande buffonata

In Politica on ottobre 27, 2017 at 2:48 pm

Perché la Basilicata non chiede più autonomia?
Per i danari.
Perché il Veneto chiede più autonomia?
Per i danari.

Ovunque, parti ricche di paesi benestanti chiedono di dividersi da quelle povere.

Vi scrivo dal Veneto, dove molti servizi a carico dello stato sono solo sognabili dal resto d’Italia, dove la disoccupazione è la più bassa del paese intero sin dagli anni 60, dove le liste d’attesa negli ospedali sono ai livelli del nord europa, dove le amministrazioni pagano i fornitori a 30 o al massimo 60 giorni, dove Venezia, Verona, Padova, Vicenza e Treviso creano il più importante tour artistico che io conosca, estero compreso, dove scii fra paesaggi patrimonio dell’Unesco, dove si sta bene.

Mi chiedo, vi chiedo, cosa vogliamo in più? Pepite d’oro zecchino messe nella buca delle lettere al posto della bolletta del gas?

Che già quattro persone mi hanno contattato (leggo libri sulle onde gravitazionali e sulla fisica) dopo aver saputo che questa misteriosa onda gravitazionale produce oro e platino dopo che due pianeti di neutroni si sono arrovellati assieme per produrne uno unico,
A più di cento milioni di anni luce da qui.
È un’immagine quella che abbiamo visto, l’evento è successo tantissimo tempo fa’, ma niente, impossibile da spiegare, l’unico interesse è “Sì sì, va ben, ma sta storia dell’oro???”

Spesso penso che se il Verga fosse nato in Veneto, avrebbe trovato decine e decine di Padron N’Toni, mai contenti, sempre un lamento, con l’unico scopo vitale di arrivare a sera ed aver guadagnato qualche pecunia.

E tutte queste persone, me compreso, usufruiscono delle bellezze e delle strutture del territorio.

Nella valle dove abito, un genitore può decidere lo sport per il figlio decidendo fra almeno 20 discipline, e mi tengo basso.

Credo che una persona di buon senso si dovrebbe chiedere quale potrebbe essere il metodo per esportare nel resto dello stivale questo ben di dio, non il contrario.

Quando mai!! La provincia di Belluno, nello stesso giorno del referendum di Zaia, vota per chiedere più autonomia al Veneto!!! E votano sì in entrambi i quesiti, roba da matti.

Che è, vogliono arrivare a un referendum per l’autonomia di Bergamo di sopra con Bergamo di sotto?.

Sapete, senza tante autonomie, e con tutti i limiti sui diritti umani, la Cina negli ultimi vent’anni ha portato 500 milioni di persone dal regime di “povertà assoluta” (leggi:avere il bagno in un campo), al regime di “medio borghesi” (leggi:avere l’iphone), e fior di analisti economici danno solo una motivazione: i cinesi non hanno neppure l’idea di cosa significhi “separazione”, e ricordo che tutti gli stati della UE, uniti, non arrivano a quella cifra di persone.

Ovvio, il metodo cinese non prevede la democrazia, ma in questo caso c’entra poco, qualsiasi ex contadino cinese vi dirà che vive meglio oggi di vent’anni fa’, ed è questo lo scandalo, c’han messo quattro lustri, noi qui in Veneto stiamo bene da almeno 50 anni, e ancora non siamo stati in grado di esportare tutto questo benessere al resto della parte dello stivale che ancora vede quotidianamente i malati in corsia.

Poi arriva il coglione di turno a blaterare che i veneti sono degli ubriaconi, e allora tutto lo scritto precedente traballa, mi adiro pure io, e stringo i pugni per non pronunziare le schifezze che si sentono in giro, ma faccio una fatica terribile.

Per ultimo, vi avviso che non succederà alcunché, la grande buffonata è niente, il nulla, perché qui valgono i danari, e i danari non sono negoziabili con la sede centrale, sita in Roma.

Tutto come prima.

Stiamo bene.

Il sentire di Thelma e Louise

In Politica on agosto 29, 2017 at 12:30 pm

Un agosto di tragedie.
Tutti i giorni.
Costantemente.

A fronte di cotanta violenza e ignoranza, necessita una ventata di bellezza.

Qualche giorno addietro, due care amiche si sono trovate in quel di Bilbao, armate di due biglietti per il Guggenheim.

Mi sono permesso di scrivere loro, normali fruitrici di arte, alcune righe che a grandi linee davano qualche informazione su ciò che avrebbero sentito.

Queste:
“Care Thelma e Louise, preparatevi a un viaggio cerebrale.
Il Guggenheim di Bilbao contiene opere moderne, forse la piu’ vecchia è un capolavoro di Rothko, in assoluto il più grande pittore americano del secondo ‘900.
Parto da qui, da Rothko, per consigliarvi, come avrebbe fatto lui, di non pensare più all’arte che impressiona la pupilla, quella la si deve usare sino agli impressionisti, e anche anche, la cattredale di Rouen, Monet la dipinge viola… E dare spazio a quello che c’è dopo l’occhio, c’è la sensazione, c’è un mondo nuovo.
Guardate il lavoro di Rothko come se foste sole, voi e l’opera, l’artista non c’è più, siete voi e quegli immensi spazi di colore rettangolari, universi paralleli, ricordi che affiorano, confini che si dilatano a dismisura.

Rothko è stato, è, e sarà, un visionario irrinunciabile.

Credo che la metà delle cose che vedrete non vi lasceranno traccia alcuna, è normale con l’arte moderna (quello che non colpisce voi, colpisce quello dietro a voi, e viceversa, è un giochino meraviglioso, la Gioconda, ad esempio, colpisce quasi tutti).
Resta l’altra meta’, io mi soffermo solo su due maestri che incontrerete e che vi invito a godere con tempo e attenzione.
Il primo è Anselm Kiefer, vivente, genio dell’arte in memoria della deportazione ebraico/nazista, tutte le tonalità del grigio, ad Auschwitz non c’erano colori, opere pesantissime, a memoria, a ricordo dello scempio, un viaggio per comprendere quanto bestiale possa diventare l’essere umano.
Il secondo è Francesco Clemente, vivente, napoletano, al Guggenheim ha una stanza intera, “Mother’s room”. Francesco è onirico, vive metà dell’anno in India, l’altra metà a New York, dove ha dipinto per anni a sei mani con Warhol e Basquiat (troverete anche questi due, Warhol vi descrive la società capitalistica e chiusa del boom economico americano degli anni 50, Basquiat riesce a dipingere come un bambino di cinque anni, Picasso ci arrivò dopo l’ottantina, di anni).
Tocchi leggeri, colori indiani ma smorzati, da gustarsi con la mente a Bombay.

Incontrerete altri maestri, da Motherwell a Klein, da De Koonig a Rauschemberg, da Koons a Gilbert e George.

Concludendo: l’arte moderna tocca le corde dell’inconscio, non sono corde che si muovono spesso, quindi quando succede il ricordo rimane nitido e impresso, anche per tutto il resto della vita. Anni fa fecero un’indagine: né risultò che più della metà di visitatori delle mostre di Rothko, a distanza di tempo riesce a indicare l’esatta tonalita vista mesi prima in un opera, tramite cartella Pantone, incredibile.

Era esattamente ciò che voleva il Maestro, sei tu, l’opera di xxxx, e nient’altro, il viaggio comincia da lì.

Buon viaggio, care Thelma e Louise.”

E il miracolo è successo.
La sera stessa mi contattano:

“Ci girava tutto attorno, una sensazione mai provata, attraversando delle grandi lamiere incurvate”

Bum.
Richard Serra ha colpito di nuovo, con i suoi labirinti cerebrali.

E allora, cosa cambia? Sono spariti i nazi? L’Isis è debellato? La Juve non vincerà il campionato di pallone?

No, è più semplice, due esseri umani hanno rallentato la propria entropia, gli atomi hanno oscillato più piano, ed è comparsa la visione, come quella che ha portato Einstein a teorizzare la relatività, o come quella che ha invaso Picasso prima di dipingere Guernica o Les Demoiselle d’Avignon.

È come un fulmine che lascia un segno, perché un nuovo sentire non si può spiegare se non come una nuova cicatrice nell’inconscio di ognuno di noi, un battito d’ala di un colibrì, un passo di un bradipo.

E questi due esseri umani danno una lezione che a molte anime aride è difficile far comprendere, e soprattutto accettare: se apri la mente al resto dell’umanità, le vibrazioni ti assaliranno, volente o nolente, non dipende da te.

Meraviglioso.

V’è, a onor del vero, un’altra possibilità di vivere una condizione simile (simile non significa uguale), la si trova nel celeberrimo saggio di Aldous Huxley “The Doors of perception”, dove l’autore, sotto controllo medico, assume mescalina e né descrive gli effetti durante l’esperimento.

Io continuo a preferire Rothko, sballa di più.

E come me, da qualche giorno, anche Thelma e Louise.

Grazie ragazze, mi ci voleva.

Le quattro caratteristiche

In Politica on luglio 24, 2017 at 2:17 pm

Il secondo principio della termodinamica, enunciato da Clausius, recita:

“Se null’altro intorno cambia, il calore non può spontaneamente fluire da un corpo freddo a uno più caldo”

Così, per quanto uno si sforzi, non riuscirà mai a far passare un fascista per una brava persona, il freddo non va verso il caldo.

Questo piccolo assioma porta direttamente alla definizione focale: Cos’è un fascista?

Prima di enunciarne le caratteristiche, tengo a precisare che la domanda errata sarebbe stata “cos’è il fascismo?”, perché qui, oggi, non scriverò di ideali, ma di fatti.
E i fatti li compiono gli essere umani, non gli ideali.

” Sono andato in ferie in un’isola della bassa”
“Ah sì, dove?”
“Sull’isola di Alberobello”
“La conosco, un sacco di case di sasso, pieno di terroni”
“Sì sì, quella lì”
Ho assistito, basito, a questo botta e risposta tre giorni or sono, faccio notare che l’isola in questione è quella di Albarella, sita a nord del Po, 769km di distanza da Alberobello.

Questa è la prima caratteristica, l’assoluta ignoranza sui principi base della conoscenza, che se intervenivo mi beccavo pure dell’idiota, m’avrebbe risposto che lui c’è stato, e che quindi il nome è giusto.
Il rifiuto di leggere libri, considerati perdite di tempo, chi fra loro vuole darsi un minimo di contegno legge libri di fantascienza,convinti come sono che i marziani siano fra noi.
Tutto il resto non legge, se non le notizie sportive e di cronaca nera sui quotidiani locali.

Esterno bar, suolo pubblico, mi passa accanto una zingara e mi chiede l’elemosina, nella mano destra reggo un aperitivo colorato, infilo la sinistra nella tasca e le allungo un euro.
Non faccio a tempo a donarlo che vengo strattonato da dietro dalla proprietaria del locale, con conseguente rovesciamento dell’aperitivo colorato sui pantaloni, e la tale mi urla “Non sono razzista, ma se glieli dai questa qua torna domani e dopodomani”.

Avete appena letto la seconda caratteristica, una sconfinata passione per il razzismo, per il puro e semplice discriminare, un amore folle.
Ma mai diretto, è sufficente mettersi fuori da una scuola e ascoltare le madri e i padri dei ragazzi “bene” per farsi venire i brividi: “i bambini indiani puzzano” va per la maggiore, che tanto le madri e i padri dei ragazzi indiani non ci sono, i loro figli conoscono la strada per tornare a casa.
Se i “bene” prendono 4: “È colpa dei due albanesi che li distraggono durante le lezioni” e “i professori sono degli incapaci”.

Passione che sfocia poi nelle notizie a carattere nazionale, il poliziotto, il chioggiotto, il Salvini supereroe che li salva dall’oblio, e la rava e la fava, ma sono solo notizie per riempire le pagine, la stretta verità è che nel tessuto “civile” di questo splendido paese, il fascista moderno ci sguazza che è un piacere, senza destare l’attenzione di una giornalista di Repubblica.

Cose quotidiane, abitudinarie, scarsamente eclatanti, come il rapporto fra un fascista e la “sua” donna, che è la terza caratteristica fondamentale per il riconoscimento, che son bravi a mimetizzarsi.

Lo devi beccare sotto all’ombrellone, con prole annessa:

Egli sbottera’:

“Donna, portami un panino!” (che dista tre metri, dentro al piccolo frigo posto sotto l’altro ombrellone, né han sempre minimo due)

Oppure

“Donna, i tuoi figli vogliono fare il bagno”

e ancora

“Ehi Afrika, vieni qui a farci vedere le mercanzie”
E se né sta lì con il venditore di colore a raccontare come lui si faccia un mazzo da mattina a sera, un po’ come il personaggio di Albanese con il collare.
Ovviamente, alla fine non compra, attende che il vu’ cumpra’ si allontani, e comincia la filippica sulla sua onestà: “Io non compro in nero da un nero per dare soldi alla mafia”.

Il fascista non tollera la cannabis, ma non disdegna la cocaina; non tollera i gay, ma non disdegna una fellatio prepagata da un bel trans; non tollera Papa Bergoglio, ma non disdegna Don Verze’.

Infine, la quarta caratteristica, forse la più odiosa, il fascista e i propri figli.

“Al mattino, quando vai a scuola, dai uno schiaffo al primo compagno di classe che incroci, così capisce subito chi è il più forte”.

Sentita con queste orecchie come tutti i virgolettati che avete letto sino a qui.

A caduta, il figlio, quasi sempre il primogenito, a detta del padre, viene allenato da degli incompetenti, è il primo nelle attività pomeridiane, eccelle in disciplina e ha quasi tutti i professori “fiacchi e svogliati”, che una volta si diceva degli alunni.

Arrivo così a riscomodare Clausius, il principio sopra enunciato è detto anche di “Entropia”.
In sociologia si utilizza “entropia” per descrivere la progressiva tendenza al livellamento, all’annullamento delle gerarchie interne al sistema sociale.

Traduzione:

Io so io e voi nun siete un cazzo”

Sento un obbligo, dopo tutte queste parole sui fasci, un piccolo accadimento successomi una decina d’anni fa, a Berlino:
Vidi un bambino, massimo dieci anni, lasciare la mano della mamma, attraversare la strada ed avvicinarsi ad un mendicante, per poi tornare indietro.
Fu più forte di me, aumentai il passo in direzione della mamma, chiesi lumi.
Lei mi dette una risposta disarmante:

“Mio figlio sa di poter spendere un euro al giorno, può comprarsi una “kugeln” di gelato, oppure fare come meglio crede, oggi ha deciso di darlo a quel signore là”

Giusto per citare un esempio di “esseri umani di sinistra”.

Brevissimo sfogo

In Politica on giugno 29, 2017 at 11:20 am

Due righe:

Voglio ringraziare di persona, personalmente, tutte le “donne” (uno sforzo terribile non chiamarle “brutte troie”), e tutti gli “uomini” (altro sforzo non chiamarli “merde totali”) che hanno deciso di non vaccinare i propri figli.

Che ogni peggior augurio vi colga.