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Senza vergogna.

In Politica on marzo 6, 2018 at 9:52 am

Senza vergogna.

Porta, per la prima volta nella storia repubblicana, il più grande partito progressista dello stivale sotto al 20%.
Oltretutto spaccando le palle a chi, pochi ma buoni, ha dato retta agli ideali perseguiti da una vita votando quel che resta della sinistra.
Non chiede scusa, anzi, la colpa è di Mattarella che non l’ha fatto votare quando voleva lui.
I giovani lo boicottano al sud e votano M5S.
I giovani lo boicottano al nord e votano Lega.
I vecchi, di norma più saggi, lo boicottano ovunque.
Casini in lista in Emilia Romagna, De Luca in Campania, Minniti stracciato da tale Ceccanti, e non chiede scusa, macché, lo cita pure, si chiede perché mai un ministro dell’interno benvoluto da gran parte dell’elettorato venga trombato, incredibile.

Si dimette, ma non subito.

Troppa paura di vedere quello che non sopporterebbe, e con lui Berlusconi, the Mask, il vate, entrambi terrorizzati di un M5S di governo con l’appoggio di molti piddini che non vedono l’ora di disfarsi di questo duo simbiotico paragonabile al paguro con l’attinia.

Si è arrivati a questo punto per diverse ragioni: jobs act, buona scuola, decreto banche, legge Fornero, 4 governi non eletti, legge elettorale, un’innata arroganza che si era vista solo a destra, argomenti che hanno occupato per anni le aule parlamentari, che si sono rivelati provvedimenti assurdi, per non usare epiteti, e che venivano cassati con lo zuccherino, che nello specifico si chiama: Fine vita, matrimoni gay, vaccini obbligatori e la mancia da 80 pecunie.

Ancora: marce contro i rigurgiti fascisti (casapound non arriva all’1%) senza conoscere i veri fasci del Paese, o facendo finta di non conoscerli, che è pure peggio.
Critiche leggere come una piuma d’oca all’amministrazione Trump.
Scimmiottamenti per imitare Macron dopo che non è riuscito a diventare il Berlusconi del centrosinistra.
Definire gli altri dei dilettanti, dopo aver messo Alfano agli esteri e Lorenzin alla Sanità, Rosato capogruppo alla Camera e la Moretti candidata alla regione Veneto, picchi di competenze da far rimpiangere la Gelmini all’istruzione e Calderoli alle riforme.

Poi c’è l’accordo andato a monte,quello che prevedeva Forza Italia con il PD a salvataggio della nazione, stipulato allor quando la Lega navigava all’8%, i grillini al 25% se andava di lusso; premio di maggioranza al 40%,barriera al 3%, sembrava funzionare per i due volponi, invece no, in politica le cose cambiano in nanosecondi,mentre l’elettorato lo sposti e lo formi in anni, se non decenni.

Risultato: i due siamesi si trovano all’angolo, è un angolo più ottuso di quello che si era aperto dopo la batosta elettorale al referendum (pure quello, a sentire il volpone giovine, sarebbe il responsabile dell’ingovernabilita’, robe da matti), che speriamo essere l’ultimo pertugio, dopodiché l’invisibilità.

Per ultimo, la gran parte di chi ha votato PD, non ha votato perché c’era Renzi, ha votato malgrado Renzi, fedeli a un’idea di centrosinistra, che da ieri si è definitivamente dissolta come un ghiacciolo all’equatore.

Si dimette, ma non subito.

L’ultima vergogna.

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Razza Bianca???

In Politica on gennaio 15, 2018 at 3:05 pm

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PUSSA VIA!!!!

Opti’ Poba’

In Politica on novembre 20, 2017 at 1:03 pm

È così che l’ex presidente della Figc, Tavecchio Carlo, ama chiamare gli africani.

Un omino al quale vengono regolarmente versati 4, quattro, stipendi al mese.
Più una pensione.

Quattro, come le condanne passate in giudicato collezionate dal tale, tutte in campo “finanziario”, un trafficone.

Uno che si è permesso di portare in campo con la Nazionale: Lotito!!!.

Quattro, come le notti nelle quali non ha chiuso occhio, consecutive, roba da Guinness, una per stipendio/condanna.

Finalmente una debacle sportiva porta buone nuove, pensa se andavamo ai mondiali, oltre a uscire al primo turno (neppure la nazionale del 1986 con Di Gennaro regista era peggio), ci tenevamo sto omino un altro lustro.

Credo che a ognuno di noi, con quattro condanne passate in giudicato, un posto da cambia carta igienica in un woksushi parrebbe un bel miraggio,mentre a capo dello sport più seguito, a torto o ragione non è pertinente con questo scritto, mettono un omino che “Non ho nulla contro gli Ebrei ma devono essere tenuti a bada” e “Gli omosessuali? Teneteli lontano da me”.

Opti’ Poba mangiava le banane.

Vuoi vedere che abbiamo trovato uno che da oggi le dovrà raddrizzare?

La grande buffonata

In Politica on ottobre 27, 2017 at 2:48 pm

Perché la Basilicata non chiede più autonomia?
Per i danari.
Perché il Veneto chiede più autonomia?
Per i danari.

Ovunque, parti ricche di paesi benestanti chiedono di dividersi da quelle povere.

Vi scrivo dal Veneto, dove molti servizi a carico dello stato sono solo sognabili dal resto d’Italia, dove la disoccupazione è la più bassa del paese intero sin dagli anni 60, dove le liste d’attesa negli ospedali sono ai livelli del nord europa, dove le amministrazioni pagano i fornitori a 30 o al massimo 60 giorni, dove Venezia, Verona, Padova, Vicenza e Treviso creano il più importante tour artistico che io conosca, estero compreso, dove scii fra paesaggi patrimonio dell’Unesco, dove si sta bene.

Mi chiedo, vi chiedo, cosa vogliamo in più? Pepite d’oro zecchino messe nella buca delle lettere al posto della bolletta del gas?

Che già quattro persone mi hanno contattato (leggo libri sulle onde gravitazionali e sulla fisica) dopo aver saputo che questa misteriosa onda gravitazionale produce oro e platino dopo che due pianeti di neutroni si sono arrovellati assieme per produrne uno unico,
A più di cento milioni di anni luce da qui.
È un’immagine quella che abbiamo visto, l’evento è successo tantissimo tempo fa’, ma niente, impossibile da spiegare, l’unico interesse è “Sì sì, va ben, ma sta storia dell’oro???”

Spesso penso che se il Verga fosse nato in Veneto, avrebbe trovato decine e decine di Padron N’Toni, mai contenti, sempre un lamento, con l’unico scopo vitale di arrivare a sera ed aver guadagnato qualche pecunia.

E tutte queste persone, me compreso, usufruiscono delle bellezze e delle strutture del territorio.

Nella valle dove abito, un genitore può decidere lo sport per il figlio decidendo fra almeno 20 discipline, e mi tengo basso.

Credo che una persona di buon senso si dovrebbe chiedere quale potrebbe essere il metodo per esportare nel resto dello stivale questo ben di dio, non il contrario.

Quando mai!! La provincia di Belluno, nello stesso giorno del referendum di Zaia, vota per chiedere più autonomia al Veneto!!! E votano sì in entrambi i quesiti, roba da matti.

Che è, vogliono arrivare a un referendum per l’autonomia di Bergamo di sopra con Bergamo di sotto?.

Sapete, senza tante autonomie, e con tutti i limiti sui diritti umani, la Cina negli ultimi vent’anni ha portato 500 milioni di persone dal regime di “povertà assoluta” (leggi:avere il bagno in un campo), al regime di “medio borghesi” (leggi:avere l’iphone), e fior di analisti economici danno solo una motivazione: i cinesi non hanno neppure l’idea di cosa significhi “separazione”, e ricordo che tutti gli stati della UE, uniti, non arrivano a quella cifra di persone.

Ovvio, il metodo cinese non prevede la democrazia, ma in questo caso c’entra poco, qualsiasi ex contadino cinese vi dirà che vive meglio oggi di vent’anni fa’, ed è questo lo scandalo, c’han messo quattro lustri, noi qui in Veneto stiamo bene da almeno 50 anni, e ancora non siamo stati in grado di esportare tutto questo benessere al resto della parte dello stivale che ancora vede quotidianamente i malati in corsia.

Poi arriva il coglione di turno a blaterare che i veneti sono degli ubriaconi, e allora tutto lo scritto precedente traballa, mi adiro pure io, e stringo i pugni per non pronunziare le schifezze che si sentono in giro, ma faccio una fatica terribile.

Per ultimo, vi avviso che non succederà alcunché, la grande buffonata è niente, il nulla, perché qui valgono i danari, e i danari non sono negoziabili con la sede centrale, sita in Roma.

Tutto come prima.

Stiamo bene.

Il sentire di Thelma e Louise

In Politica on agosto 29, 2017 at 12:30 pm

Un agosto di tragedie.
Tutti i giorni.
Costantemente.

A fronte di cotanta violenza e ignoranza, necessita una ventata di bellezza.

Qualche giorno addietro, due care amiche si sono trovate in quel di Bilbao, armate di due biglietti per il Guggenheim.

Mi sono permesso di scrivere loro, normali fruitrici di arte, alcune righe che a grandi linee davano qualche informazione su ciò che avrebbero sentito.

Queste:
“Care Thelma e Louise, preparatevi a un viaggio cerebrale.
Il Guggenheim di Bilbao contiene opere moderne, forse la piu’ vecchia è un capolavoro di Rothko, in assoluto il più grande pittore americano del secondo ‘900.
Parto da qui, da Rothko, per consigliarvi, come avrebbe fatto lui, di non pensare più all’arte che impressiona la pupilla, quella la si deve usare sino agli impressionisti, e anche anche, la cattredale di Rouen, Monet la dipinge viola… E dare spazio a quello che c’è dopo l’occhio, c’è la sensazione, c’è un mondo nuovo.
Guardate il lavoro di Rothko come se foste sole, voi e l’opera, l’artista non c’è più, siete voi e quegli immensi spazi di colore rettangolari, universi paralleli, ricordi che affiorano, confini che si dilatano a dismisura.

Rothko è stato, è, e sarà, un visionario irrinunciabile.

Credo che la metà delle cose che vedrete non vi lasceranno traccia alcuna, è normale con l’arte moderna (quello che non colpisce voi, colpisce quello dietro a voi, e viceversa, è un giochino meraviglioso, la Gioconda, ad esempio, colpisce quasi tutti).
Resta l’altra meta’, io mi soffermo solo su due maestri che incontrerete e che vi invito a godere con tempo e attenzione.
Il primo è Anselm Kiefer, vivente, genio dell’arte in memoria della deportazione ebraico/nazista, tutte le tonalità del grigio, ad Auschwitz non c’erano colori, opere pesantissime, a memoria, a ricordo dello scempio, un viaggio per comprendere quanto bestiale possa diventare l’essere umano.
Il secondo è Francesco Clemente, vivente, napoletano, al Guggenheim ha una stanza intera, “Mother’s room”. Francesco è onirico, vive metà dell’anno in India, l’altra metà a New York, dove ha dipinto per anni a sei mani con Warhol e Basquiat (troverete anche questi due, Warhol vi descrive la società capitalistica e chiusa del boom economico americano degli anni 50, Basquiat riesce a dipingere come un bambino di cinque anni, Picasso ci arrivò dopo l’ottantina, di anni).
Tocchi leggeri, colori indiani ma smorzati, da gustarsi con la mente a Bombay.

Incontrerete altri maestri, da Motherwell a Klein, da De Koonig a Rauschemberg, da Koons a Gilbert e George.

Concludendo: l’arte moderna tocca le corde dell’inconscio, non sono corde che si muovono spesso, quindi quando succede il ricordo rimane nitido e impresso, anche per tutto il resto della vita. Anni fa fecero un’indagine: né risultò che più della metà di visitatori delle mostre di Rothko, a distanza di tempo riesce a indicare l’esatta tonalita vista mesi prima in un opera, tramite cartella Pantone, incredibile.

Era esattamente ciò che voleva il Maestro, sei tu, l’opera di xxxx, e nient’altro, il viaggio comincia da lì.

Buon viaggio, care Thelma e Louise.”

E il miracolo è successo.
La sera stessa mi contattano:

“Ci girava tutto attorno, una sensazione mai provata, attraversando delle grandi lamiere incurvate”

Bum.
Richard Serra ha colpito di nuovo, con i suoi labirinti cerebrali.

E allora, cosa cambia? Sono spariti i nazi? L’Isis è debellato? La Juve non vincerà il campionato di pallone?

No, è più semplice, due esseri umani hanno rallentato la propria entropia, gli atomi hanno oscillato più piano, ed è comparsa la visione, come quella che ha portato Einstein a teorizzare la relatività, o come quella che ha invaso Picasso prima di dipingere Guernica o Les Demoiselle d’Avignon.

È come un fulmine che lascia un segno, perché un nuovo sentire non si può spiegare se non come una nuova cicatrice nell’inconscio di ognuno di noi, un battito d’ala di un colibrì, un passo di un bradipo.

E questi due esseri umani danno una lezione che a molte anime aride è difficile far comprendere, e soprattutto accettare: se apri la mente al resto dell’umanità, le vibrazioni ti assaliranno, volente o nolente, non dipende da te.

Meraviglioso.

V’è, a onor del vero, un’altra possibilità di vivere una condizione simile (simile non significa uguale), la si trova nel celeberrimo saggio di Aldous Huxley “The Doors of perception”, dove l’autore, sotto controllo medico, assume mescalina e né descrive gli effetti durante l’esperimento.

Io continuo a preferire Rothko, sballa di più.

E come me, da qualche giorno, anche Thelma e Louise.

Grazie ragazze, mi ci voleva.

Le quattro caratteristiche

In Politica on luglio 24, 2017 at 2:17 pm

Il secondo principio della termodinamica, enunciato da Clausius, recita:

“Se null’altro intorno cambia, il calore non può spontaneamente fluire da un corpo freddo a uno più caldo”

Così, per quanto uno si sforzi, non riuscirà mai a far passare un fascista per una brava persona, il freddo non va verso il caldo.

Questo piccolo assioma porta direttamente alla definizione focale: Cos’è un fascista?

Prima di enunciarne le caratteristiche, tengo a precisare che la domanda errata sarebbe stata “cos’è il fascismo?”, perché qui, oggi, non scriverò di ideali, ma di fatti.
E i fatti li compiono gli essere umani, non gli ideali.

” Sono andato in ferie in un’isola della bassa”
“Ah sì, dove?”
“Sull’isola di Alberobello”
“La conosco, un sacco di case di sasso, pieno di terroni”
“Sì sì, quella lì”
Ho assistito, basito, a questo botta e risposta tre giorni or sono, faccio notare che l’isola in questione è quella di Albarella, sita a nord del Po, 769km di distanza da Alberobello.

Questa è la prima caratteristica, l’assoluta ignoranza sui principi base della conoscenza, che se intervenivo mi beccavo pure dell’idiota, m’avrebbe risposto che lui c’è stato, e che quindi il nome è giusto.
Il rifiuto di leggere libri, considerati perdite di tempo, chi fra loro vuole darsi un minimo di contegno legge libri di fantascienza,convinti come sono che i marziani siano fra noi.
Tutto il resto non legge, se non le notizie sportive e di cronaca nera sui quotidiani locali.

Esterno bar, suolo pubblico, mi passa accanto una zingara e mi chiede l’elemosina, nella mano destra reggo un aperitivo colorato, infilo la sinistra nella tasca e le allungo un euro.
Non faccio a tempo a donarlo che vengo strattonato da dietro dalla proprietaria del locale, con conseguente rovesciamento dell’aperitivo colorato sui pantaloni, e la tale mi urla “Non sono razzista, ma se glieli dai questa qua torna domani e dopodomani”.

Avete appena letto la seconda caratteristica, una sconfinata passione per il razzismo, per il puro e semplice discriminare, un amore folle.
Ma mai diretto, è sufficente mettersi fuori da una scuola e ascoltare le madri e i padri dei ragazzi “bene” per farsi venire i brividi: “i bambini indiani puzzano” va per la maggiore, che tanto le madri e i padri dei ragazzi indiani non ci sono, i loro figli conoscono la strada per tornare a casa.
Se i “bene” prendono 4: “È colpa dei due albanesi che li distraggono durante le lezioni” e “i professori sono degli incapaci”.

Passione che sfocia poi nelle notizie a carattere nazionale, il poliziotto, il chioggiotto, il Salvini supereroe che li salva dall’oblio, e la rava e la fava, ma sono solo notizie per riempire le pagine, la stretta verità è che nel tessuto “civile” di questo splendido paese, il fascista moderno ci sguazza che è un piacere, senza destare l’attenzione di una giornalista di Repubblica.

Cose quotidiane, abitudinarie, scarsamente eclatanti, come il rapporto fra un fascista e la “sua” donna, che è la terza caratteristica fondamentale per il riconoscimento, che son bravi a mimetizzarsi.

Lo devi beccare sotto all’ombrellone, con prole annessa:

Egli sbottera’:

“Donna, portami un panino!” (che dista tre metri, dentro al piccolo frigo posto sotto l’altro ombrellone, né han sempre minimo due)

Oppure

“Donna, i tuoi figli vogliono fare il bagno”

e ancora

“Ehi Afrika, vieni qui a farci vedere le mercanzie”
E se né sta lì con il venditore di colore a raccontare come lui si faccia un mazzo da mattina a sera, un po’ come il personaggio di Albanese con il collare.
Ovviamente, alla fine non compra, attende che il vu’ cumpra’ si allontani, e comincia la filippica sulla sua onestà: “Io non compro in nero da un nero per dare soldi alla mafia”.

Il fascista non tollera la cannabis, ma non disdegna la cocaina; non tollera i gay, ma non disdegna una fellatio prepagata da un bel trans; non tollera Papa Bergoglio, ma non disdegna Don Verze’.

Infine, la quarta caratteristica, forse la più odiosa, il fascista e i propri figli.

“Al mattino, quando vai a scuola, dai uno schiaffo al primo compagno di classe che incroci, così capisce subito chi è il più forte”.

Sentita con queste orecchie come tutti i virgolettati che avete letto sino a qui.

A caduta, il figlio, quasi sempre il primogenito, a detta del padre, viene allenato da degli incompetenti, è il primo nelle attività pomeridiane, eccelle in disciplina e ha quasi tutti i professori “fiacchi e svogliati”, che una volta si diceva degli alunni.

Arrivo così a riscomodare Clausius, il principio sopra enunciato è detto anche di “Entropia”.
In sociologia si utilizza “entropia” per descrivere la progressiva tendenza al livellamento, all’annullamento delle gerarchie interne al sistema sociale.

Traduzione:

Io so io e voi nun siete un cazzo”

Sento un obbligo, dopo tutte queste parole sui fasci, un piccolo accadimento successomi una decina d’anni fa, a Berlino:
Vidi un bambino, massimo dieci anni, lasciare la mano della mamma, attraversare la strada ed avvicinarsi ad un mendicante, per poi tornare indietro.
Fu più forte di me, aumentai il passo in direzione della mamma, chiesi lumi.
Lei mi dette una risposta disarmante:

“Mio figlio sa di poter spendere un euro al giorno, può comprarsi una “kugeln” di gelato, oppure fare come meglio crede, oggi ha deciso di darlo a quel signore là”

Giusto per citare un esempio di “esseri umani di sinistra”.

Brevissimo sfogo

In Politica on giugno 29, 2017 at 11:20 am

Due righe:

Voglio ringraziare di persona, personalmente, tutte le “donne” (uno sforzo terribile non chiamarle “brutte troie”), e tutti gli “uomini” (altro sforzo non chiamarli “merde totali”) che hanno deciso di non vaccinare i propri figli.

Che ogni peggior augurio vi colga.

Bonaccia stabile.

In Politica on giugno 27, 2017 at 3:31 pm

Sembra uno scherzo, non lo è.

Tento di accennare un pelo di chiarezza in questo ginepraio, più complicato di una trama di Mordecai Richler.

Dal 2013 a oggi, i governi di “centrosinistra” hanno salvato 8 istituti bancari.

Monte Paschi Siena,Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara, Cassa di risparmio di Chieti, Banca Marche, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

Conto totale, che ci dicono sempre il conto parziale, evitando metodicamente di sommare i fondi di garanzia, ebbene, si arriva all’1% del Pil.

200 miliardi di euro, su per giù.

Voglio scriverlo anche con il vecchio conio: 400mila miliardi di lire, su per giù.

Numero difficile da scrivere, impossibile da immaginare, provate con le formiche, con i Pokemon, con i like su faccialibro e persino con le zanzare, non ce la farete.

Se, in modo del tutto utopistico, proviamo a dividere questo numero impossibile per il numero di cittadini italiani, ancor prima di un eventuale jus soli, né risulta un dato da far tremare l’Himalaya:
3mila e 3cento euro cadauno, procapite, a testa, come preferite.
3mila e 3cento euro per salvare banche.

Un esempio su tutti: L’imprenditore vinicolo Zonin, per vent’anni deus ex machina di Banca Popolare di Vicenza, accusato nel 2002 dello stesso reato per il quale è accusato nel 2017, 2 miliardi di perdite solo nel 2016, con conseguente fallimento dell’istituto e velocissimo salvataggio, presenta il bilancio dei suoi vigneti, opportunamente “donati” alla prole: +3%.

E sì che nel giugno 2016, Bazoli di Veneto Banca, attualmente ai domiciliari, cosi rinfrancava: “Le nostre banche sono le più solide d’Europa”.
Come pure Padoan: “Basta con lo sciacallaggio, le nostre banche sono solide”.
Carina anche “Il nostro tessuto bancario è sano, non basa il suo business su derivati e spazzature varie”.

E’nota la mia assoluta repellenza verso il periodo arcoriano, ma non posso esimermi dal chiedere di ipotizzare se questi salvataggi li avesse fatti Berlusconi.

Orde di proteste, scioperi, scuole chiuse, i girotondini veloci più di Vettel, il popolo Viola all’assalto del palazzo, Ingroia sarebbe diventato alto due metri e persino Poletti avrebbe chiuso le coop.

Ma dato che questo furto di stato è stato compiuto, anche con l’ovvio aiuto delle destre, da governi retti dal PD, calma piatta, bonaccia, barche in darsena, non si muove una foglia, tutto tace.

A me avevano insegnato che i governi di centrodestra guardavano all’imprenditoria, quelli di centrosinistra al proletariato, con il centro, in entrambi i casi, con un giustissimo occhio di riguardo al ceto medio.

O i miei insegnanti erano degli sprovveduti, oppure le carte si sono capovolte e in pochi l’han capito, in abbastanza l’han sfruttato, tutti i rimanenti tacciono, incredibile.

Se ancora ci fossero in giro i tifosi degli 80 euro, fornitegli una calcolatrice, si ricrederanno.

Gruppo Marcegaglia, Gruppo Mezzaroma, Sorgenia di De Benedetti, Aeroporto di Siena, Terme di Chianciano, sono solo la punta dell’iceberg dei debitori che Padoan non vuole far pubblicare, l’allegra combriccola c’ha fatto circa 5 miliardi di euro, 10mila miliardi del vecchio conio.

Poi si vota, ti becchi la mazza sugli incisivi, e dai la colpa agli altri, oppure dici “poteva andare meglio”.

Non credo di essere l’unico a mettere sullo stesso piano il PD e Forza Italia, non mi inganni con i matrimoni gay o con il sopracitato jus soli, siete ancora indietro anni luce per darmela a bere, con ogni probabilità farete un governo assieme e le barche continueranno a riempirsi di alghe in darsena, bonaccia stabile.

Non l’ho scritto io

In Politica on giugno 26, 2017 at 5:19 am

Anche se avrei voluto.

Caro Renzi,
ora che la tua missione è compiuta, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver perso in modo devastante l’ennesima tornata elettorale, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo esserti impossessato del più grande partito della sinistra europea solo per sradicarlo e distruggerlo, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver lacerato il paese tentando di manipolare in modo rozzo e ignobile la nostra Costituzione, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo esserti compiaciuto di aver vinto elezioni (Europee e Regionali) in cui molti non sono andati a votare a causa tua, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver blindato il Pd con la tua cricca di figli di papà affaristi, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver ingannato giovani e vecchi che o scappano da questo paese o muoiono perché non hanno più i soldi per curarsi, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver salvato solo banche e aziende marce a spese dei contribuenti, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver pugnalato alle spalle tutti i tuoi compagni di partito, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo averci fatto subire l’onta di centinaia di avvisi di garanzia, arresti e processi a carico di dirigenti del partito che fu di Berlinguer, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo essere riuscito a dare credibilità e consistenza a un movimento politico grottesco come quello di Beppe Grillo, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver fatto rimpiangere Berlusconi e aver fatto accordi con il tuo a dir poco inquietante compaesano Verdini, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver resuscitato persino la Lega travolta dagli scandali, TE NE DEVI ANDARE.
Dopo aver definitivamente inquinato la Rai, TE NE DEVI ANDARE.
I motivi per cui TE NE DEVI ANDARE non si contano più. Ma ce n’è uno che è il più importante di tutti.
TE NE DEVI ANDARE e devi farlo subito perché se non te ne andrai l’Italia rischia di diventare, peggio di 70 anni fa, un paese fascista. E questo, gli italiani che hanno a cuore la democrazia non lo permetteranno. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere molto più alto della miseria politica, economica e culturale in cui ci hai fatto sprofondare.
Hai fatto abbastanza, Renzi.
ORA VATTENE.

David Grieco

Articolo uscito stanotte su Globalist.it , dove scrivono ancora i veri Compagni.

Fasci di qua, fasci di là.

In Politica on giugno 20, 2017 at 5:31 am

Allora, se ho ben capito, un coglione attentatore islamico è un terrorista, un coglione attentatore bianco è un lupo solitario.

Ma si può essere più falsi e in malafede?

Stesso schema per lo jus soli, i celticopadani dichiarano di “non voler leggere il ddl, noi pensiamo alle famiglie italiane che non ce la fanno” e bla e bla e bla, ma davvero sanno leggere?

E in ventanni che hanno governato da Roma, più altri 10 nelle tre regioni più produttive dello stivale, quante famiglie hanno salvato? C’era per caso Stalin governatore del Veneto (che governano da sempre) nella stagione degli imprenditori suicidi???
No, c’era Galan, e Zaia presiedeva la provincia di Treviso, gli imprenditori si impiccavano, gli operai perdevano il lavoro, e nel mentre i loro amici prosciugavano le pecunie di tutte le banche site in loco.

Ma come cazzo è possibile che nel 2017 questi figuri possano ancora fare la morale in tv su qualsiasi tema?

Oh, quasi scordavo, fascio attira fascio, ci sono pure i novizi dell’aula:
i fasciostellati, che sono quelli del “non siamo contro gli immigrati, ma…”, quel ma così odioso che tutti i razzisti utilizzano alla fine di una frase, anni fa era gettonatissima “Mussolini era un dittatore ma…i treni erano in orario e tutti avevano un lavoro”.

Son passati quasi quattro anni, dovevano imparare, studiare, magari far promulgare una legge, così eh, giusto per non annoiarsi a contare scontrini e progettare funivie, invece no, nessuna legge a prima firma fasciostellata promulgata dall’aula, nisba.
Gli emolumenti per aver prodotto il nulla, quelli sì, quelli li prendono e una parte li danno ad aziende che vi invito a controllare in quale orbita girino.
Stanno facendo un’altra Compagnia delle opere (decine di migliaia di aziende affiliate ai giussanini nella sola Lombardia, la maggiorparte legate al settore del mattone), stesse modalità.

Fortunatamente, alla faccia dei soloni che mi son sentito un paio di mesi orsono, quando taluni si son persino spinti a ipotizzare una Francia in stile Petain, una delle donne più bieche e sbagliate del pianeta porta nr 6 deputati al parlamento di Parigi, segnando la fine della bolla che l’aveva portata a sognare l’Eliseo, tanto rumore per nulla.
Che fra Le Pen e Macron, mi prendo tutta la vita il secondo.

Di piu’, lo prendo senza neppure voler leggerne il programma, che a oggi va di moda così.