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Ha vinto Pierluigi.

In Politica on novembre 14, 2012 at 10:00 am

Una lezione di stile.

Nessuno che sbraita.
Nessuno che si accavalla.
Nessuno che si offende.

Cinque candidati e un format che dovrebbe essere utilizzato per decreto.

In rigoroso ordine alfabetico:

Bersani.
Il vincitore, senza dubbio, sempre nei tempi, caratura da leader, doveva parare il colpo (in quanto favorito) e invece riesce anche ad aumentare i propri consensi.
Voto 9.

Puppato.
Fa’ tenerezza, a tratti imbarazzante e imbarazzata per l’incapacita’ evidente di non riuscire a finire un ragionamento senza cadere nelle frasi fatte e nel linguaggio politichese.
Voto 4.

Renzi.
Il piu’ affabile, il piu’ piacente, chiacchera fuori onda con Vendola, chiede per primo il diritto di replica, conosce il format, e’ stato istruito dal Gori ed ha un background legato ai duelli americani, ma gli manca il piglio del leader.
Un voto in piu’ perche’ ha esplicitamente detto che non vogliamo Casini.
Voto 7,5.

Tabacci.
Brava persona, educato, forbito nella dialettica e, forte del suo lavoro in compagnia di Pisapia, cerca di presentarsi come il progressista cattolico che auspica un Monti bis, inciampa sui diritti ai Gay, piace alle casalinghe, a me ricorda il vecchio La Pira, indimenticato sindaco di Firenze e braccio destro di Fanfani.
Voto 6.

Vendola.
Quando Nichi imparera’ a utilizzare termini piu’ accessibili potra’ raddoppiare i consensi.
Personalmente continuo ad amare quest’uomo, a tal punto da scordarmi i finanziamenti al Verze’, lo amo perche’ credo che in qualsiasi compagine governativa debba esserci la parte utopica, e io sogno l’utopia sin dalla nascita.
Segnalo
“Dott. Marchionne, io non le ho mai creduto”, stilettata al Renzi che da sola vale il prezzo del biglietto, e che ha strappato il boato piu’ consistente del pubblico presente negli studi di sky, un pubblico che non e’ composto dagli operai di pomigliano, un ottimo segnale.
Voto 7.

Questo confronto, e piu’ in generale le primarie, porta un beneficio al centrosinistra che Bersani aveva largamente previsto in tempi non sospetti, ed e’ anche per questo che , pur non votandolo, ringrazio Renzi per tutto quello che ha fatto e per come si e’ speso anche in termini di immagine, senza di lui queste primarie non sarebbero state tali.

L’unico aspetto davvero disdicevole e’ stato il mancato dibattito sui temi legati alla terra, al prodotto alimentare, all’aria che si respira, che in un paese come il nostro dovrebbe essere il primo argomento dibattuto, soprattutto in ambito progressista.

Che son tutti bravi a dire che quando piove e’ un disastro, peccato che lo dicano sempre e solo DOPO che e’ piovuto.

Qui da me e’ nata prima la pioggia dell’essere umano, piove per due terzi dell’anno, da sempre.

Finalmente

In Politica on settembre 17, 2012 at 12:21 PM

Dopo anni, 
dopo questi ultimi mesi che mi hanno procurato una certa ansia,
ci siamo.

Pippo Civati si candida alle primarie del PD.

Un sogno che si avvera.

A dir la verità Pippo s’è preso una settimana di tempo per avere l’assenso dei suoi collaboratori, ma io sono certo che si candiderà.

E sara’ una sorpresa.

“Lo scontro Renzi-Bersani e’ uno scontro di leadership.
Nessuno dice cosa succede un giorno dopo le primarie.
Sono solo utili a contare chi sta con chi, addirittura a prescindere”.

Pippo sa’ cosa deve succedere, se vogliamo vincere e governare, e lo riassume nelle “10 cose da fare SUBITO”che potete comodamente trovare in rete, e che i più’ affezionati hanno già avuto modo di leggere qualche post addietro.

Comunque sia, per gli svogliati, le riassumo:

1) Il ricambio.
Massimo tre mandati.
2)Alla pari.
Candidare le donne, ed eleggerle.
3)La scelta.
Far scegliere ai cittadini i propri rappresentanti.
4)La risposta.
Rispondere alle domande che provengono “dal basso”, soprattutto da quelli che nemmeno vanno piu’ a votare.
5)Il rispetto.
Rispettare la volontà degli elettori.
Questa, aggiungo io, e’ una cosa inedita in Italia, quasi utopica.
6)Le benedette alleanze.
Definire i CONFINI e i criteri delle alleanze.
7)La forma.
Aprire un dibattito aperto e senza reticenze sulle forme di finanziamento e sui costi della politica.
8)La chiarezza.
Ad esempio, dire esplicitamente se si vuole una patrimoniale.
9)Crescere dove e come serve.
Invece di parlare genericamente di crescita, illustrare con pazienza e passione a quale tipo di crescita pensiamo.
10)Cose mai viste.
Puntare su Ambiente, Cultura e innovazione tecnologica, temi che sono scomparsi dall’agenda, che invece qualificano la proposta politica dei partiti progressisti di mezzo mondo.

Vi risparmio le idee di Pippo sui temi “etici”, come l’eutanasia o le unioni gay, perché se siete frequentatori di questo blog, sappiate che sono le stesse descritte qui da anni.

Poi.

Pippo e’ uno in trincea, come lo scrivente, vive da anni attorniato dai celtici e dai viagrini.

Pippo e’ una persona educata, informata e capace.

Pippo e’ piu’ Compagno di tanti che votano SEL solo perché hanno una tshirt del “Che”, spiace dirlo, ma ne conosco parecchi.

Pippo e’ il MIO candidato, e per questo mi sento in dovere di scusarmi con Nichi.

Scusami, Compagno Nichi, stavolta 
voto Pippo.

Ah, all’epoca scoprii un cavallo che si chiamava Varenne, lo vidi in un gruppo3, semi sconosciuto, lo puntai.

P.S.
Per i piu’ pazienti:
Estraete 5 euri e scaricatevi questo libro, non ve ne pentirete.
http://www.bookrepublic.it/book/9788896999264-10-cose-buone-per-litalia-che-la-sinistra-deve-fare-subito/

Offese e Offese.

In Politica on agosto 27, 2012 at 11:49 am

Tutti parlano del “Fascista” che il comico genovese ha affibbiato a Bersani.

Io non ci faccio caso.

Un comico può dire ciò che vuole.

Forse un pelino di fastidio m’e’ sopraggiunto quando il tale ha aggiunto che Bersani non deve preoccuparsi, perché in fin dei conti non e’ neanche un fascista, e’ un fallito, come se fosse piu’ grave.

Ma, ripeto, non badateci.

Ciò che invece fa’ accapponare la pelle e’ leggere di pseudocompagni che si esprimono come dei mezzadri.

Lei si chiama Bruna Dini, salita agli onori della cronaca perché dal palco del PD, lo scorso febbraio, fece commuovere la platea parlando della sua impresa edile costretta a chiudere.
Impresa che’, per la precisione, aveva ereditato dal padre e dal nonno.
Ella ha ricoperto il ruolo di presidente dei giovani industriali della Versilia, poi si e’ iscritta al PD e, dopo le lacrime degli uditori, proclamata eletta all’assemblea nazionale e nominata coordinatrice del partito in Versilia.

Ecco.

Una funzionaria di partito.

Oggi sto leggendo l’ultimo post di Pippo Civati (nessuno tocchi Pippo, che se no divento una iena) e mi imbatto nel seguente commento scritto dalla signora Bruna Dini, una che in teoria dovrebbe essere una di noi.

“Civati, merda sei nato e merda resti”

Mi faccio carico di dare una risposta alla Bruna:

Esimia ex imprenditrice, 
faccia una cortesia alla società intera, merde comprese, si compri una cazzuola, un sacco di malta fina e una bitumiera da cantiere.

Suo padre e suo nonno fecero così.

Con affetto,
Zac

P.S.
Se volete leggervelo
http://www.ciwati.it/2012/08/26/quella-frase-ecco-non-lavrei-detta/