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Tacheles, fine di un sogno, anzi no.

In Senza Categoria on aprile 2, 2012 at 9:04 am

“Sono affranto, deluso, incredulo, atterrito, lacrimante.

Mi giunge una telefonata:

“Hai sentito?

Stanno sgomberando il Tacheles”.

Non ci do’ molto peso, negli ultimi dieci anni e’ successo un sacco di volte.

Questa volta no.

Questa volta hanno evacuato, sequestrato e sprangato il Tacheles.

Per chi non lo sapesse, e non solo perche’ lo scrivo io, il Tacheles e’ il centro di aggregazione artistica libera
piu’ visitato in Europa, e ha sede in Berlino, dove da anni risulta essere la terza meta dei turisti
provenienti dall’intero globo.

Non l’ha sgombrato la polizei, ma 100 agenti privati pagati dalla banca che risulta essere proprietaria

dei muri, i quali si sono permessi di sequestrare anche le opere d’arte presenti all’interno.

Uno su tutti, Alexandr Rodin, artista che vi invito ad ammirare in rete,

bielorusso contrario al regime del boia di Minsk,

gia’ esposto a New York e internazionalmente riconosciuto come

creatore della pittura polisemantica,

ebbene,

pure lui, cacciato giu’ in strada a suon di spintoni dalle guardie di nero vestite.

E le sua opere, che piu’ o meno sono grandi 5mt per lato, letteralmente
rovinate durante lo spostamento nella banca che dice di volerle mettere all’asta.

Chi non e’ mai stato al Tacheles non puo’ capire il mio dolore acuto.

Ho un coltello che mi perfora le meningi da parte a parte.

Il Tacheles nasce prima della caduta del muro, quando oranienburgerstrasse (la via che lo ospita)
era abbandonata a se stessa, lo stabile era stato per anni il word trade center dell’est europa,
poi i denari finirono e il palazzo venne abbandonato.

Sospettando il baratro socioeconomico che da li’ a poco sarebbe accaduto,
e avendo constatato la fine della guerra fredda,
l’allora borgomastro di Berlino ebbe un’idea rivoluzionaria.

Emano’ un provvedimento che consentiva a qualsiasi giovane in eta’ di leva,
che era di 24 mesi, di poter essere esonerato dal servizio militare (all’epoca in DDR una cosa impensabile),
con l’accordo di lavorare gratis per due anni presso l’area di orianenburgerstrasse (centralissima)

cosi’ da poter far rinascere la zona.

Nell’arco di una settimana si presentarono a centinaia.

Lavorarono sodo.

Il quartiere rifiori’.

Il Tacheles divenne la loro casa, il loro studio, la loro vita.

Se non ci siete stati non potete capire.

Pittori, scultori, musici, che vivono, mangiano e creano arte tutti assieme,

tutti nello stesso posto, e nonostante cio’ tutti con una individualita’ artistica degna dell’ultimo Van Gogh.

Non nego di aver pensato per molto tempo di trasferirmi li’,
a vivere di pane, acqua e dipinti, sarebbe stato l’avverarsi di un sogno.

Oggi il mio sogno e’ morto, kaputt.

Cinque piani di arte pura, un piano terra di installazioni indimenticabili,

persone con lo sguardo per bene, l’amicizia che nasce all’istante,

la ricerca di nuove forme di comunicazione, il total selfmade,

la storia incompiuta della generazione che e’ uscita con le ossa rotte dalla riunificazione,
spazi espositivi che hanno ospitato i piu’ noti artisti
di fama mondiale.

E tu potevi usufruire di tutto questo GRATIS.

Ah, quasi scordavo un infimo particolare,

al posto del Tacheles verra’ costruito un centro commerciale.

Sono a pezzi.”

E questo e’ quello che avevo scritto piu’ di una settimana fa’.
Poi e’ successo l’ennesimo miracolo, perche’ in questo mondo
esistono ancora le persone di buon senso.

“Il Tacheles ha riaperto.
E’ successo sabato, il giorno dopo che un giudice ha decretato illegittima la chiusura e lo sgombero della galleria d’arte per problemi prima di tutto di forma”

Ecco, bastardi poliziotti privati che ghignavate mentre lo stavate
sgombrando, altezzosi dirigenti di banca che credevate di aver vinto,
stupidi puritani del buon costume che sognavate il vostro ennesimo centro commerciale:

ANDATE TUTTI A FARE IN CULO.

P.S.
Carissimi,
appena potete, andateci, non ve ne pentirete, e magari ci incontreremo pure.

P.S.2
Non finiro’ mai di ringraziare l’amico Cavallino,
che quella volta a Berlimo mi telefono’.
Lui era in bici di fronte al tacheles,
io ero in bici di fronte alla zoostation.

Disse:
“Zac, ho scoperto un posto clamoroso, stasera si va’ li'”.

Grazie ancora, Cavallino, grazie davvero.

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