Il Blog

Next step: collezionare gormiti

InPolitica su febbraio 21, 2012 a 2:19 pm

Una volta c’erano i comizi.

Poi si e’ passati alle tribune politiche.

Poi ai talkshow.

Poi ai portavoce.

Poi ai portaborse.

Poi ai videomessaggi.

Oggi molti politici di questo paese hanno bypassato i sopracitati metodi per comunicare con il proprio elettorato.

Scrivono, ma usano ovviamente degli scribacchini sottopagati, su

Twitter e Facebook.

Che pena.

Un “cinguettio” di Casini, un “mi piace” di Franceschini.

E ci tengono pure a fartelo sapere, l’altro giorno mi sono imbattuto nell’onorevole viagrino di turno  che, sollecitato dal giornalista, rispondeva:

“L’ho scritto su Twitter stamane”.

Credono che così facendo possano essere considerati “nuovi”, “moderni”, al passo con i giovani.

Ma chi credete di prendere per il culo?

Non contenti, avendo annusato la perdita prossima dello scranno, taluni si faranno anche la “lista civica”, e vedrete che il primo in tal senso sara’ Tremonti.

Le provano tutte, ignorando che la gente sa’ chi e’ Gasparri sia che vada da Vespa, sia che scriva le sue idee(?) su Faccialibro.

Una classe politica che non trova una decorosa via d’uscita, e si attacca ai social network.

Mi si dice:
Obama ha vinto con la rete

Rispondo:
Guarda che non era una rete da pesca.

Vedete, se si volessero utilizzare in modo corretto questi strumenti, bisognerebbe fare l’esatto contrario, dovrebbero essere gli elettori a crearsi dei profili, ed erigere dei gruppi di persone che, pensandola più o meno allo stesso modo, pongano delle questioni ai politici del loro schieramento, i quali dovrebbero rispondere, ma messa così, a oggi, e’ pura fantascienza.

Oppure, come da apertura:

Un palco.

Un microfono.

Una persona.

Un discorso.

Non e’ difficile.

Così poi vedi se ti arrivano applausi o uova marce.

 

Giocare, e perdere, in casa.

InPolitica su febbraio 14, 2012 a 2:30 pm

Dementi.

Altro non mi sovviene.

A Genova il candidato del PD arriva terzo alle primarie, dietro a Doria e persino all’oramai ex sindaco Vincenzi.

Candidavano la Pinotti, cavalla di Franceschini….non vinceva neanche se dopata.

“Forse lascio la politica” ha detto, sottolineando il “forse”

E subito dopo, dimissioni dei segretari provinciali e regionali.

Doria ha fatto il 40 e passa,
Pinotti il 20 e qualcosa.

Ma per quale stracazzo di motivo si sceglie sempre un candidato ufficiale alle primarie?

Qualsiasi essere umano ragionevole, che conosce il territorio in cui vive, avrebbe deciso preventivamente di appoggiare Doria, beccava il 75% e tutti contenti.

No.

Come in Puglia, come a Milano, Cagliari e Napoli, la nomenklatura del Loft decide di puntare sul “poltronato” di turno, dimostrando di non aver capito.

Sara’ la brama di possedere ad oltranza il cadregotto, ma non capiscono, o fanno finta.

Il politico che mi rappresenta, a livello comunale, o vive dove vivo io e, di conseguenza, conosce le necessita’ socioeconomiche della zona, oppure non e’ un mio rappresentante.

Lo hanno capito quasi tutti.

Vi rimando per un secondo a questo post, vecchio di due anni, sembra oggi.

http://zacforever.wordpress.com/2010/01/25/ascoltatecicazzo/

Update di oggi, mentre lo scritto antecedente ha già 24 ore.

Bersani ha detto che ci vuole un candidato unico, dimostrando di non esserci ancora arrivato.
I candidati possono essere anche 100, caro Pierluigi, sta a te scegliere il vincente, preventivamente.

Roma sara’ il prossimo banco, dopo il boialemanno vincerebbe anche Alvaro Vitali, a meno che non si candidi De Mita Ciriaco.

Ouch, quasi scordavo, e Lusi?
Da tre giorni non si trova una, dicasi una, notizia sui quotidiani, svanito, sublimato.

Da ladro a fantasma.

Meglio di Copperfield.

Una sera con Pippo.

InPolitica su febbraio 10, 2012 a 5:11 pm

Pippo Civati e’ un Uomo limpido.

E se utilizzassi lo scrivere del maestro Ungaretti, il post potrebbe essere già finito.

Viso gentile, toni pacati, ironia sottile tipica delle persone capaci e dotte.

Assoluta assenza di peli sulla lingua.

Se i Compagni Tina, Ernest, Carlo e Barabba fossero stati presenti, si sarebbero accorti subito, al pari mio, che le parole pronunziate da Pippo altro non sono che la trasposizione live di quello che noi scriviamo da anni.

In due ore non si e’ mai permesso di cazziare le destre di questo paese, io non ce l’avrei fatta, puntando l’indice contro i filibustieri che abbiamo in casa:

Melandri, D’Alema, Pezzotta, Letta jr., Finocchiaro, Penati.

Mi chiedevo come fosse possibile che un tale pezzo d’Uomo non fosse un parlamentare, gli ho chiesto il perché, e, fra una fetta di soppressa e una polentina al formaggio, questa e’ stata la sua risposta:

“E’ che mi ritengono ancora  un giovane, abbastanza capace, quindi mi hanno chiuso dentro a un ufficio, e mi hanno candidato alla camera come 17esimo in lista”

E li’, mi e’ montata la rabbia.

Ma poi mi sono pacato, perché Pippo ti rende sereno, una sensazione particolare.

Pensate, passa parte della sua vita dentro a un’aula, dove Lui e’ in minoranza e di fronte, fra i banchi della maggioranza, siede il Trota.
Alzi la mano chi, fra gli eretici che capitano qui, riuscirebbe a resistere per più di una seduta.

Principalmente, ha tre priorità:

A)L’ecologia intesa come fonte di sviluppo.

B)Una patrimoniale

C)Dare le chiavi di questo paese ANCHE ai giovani, dove per giovani si intendono i ventenni.

E a proposito di ventenni, alla serata ha partecipato il responsabile dei giovani democratici della vallata:

da togliersi il cappello.

I ventenni non sono come la generazione dei trentaquaranta, sono riusciti a crescere senza la fobia del soldo facile partecipando a un reality o facendo pompini a un settantenne, c’è di che rallegrarsi.

Poi, 
Sull’art.18 si sta’ facendo troppa cagnara, a solo vantaggio della destra e, come penso pure io, non e’ la pietra miliare del mondo del lavoro, e’ si’ importante, ma prima bisogna risolvere la concorrenza sleale, lo sfruttamento dell’extracomunitario prevalentemente al nord, e mettere mano agli ammortizzatori sociali, che non vengono sfiorati dal 97.

Ripeto: un Uomo limpido.

Al punto che, dopo avergli ripetuto più di una volta che a mio modesto parere fra cinque anni diventerà Presidente del Consiglio, stamane ho spedito un email al mio bookmaker londinese per farmelo quotare, attendo risposta e poi vi faro’ sapere.

Concludo con un frase che non conoscevo e che Pippo c’ha regalato, non e’ sua:

“E’ la prima volta che a Cagliari non sono stati i genitori a dire ai figli cosa votare, ma il contrario”

Massimo Zedda, Sindaco di Cagliari, nato nel 1976.

Ecco, facciamo così:

Civati Premier
Zedda Vice Premier.

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