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Guerra Termonucleare Globale.

In Politica on febbraio 25, 2010 at 9:35 am

Ok.
Prepariamoci alla battaglia.
Il vatusso mancato ieri ha proclamato la dichiarazione di guerra:

“Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria…”, ah no, mi son sbagliato, questo era un altro basso uguale.

L’odierno “Incantabiss” si autoproclama a capo dell’esercito del bene, “Contro l’esercito del male”,”Contro la sinistra che vuole spalancare le porte agli stranieri”, “Un esercito di paladini della liberta’”.

Dark Fenner contro Obi Wan Kenobi.

Fra le varie egli consiglia al proprio elettorato prono la divulgazione del suo verbo a coloro i quali ancora non lo adorano.
Si accomodino , signori, sono in attesa di qualcuno che mi fermi e mi delucidi sulla bonta’ divina del loro generale.

Il loro Luogotenente in campo sara’ Dell’Utri”Mammasantissima” Marcello.
Il nostro sara’ Peter Sellers travestito da indiano in “Hollywood Party”.

Il loro Feldmaresciallo dell’aviazione (utilizzeranno i Canadair del Bertola’ camuffati a dovere) sara’ Bondi”Chiappedoro”Sandro.
Il nostro sara’ John Belushi in “1941, allarme a Hollywood”.

Il loro comandante delle forze terrestri sara’ LaRussa”Narice”Ignazio.
Il nostro sara’ Ving Rhames, il Marcellus Wallace di “Pulp Fiction”.

Il loro Ammiraglio, al timone dell’Andrea Doria ripescata e tirata a lucido, sara’ estratto a sorte fra i piu’ importanti timonieri nazionali:
si vocifera una corsa all’ultimo sangue fra Carfagna”Ladosoloalui”Mara e Gelmini”ladounpoatutti”Mariastella.
Il nostro e’ gia’ deciso, sara’ il capitano Achab, che in assenza di Moby Dick tentera’ il tutto per tutto per fiocinare il comandante avverso.

Poi, a battaglia estinta, noi rivendicheremo le proprieta’ su Parco della Vittoria, Via Accademia, Corso Magellano e Vicolo Stretto, dove si potranno costruire quattro case e un hotel, salvo “imprevisti” e/o “Vai in prigione senza passare dal via”.

Attenzione alle armature, loro con delle modernissime tute alla “Zuava”, noi con le alabarde spaziali e le lame rotanti attaccate alle tute profumate di Kebap, cosi’, giusto per innervosire l’avversario.

In trincea, CARI COMPAGNI, non facciamoci intimorire dal barzellettiere che fa’ ridere solo i prepagati, utilizzate la stessa tattica all’inverso,
fermate persone che lo adorano e raccontate loro una fra le mille e piu’ nefandezze che quest’uomo ha commesso in vita.
Ce ne sono da perdersi.

Potreste cominciare con la seguente:

“«il clan Berlusconi, sospettato di essere coinvolto in una grossa operazione di riciclaggio. Già messo sotto inchiesta in passato per la “Pizza Connection”, una gigantesca indagine sugli affari di grandi boss della mafia turca e siciliana, che intrattenevano rapporti da un lato con i salotti buoni della finanza svizzera, e dall’altro con il capo della P2 Licio Gelli ”
Nota della Guardia di Finanza del 1994.

Per essere piu’ precisi:
la guardia di Finanza e’ quella Svizzera.

Buona battaglia tutti.

Il mio nome e’ Nessuno

In Politica on febbraio 23, 2010 at 9:17 am

Spesso la differenza e’ data dalla storia.
La storia ci insegna come siano state pressoche’ infinite le vicende di corruzione nei secoli dei secoli, amen.
Storie alla Nixon, dimissionario da comandante in capo per quattro microfoninispia posti negli uffici della concorrenza.
Storie alla Leone, costretto a lasciare per un paio di aeroplani Lookeed.
Storie alla Barry Lyndon, che la mente di Kubrik fece arrivare alle corti di mezza europa armato solo della furbizia e dell’opportunismo.

Il presente e’ diverso, la comica bolla nella quale il calvoamesialterni cerca di far fluttuare l’intera nazione assopisce tutto o quasi.
E’ cosi’ che l’incantatore riesce a far passare un concetto “nuovo”:

Non c’e’ nessun colpevole.

Nessuno.

Per l’ultimo trio Cosentino, Verdini, Bertolaso v’e’ addirittura un tentativo di beatificazione; per il trio antecedente, Dell’Utri, Cuffaro, Miccicche’ siamo gia’ alla santificazione.

Nessun colpevole= Nessun giudice.

E come troppe volte, anche stavolta si bloccheranno diversi lavori parlamentari per votare l’ennesima legge-decreto urgentissima sulla corruzione (come l’urgenza sui rifiuti, sull’eutanasia, sul rientro dei capitali, sulle ronde, sulle varie leggi per proteggerlo).

Urgenza sulla corruzione…..non so se piangere o ridere.

Come ebbi a scrivere tempo addietro, suona strano che un puttaniere legiferi sulla prostituzione, suona strano che un pluriconiugato legiferi sulla famiglia e suona strano che il corruttore legiferi sulla corruzione.

In questo moderno presepe pare proprio che manchi la figura del birbante, al che mi autocandido al posto vacante, gradirei vestire i panni del Ladrone, rigorosamente quello a sinistra del Padre.

In ultima analisi mi complimento con l’On. Fini che ci diletta con:

“Chi ruba oggi e’ solo un ladro” , paventando l’idea che ai tempi di manipulite chi rubava lo faceva solo per il partito.
In effetti, DeMita, Altissimo, Pomicino, De Lorenzo, Gava, Forlani, Sbardella, Pillitteri, De Michelis, Longo e compagnia varia sono stati visti in coda a Mirafiori per il turno di lavoro notturno.

Agente: Che cosa c’era nella valigetta?
Drugo: C’erano documenti miei….Documenti di lavoro.
Agente: Ah, che lavoro fa’?
Drugo: Sono disoccupato.

Da “Il grande Lebowsky”.

Addio Paola.

In Politica on febbraio 16, 2010 at 3:35 pm

Cucu’ la Binetti non c’e’piu’.
E’ una notizia MERAVIGLIOSA.
Mi tocca, solo per una volta, prendere per buona la dichiarazione del ministro Calderoli, il quale, in un attimo di cristallina sapienza, chiede se non sia il caso che la Binetti si dimetta da parlamentare.
Questa teodem ha creato danni incalcolabili alla sinistra.

La goccia che ha fatto finalmente traboccare il vaso e’ stata la candidatura di Bonino Emma a governatrice del Lazio.

“Lascio il partito per il cedimento ad una cultura estranea ai valori fondativi del PD”.

Il PD , e’ bene ricordarlo, nasce dalla nefasta fusione dei DS con la Margherita di tale Rutelli, anch’egli dipartito per altri lidi.

La Binetti, in piu’ di un’occasione, non ci ha fatto mancare il suo pensiero che cosi’ puo’ essere sintetizzato:
Contraria all’eutanasia,
Contraria alle unioni gay,
Contraria all’aborto,
Contraria alla procreazione assistita,
Contraria alla Ru486,
Contraria al divorzio.

Al che mi sfuggono i “Valori fondativi del PD” e mi sfugge pure il perche’ di cotanta permanenza nei quadri diringenziali del partito.
La vaticanista e’ translata all’ UDC.
Meglio tardi che mai.

L’illibata lancia un appello ai vari Fioroni, Franceschini, Marini e Bachelet perche’ la seguano nel nuovo percorso, bene, meno chierichetti
a corte.

“Non c’e’ piu’ spazio per una cultura cattolica nel PD, Bersani ha fatto un partito che somiglia ai socialisti Spagnoli”

Quasi esatto, solo che ancora non siamo come Zapatero e soci, ma con questa defezione cominciamo ad avvicinarci.

Ora,
onorevole Binetti,
potra’ comodamente dar sfoggio di tutto il suo “Cattolicesimo” sedendo a tavola con vescovi, prelati, massoni e affaristi vari.

Un consiglio: si porti appresso un putto, ai suoi nuovi commensali non dispiacera’.

E cosi’ ogni cosa torna al suo posto, i credenti con i preti, i comunisti con i lavoratori, i fascisti a Palazzo Grazioli.

Bene cosi’.

Nulla per cui ridere.

In Politica on febbraio 11, 2010 at 11:06 am

Ci sono cose, come declamare al reame che la crisi e’ un’invenzione, o come sviolinare la bonta’ di Bertolaso, che ai dotati di intelletto proprio possono far ridere.

Ci sono cose che proprio ridere non fanno.

“Dovevo evitare la sua morte”, cosi’ parlo’ il vatusso mancato ierilaltro.
Si riferiva ad Eluana Englaro, in una missiva inviata alle suore misericordiose di Lecco.
Quasi come il Nazareno, con la piccola differenza che quella volta Lazzaro si alzo’.
Non credo a una sola sillaba del virgolettato sopracitato.
Il nano ha a cuore una sola vita, la sua.
Qualche sondaggista deve avergli fatto presente che una dichiarazione pro-vita gli sarebbe valsa un paio di punti di gradimento.
Guadagnare consensi sulle tragedie altrui, una meschinita’ inaudita.
Per lo stesso motivo nel 2008 appoggio’ la campagna del filiforme Ferrara contro l’aborto.
Campagna portata a termine con gli stessi risultati conseguiti dal suo parinano in quel di Waterloo.

Non v’e’ nulla per cui ridere.

Correva l’anno 1982.
V’era una signora gravida.
Si chiamava Miriam Bartolini, poi l’intera nazione ebbe modo di conoscerla con il suo nome attuale: Veronica Lario.

“Ho avuto un aborto terapeutico, molti anni fa. Al quinto mese di gravidanza ho saputo che il bambino che aspettavo era malformato e per i due mesi successivi ho cercato di capire, con l’aiuto dei medici, che cosa potevo fare, che cosa fosse più giusto fare. Al settimo mese di gravidanza sono dolorosamente arrivata alla conclusione di dover abortire.” (intervista rilasciata e mai smentita al Corriere della Sera)

E il padre?
Consenziente.
Il nome: Berlusconi Silvio.

Non v’e’ nulla per cui ridere.

Come mai, con tutto l’amore per la vita che il nano sostiene di provare, non si e’ tenuto un nascituro malformato?
Con la sua disponibilita’ economica lo poteva anche far vegetare ad Arcore, cosa che Beppino Englaro non ha economicamente potuto fare.
Come mai nella missiva alle suorine non ne accenna?
E come mai non c’e’ uno stracazzo di giornalista che si alza in piedi e glielo chiede?

Si possono anche perdonare le mastodontiche bugie con le quali egli sollazza la nazione, ma con la non-vita degli altri no.
Mai.
Tre giorni prima della pace di Eluana ebbe a dire:
“Eluana ha ancora il ciclo mestruale, potrebbe anche rimanere incinta”, mentre era, a detta dei medici che avevano quella povera larva in cura, una emoraggia interna.

Non v’e’ nulla per cui ridere.

P.S.
Solo per questa volta mi permetto di chiedere ai cattolici praticanti che ogni tanto capitano fra queste diaboliche righe di astenersi da qualsivoglia commento su questo post, non sarei in grado di pubblicarvelo.
Anticipatamente ringrazio.

La Trota

In Politica on febbraio 4, 2010 at 10:58 am

Al secolo Bossi Renzo, figlio dell’ex impasticcato Umberto colto da ictus mentre si incaprettava tale Corna Luisa.

“La Trota”, nomignolo affibbiatogli dal padre che non se la sentiva di chiamarlo delfino, anche se v’e’ una corrente di pensiero che sostiene che “Trota” sia decisamente piu’ padano di “Delfino”.

Il signorino, famoso per essere stato bocciato due volte in terza superiore, poi altre due volte agli esami di maturita’, ed altrettanto famoso per essersi inventato il gioco “Rimbalza il clandestino” che spopolava su internet nei giorni in cui nr. 70 eritrei morivano nel Marenostrum,
sara’ candidato a un posto di consigliere regionale in Lombardia.

Un misero stipendio. 8000euro/mese.

Nepotismo, raccomandazioni, clientelismo, sono i tre sostantivi piu’ utilizzati dai medievalisti-padani negli ultimi vent’anni per denigrare i politici che non siano sposati con rito Celtico- Irlandese.

V’e addirittura quel genio di Feltri che sostiene la seguente tesi:
“Anche laMalfa, Segni e Franceschini sono stati introdotti dai padri” .
Grazie per la precisazione, ma almeno lor signori sapevano se non altro parlare, avendo, tutti e tre, conseguito una laurea.

Alla trota bisogna dare un posto sicuro, ecco cosi’ che l’ebete viene candidato a Brescia, dove orde di lanzichenecchi attendono ancor oggi di duellare contro i Romani.

Apriti cielo.
Strano a dirsi, ma mentre io la prendo con ironia, migliaia di leghisti bresciani si sono a dir poco risentiti, persino loro hanno capito che un fesso resta un fesso anche se si siede al Pirellone.
Sono nati siti di leghisti contro questa improvvida candidatura, dai piu’ variopinti commenti.

Per aprire la sua personale campagna elettorale il genio-trota accenna:
“Data la mia esperienza come Team-Manager della nazionale padana di football, punto all’assesorato allo sport” .
Secondo me sono cadute le braccia pure a Formigoni.

Ma santo cielo! Proprio nessuno che spende una parola per questo ammirevole tentativo di prosecuzione della specie Homo-Insulso?

Eh no, uno c’e’, uno insospettabile, uno educatissimo, uno che fa’ sempre parlare gli altri senza interrompere e che anche stavolta non vuol mancare nell’etere mediatico:

” Un atto di coraggio del giovane, di fronte al quale mi tolgo tanto di cappello” On. Castelli Roberto.

Data la crisi forse spendero’ un po’ del mio tempo per recarmi ad assistere ad un comizio della giovane trota coraggiosa,
uno spettacolo del genere a teatro mi sarebbe costato minimo 30 euro.

Cari leghisti di ogni genere e sorta, ve lo ripeto, vi stanno prendendo in giro, vi fanno fare quello che vogliono come un gregge di pecore, provate a ragionare (ogni tanto eh, non vorrei vi si fulminassero le “Bronzine”) e chiedetevi se Bossi “trota” Renzo assessore non possa riuscire a rubare il posto al suo parigrado di Zelig.

“Una risata vi seppellira’ ”