Il Blog

È matematica, pura e semplice.

In Politica on ottobre 9, 2018 at 2:03 pm

Un nemico al giorno.
I due dioscuri (mi perdoneranno per l’accostamento Castore e Polluce) se li dividono pure, una botta a Soros (Salvini che accusa Soros fa davvero tenerezza), una a Juncker, un colpo alle ONG, uno ai funzionari del MEF.
Si potrebbero scrivere tutte, ma ne risulterebbe un elenco interminabile.

Il nemico che lor geni vorrebbero far passare come un facile boccone, si chiama Parlamento Europeo.

Vanno, sbruffanti, a declinare il mantra : “Fra qualche mese questo Parlamento Europeo sarà finito”.

Berlusconi le raccontava più credibili.

Hanno fatto i conti, abbastanza semplici.

Nella migliore delle ipotesi, prendendo come valore di riferimento gli attuali sondaggi elettorali, dove i neomedievalisti navigano al 32%, sommando la Le Pen, Orban, i nazi tedeschi, il biondo olandese e qualche sperduto gruppo dell’est europeo, a farla di manica extralarge:

Si arriva a un sesto dei seggi disponibili.

Un sesto.

E voi andate a Strasburgo a rivoltare il Louise Weiss come un guanto?

Tornate a studiare la matematica.

Fra due mesi Draghi non ci sarà più, ci si prova a spiegare cosa significhi quantitative easing, ma niente, non ti credono, credono alle scie chimiche.

Non entro nello specifico della manovra economica, dato che non c’è ancora, ma che Draghi lascerà la BCE è cosa certa, come pure il conteggio dei seggi.

Questi due aspetti andrebbero ripetuti a mo’ di cacatua tutte le volte che si mette un microfono di fronte a uno dei due dioscuri.

Che metti che loro abbiano notizie diverse.

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Che quando se incazza er romano….

In Politica on settembre 23, 2018 at 4:58 am

Sporchi fascisti vecchi ma soprattutto nuovi,
voi non avete la benché minima idea di chi siete e di perché state al mondo. È venuto il momento di sapere di chi siete figli. Voi siete idioti e razzisti solo perché nessuno vi ha dato uno straccio di educazione o chi ve l’ha data era idiota almeno quanto voi.
Voi apostrofate tutti quelli che non la pensano (pensano?…) come voi o che sono solo apparentemente più deboli di voi sempre con le stesse parole: Froci, Negri, Lesbiche.

Meglio così.

Meglio Froci che Gay. Meglio Negri che Neri. Meglio Lesbiche che Gay.
La più elementare correttezza non la conoscete, il rispetto degli altri non avete la più pallida idea di cosa sia, per il semplice motivo che non avete rispetto innanzitutto per voi stessi e non avete un briciolo di dignità.
Noi siamo Froci anziché Gay perché la parola “frocio” potrà un giorno ricordarvi, se nella vostra mente rinascerà un neurone, che ci avete abusati, seviziati e assassinati per secoli.
Noi siamo Negri anziché Neri perché siamo Fratelli, è così che chi chiamiamo perché ne abbiamo sopportate insieme di tutti i colori, e la parola “negro” prima o poi a qualcuno di voi farà capire che significa deportazione, schiavismo, tortura.

Noi siamo Lesbiche anziché Gay perché qualcuno di voi, non si sa mai, forse un giorno si renderà conto che ci siamo sempre dovute sposare un uomo per forza, ci siamo sempre lasciate stuprare in silenzio, e abbiamo dovuto sempre far buon viso a cattiva, cattivissima sorte.

Noi Froci, Negri e Lesbiche oggi siamo felici, sappiatelo. Viviamo in armonia molto più degli altri, alleviamo figli e probabilmente lo facciamo meglio di tanti maschi e femmine eterosessuali sempre in guerra tra di loro, e se dobbiamo affrontare i fascisti come voi scendiamo in piazza vestiti come ci pare e ve lo diciamo in faccia quanto ci fate pena, una pena profonda, perché siete pur sempre esseri umani come noi.

Quando la smetterete di essere così vili e così idioti da mettervi al servizio, buffi, ridicoli e sull’attenti, di qualunque delinquente che passa fatecelo sapere.
Se un uomo è un uomo, e non un povero fantoccio, merita sempre rispetto.

E noi abbiamo sempre rispettato tutti.

David Grieco

https://www.globalist.it/news/2018/09/22/sporchi-fascisti-noi-siamo-froci-noi-siamo-negri-noi-siamo-lesbiche-2031172.html

Siete microbi

In Politica on settembre 11, 2018 at 5:33 am

Stamane lo sport nazionale è attaccare il neo Alto Commissario per i diritti umani,
Michelle.

Devono sciacquarsi la bocca prima di parlare.

Questa è la storia di Michelle, e della sua migliore amica:

Da bambine giocavano assieme, erano le migliori amiche, Michelle ed Evelyn, tutte e due figlie di generali, Alberto e Fernando.

Poi venne l’11 Settembre, il vero 11 Settembre, quello in cui un popolo perse la speranza, quello in cui la Moneda venne bombardata, quello in cui Salvador Allende venne accoppato (anche se, ancor oggi, si parla erroneamente di suicidio).

Da quel giorno le due bambine, che erano diventate ragazze, si divisero.

Alberto, il padre di Michelle, si schiero’ dalla parte giusta, fu prima torturato e poi giustiziato.

Fernando, il padre di Evelyn, si schiero’ con il potere, e ovviamente non gli fu torto un capello.

Anzi, fu proprio il generale Fernando Matthei e far uccidere il generale Alberto Bachelet.

Michelle, che aveva ed ha stampate nell’anima parole come uguaglianza, rispetto, dignita’, fu’ arrestata, rinchiusa nella oramai celeberrima Villa Grimaldi, e torturata. Ne’ usci viva per miracolo.

Quell’altra, Evelyn, continuo’ a collezionare cristalli di Bohemia come se nulla fosse successo.

Michelle abbandono’ il Cile, visse per ventanni in esilio, crebbe i propri figli da sola, dato che a sfiga si somma sempre altra sfiga, che in questo caso si manifesto’ quando anche il suo compagno fini’ nella lista dei desaparecidos (come ebbe a dire Berlusconi “li portavano a fare una gita in aereo”), poi decise che al cuore non si comanda, che il suo paese avrebbe avuto bisogno di lei.

Cosi’, dopo troppi anni, la compagna Michelle Bachelet e la fascista Evelyn Matthei si sono reincontrate.

Sfidanti per le elezioni presidenziali in Cile.

Ha vinto Michelle, ha stravinto Michelle, senza golpe, senza torture, senza assassini.

Questa storia, che pare essere tratta da un romanzo noir di Mempo Giardinelli, potrebbe essere tacciata come utopica, dato che il cile continua ad essere meta delle piu’ ignobili multinazionali americane, e allora concludo questo racconto con una frase che prendo in prestito da Luis Sepulveda:

“L’utopia e’ come l’orrizzonte,

cammino due passi, e si allontana due passi.

Cammino dieci passi, e si allontana dieci passi.

L’orrizzonte e’ irrangiungibile.

E allora, a cosa serve l’utopia?

A questo:

serve per continuare a camminare”

Chissà quale storia potrebbe raccontare l’attuale ministro per la razza stolta, per giustificare il posto che occupa.