Il Blog

MasieroArt

In Politica on gennaio 27, 2014 at 8:15 am

Care lettrici, cari lettori,

Ho un nuovo gallerista, si chiama Roberto Masiero e, oltre ad essere una brava persona, e’ pure uno che se ne’ intende.

Sarebbe auspicabile una vostra visita qui:

http://www.masieroart.com

dove potrete vedere alcuni lavori nuovi, talaltri piu’ datati.

Segnatevelo fra i preferiti, perche’ nel prossimo futuro verra’ ampliato con opere del 2013.

Buona visione.

Vs.

Zac

P.S.

le due opere in intarsi di marmo non sono mie…..

  1. bello! ……….io ti consiglio di evitare paroloni…..gli usi spesso…………tipo talatri……….n in questo caso non va con l’accento……..ciaooooooooooo geom. Carlo Alberto ZANUSOM.+39 348 0800456e-mail: carlozanuso@hotmail.com

    e-mail pec: carloalberto.zanuso@geopec.it

    Date: Mon, 27 Jan 2014 08:15:12 +0000 To: carlozanuso@hotmail.com

  2. Ringrazio per la correzione grammaticale, mentre per quanto riguarda i “paroloni” guarda che “talaltri” non e’ cosi’ incomprensibile, e dato che il lessico che ascolto in giro si avvicina sempre piu’ a quello dei celtici, direi che qualche “parolone” come li definisci tu, puo’ solo che far bene.

    Hasta
    Zac

  3. Ciao Zac
    grazie per l’indicazione e soprattutto complimenti

  4. caro Zac,
    questa volta ero preparato sulle tue opere e le ho guardate ed apprezzate con la giusta interiorità .Sono certo della tua intuizione sulle tue tre opere che mi sono entrate di più.
    Complimenti agli artisti.
    Ciao. robi.

  5. Caro Robi, non esserne certo.
    Il discorso e’ ampio, tentero’ di sintetizzarlo come segue:
    per scelta, non ho mai voluto interagire con le emozioni, le idee e le eventuali pulsazioni che il fruitore di un’opera d’arte sente di ricevere nel momento in cui la assimila, se la assimila.

    Questo concetto, che fu, probabilmente, inserito nel campo artistico dai dadaisti, l’ho fatto mio da decenni, “un’opera d’arte non e’ di chi la fa’, ma di chi la indossa”.

    Cosi’ ragionando ottengo due risultati, essenziali entrambi:
    1) La mia arte non viene influenzata da giudizi (che siano ottimi o pessimi o indifferenti poco importa) provenienti dall’esterno. Sono le situazioni, la storia e le esperienze che formano il mio concetto di arte, una volta che riesco a trasportarle tutte assieme (ammesso e non concesso che vi riesca) all’interno di un supporto, il mio lavoro e’ finito li’.
    L’opera in quel preciso istante non e’ piu’ mia, e forte di cio’ mi concentro in toto sulla successiva.

    2)Dopo qualche anno, riuscendo ad esternarmi completamente da un lavoro fatto, riesco a produrre lievi ragionamenti sul lavoro medesimo, ma non da autore, quanto da osservatore esterno.

    Detto cio’, resta il fatto che coloro i quali vengono invitati a cena da me, il piu’ delle volte fruiscono di spiegazioni circostanziali del come e perche’ abbia prodotto quello che vedono in loco, dentro le mura domestiche mi aggrada spiegare l’arte, al di fuori lascio fare il loro mestiere ai critici.

    Lo so’, adesso mi dirai che dovrei invitarti a cena da me, ed e’ quello che faccio:
    Se in futuro ti capitasse di transitare per il veneto, fammelo sapere con 48 ore di anticipo, ti ospitero’ come un fratello, o come un re, a tua preferenza.

    Sempreche’ prima non arrivi il charter per la Tunisia….

    Hasta
    Zac

  6. Lo scrivo come commento dato che il tale non merita un post:
    il deputato Sorial, un grillino, ha dato del “BOIA” al Presidente della Repubblica.

    “Il boia è una figura professionale che ha il compito di eseguire le sentenze di condanna alla pena di morte.” da wikipedia

    E se ce la mettesse Lei, la testa, esimio Sorial?

  7. Non mi intendo di arte e non ho alcun senso critico verso le opere d’arte. Mi limito a guardare e a pensare un po’ che “cosa” vedo.
    In queste opere io ho visto colori, tanti e intensi. Blu, rosso e pochi colori chiari.
    Chissà forse è espressione di forza, coraggio, intensità, poca debolezza.
    Ciao, un abbraccio.

  8. Favolosa Spera, tu sei il mio ideale di “fruitore”.

    Ciao
    Zac

  9. Comunista, tzigano e mo pure artista! Ma tutti tu li hai i difetti.

    Ciao grande Zac. Che emozione! Ho sempre sentito accennare, qua nel condominio, al fatto che tu sia anche un artista. Però, trovarmi a guardare ciò che la tua fantasia crea, quasi a poterla toccare, è tutt’altra cosa. Una specie di conferma di ciò che, fino ad oggi, erano solo parole e racconti. Insomma, un po come sapere che Picasso era un artista, un grande artista e, poi, entrare in un museo e trovarsi al cospetto dei suoi quadri. Emozionante, non trovi?

    Premetto: è un genere che faccio fatica a comprendere. Però, dopo aver letto la tua replica al nostro Robi, sono contento di poterla “interpretare” a modo mio, senza la necessità di capire cosa ti frullava per la testa nel momento in cui l’hai realizzata. Certo che sarei curioso di saperlo ma questo, semmai un giorno accadrà, sarà come hai previsto per Robi. Tra le mura domestiche. Per ora rimango con la mia meraviglia nel constatare che usi qualunque cosa per esprimerti: dal coppapasta (se lo vedesse la mia amica chef!!!) al coperchio di chissà quale fusto, dal pannello in legno, al manichino. E su queste “basi”, quelle pennellate di colori… va beh, non voglio recensire le tue realizzazioni. Tuttavia, condivido certe sensazioni che ha espresso Spera. Indubbiamente.

    Link inserito tra i miei “curiosando”, in attesa di ulteriori realizzazioni da guardare e, nel frattempo, auguro una buona serata a te ed a tutto il condominio!

  10. Caro Carlo, intanto ti ringrazio.

    L’accostamento con l’immenso Maestro Pablo Ruiz Picasso (a proposito, lo sapevi che Picasso e’ il cognome della mamma, il papa’ faceva Ruiz) e’ sinceramente troppo.

    Pablo, Wassily Kandinsky, Piet Mondriaan , Emilio Vedova e Rauschemberg, sono i miei incontrastati maestri.

    Ancora grazie,

    hasta
    Zac

  11. Scusa Zac,
    non mi paleso perché sono in Tunisia senza Internet e ti scrivo da un luogo precario. Torno venerdì e mi faccio vivo in condominio.
    Un abbraccio a tutti
    David

  12. Tipo Mose’ sul Sinai?

    Attendiamo le tavole, profeta David.

    Hasta
    Zac

  13. Finalmente ho visto Zac il pittore, sai quando vado ad una mostra se c’è gente non riesco mai a guardare le opere con il tempo dovuto, mentre qui mi sono riempita gli occhi, non sono molto ferrata in materia ma quando le cose sono belle lo vedo bene e, le tue sono veramente belle, complimenti.
    Ciao a presto Lidia.

  14. Caro Zac,
    la Tunisia ha finalmente voltato pagina. Da martedì c’e’ un nuovo governo, un governo tecnico, composto di personalità tunisine che si sono affermate all’estero. Per dare l’idea, uno dei ministri era amministratore delegato di una società che ha un fatturato superiore al PIL della Tunisia. Prima guadagnava 55.000 euro al mese. Ora, da ministro, ne guadagnerà 2000 al mese.
    Il termine “governo tecnico” in Italia è diventato una parolaccia. Resta da vedere se sia rimasto qualcosa in Italia che non sia diventato una parolaccia. Un popolo piuttosto orrendo, il nostro, rutta ormai a ruota libera per dimostrare di essere peggiore della sua pur pessima classe politica. Del resto, lo sapevamo già. Solo un popolo orrendo poteva accodarsi per decenni a Berlusconi.
    Detto questo, il nostro governo tecnico, quello di Monti, era oggettivamente impresentabile: Cancellieri, Fornero, Passera, ecc. Perché anche i non politici, anche gli esimi professionisti, anche buona parte degli imprenditori, sempre italiani sono. Vengono da scuole pubbliche ridotte a brandelli o da scuole private che sembrano filiali della massoneria, e soprattutto sono beneficiari dei famosi “aiutini” che sono condizione essenziale in Italia per fare qualunque tipo di carriera.
    I cosiddetti tecnici tunisini non sono così. Il più sprovveduto parla solo 5 lingue, sono tutti provenienti da un sistema scolastico, quello di Bourguiba, che molti francesi consideravano superiore a quello francese, e soprattutto si sono fatti strada lavorando in mezzo mondo. Questo governo tecnico si è insediato annunciando un programma articolato in appena tre (3) punti: 1) ripristinare la sicurezza; 2) epurare dall’amministrazione pubblica tutti coloro che sono stati nominati per motivi puramente politici; 3) preparare le nuove elezioni che si terranno entro l’anno.
    Gli islamisti di Ennahdha, prima di andarsene, li hanno riempiti di insulti e gli hanno lanciato scarpe alla maniera dei nostri grillini. Ma il governo ha già cominciato a lavorare. E gli islamisti adesso sono fuori. Anche la sinistra, i comunisti in particolare, non si è lasciata sfuggire l’occasione per fare la sua brava figura di merda. Hammami, il leader del Fronte Popolare, ha detto chiaramente che questo governo non gli piace perché non si sente rappresentato, perché è stato escluso dal potere, perché non gli è toccata nemmeno una piccola fetta della torta. Mi ha ricordato Bertinotti. E si è accodato agli islamisti nel chiedere la sostituzione del nuovo ministro del turismo, una donna di 35 anni che ha un curriculum lungo un chilometro, parla 7 lingue, ma ha la grave colpa di aver seguito un corso, da ragazza, in Israele. E pertanto deve essere obbligatoriamente una sporca sionista.
    Questo modo medievale di intendere la politica, se tutto andrà come deve andare, presto scomparirà in Tunisia e in molti altri paesi del mondo. Perché a cacciare i fascisti islamici dal potere non è stata la sinistra, ma un’inedita, solidissima alleanza tra il sindacato e la confindustria, cioè tra gli imprenditori e i lavoratori.
    Ancora una volta, la Tunisia si offre come laboratorio. Solo l’alleanza e il confronto permanente fra queste due categorie può farci superare la fine della politica. Perché come spiega Noam Chomsky, la democrazia è finita, la democrazia non esiste più da un pezzo. Dal momento che il mondo e’ governato, nei fatti, da un manipolo di ricchi che posseggono tutte le risorse del pianeta e le gestiscono a loro piacimento, la democrazia è stata sostituita dalla plutocrazia e i concetti di Destra e di Sinistra sono ormai puramente folcloristici, servono soltanto a fare da cani da guardia dello status quo.
    So di ripetermi, ma amo la Tunisia perché è un piccolo balcone con vista sul Futuro.
    Auguro una buona settimana a tutto il condominio
    David

    PS: tornando al soggetto del tuo post, le femmine che crei ho la fortuna di conoscerle di persona e sai quanto le apprezzo!

  15. Grazie, cara Gibran, tieni d’occhio il sito perche’ fra una decina di giorni sara’ ampliato con venti opere datate 2013.

    Ciao
    zac

  16. Attendevo con una certa ansia il reportage sulla Tunisia, caro David.

    Ti do’ ragione su tutta la linea.
    Pero’ c’e’ un pero’.
    Chomsky scrive che la democrazia e’ finita a favore della plutocrazia (che ricordo essere un vocabolo utilizzato per tutto il ventennio littoriano per definire le politiche economiche di Francia e Inghilterra), e i concetti di destra e sinistra sono folcloristici.

    Sulla democrazia “finita” gradirei una specifica di Chomsky: Quando e’ successo?
    Lo chiedo perche’ io sono sicuro che sia successo a cavallo della prima rivoluzione industriale (quella che invento’ la spoletta per tessere); da li’ in avanti e’ stato un susseguirsi di accentramento di potere economico nelle mani di una ristretta elite.

    Sulla sinistra e destra “folcloristica”: puo’ funzionare a livello globale, ma e’ a livello locale (in tutti i “locali” del pianeta) il posto dove ancora si evince CHIARAMENTE il concetto di destra e sinistra, che diventa concreto e non piu’ concettuale.
    Non credo ci sia il bisogno di produrre esempi in tal senso.

    Hasta
    Zac

    P.S.
    Ah, le Femmine…

  17. Caro Zac,
    secondo il mio umilissimo parere, la democrazia è finita quando la Thatcher e Reagan hanno consentito la libera esportazione dei capitali. Nel momento in cui è stato possibile svuotare un paese delle proprie risorse siamo entrati in una nuova era e questo tra l’altro ha coinciso, non a caso, con la fine del cosiddetto socialismo reale. Come ricorderai, la Thatcher e Reagan, insieme a Wojtyla, aiutarono in modo determinante Gorbaciov a smantellare l’Unione Sovietica contro il volere degli stessi cittadini sovietici, che non lo appoggiarono mai.
    L’URSS non era certo un esempio di democrazia. Ma rappresentava un pungolo fondamentale per le democrazie occidentali, le costringeva ad essere in qualche modo virtuose.
    Secondo me, la fine dell’Unione Sovietica ha inoltre determinato ovunque il declino degli Stati, cioè della “cosa pubblica”, spalancando le porte al liberismo selvaggio che è oggi l’ideologia dominante. Un’ideologia che non è più affrontabile con le vecchie ideologie della sinistra che si basano sulla contrapposizione tra “padroni” e “operai”. I padroni oggi sono padroni puramente finanziari e anonimi. Gli operai oggi sono una moltitudine di schiavi, anch’essi anonimi. In pratica, sono due entità non più rappresentabili. Per questo motivo vedo con estremo favore un’unione di fatto tra datori di lavoro e lavoratori, come è spontaneamente accaduto in Tunisia.
    Ma questo è soltanto il mio modo di vedere le cose. Chomsky non è il mio alibi.
    Buona giornata
    David

  18. Caro David, comprenderai la mia risata nel leggere quel “umilissimo”.

    Verissimo, la Margareth e il Ronald hanno dato la spinta definitiva al socialismo inteso alla Allende, come i finanzieri lo dettero nel 29 a Wall Street e come una decisa spintarella provenne, come scrivevo prima, dalla prima rivoluzione industriale, dove poche centinaia di latifondisti vendettero a poche altre centinaia di banchieri i terreni sui quali far sorgere le industrie, poi rivenduti ai futuri imprenditori a cifre da capogiro.

    Al che’ mi e’ sovvenuto un ragionamento matematico:

    Prima rivoluzione industriale 1820
    Crollo di wall street 1928
    Politiche reaganiane tatcheriane 1980
    crollo dei subprime 2006

    Se ne evince un dato decrescente:
    100 anni fra la rivoluzione industriale e il crollo di wall street
    50 anni fra il crollo di wall street e le politiche di quei due la’
    25 anni fra le politiche di quei due la’ e la crisi dei subprime.

    V’e’ solo da chiedersi cosa succedera’ nel 2019……

    Per ultimo, anch’io auspico un’unione di fatto fra imprenditori e forza operaia, Squinzi non mi dispiace affatto (E’ Bombassei che odio), solo che mi mancano i cognomi dei grandi imprenditori in Italia, non ne’ e’ rimasto alcuno.

    Hasta
    Zac

  19. Caro Zac,
    umilissimo lo sarò sempre perché è condizione essenziale per tenere sempre viva e sempre accesa la curiosità. La curiosità, del resto, è l’unico strumento di chi come me a scuola essenzialmente faceva sega. Sono rimasto istintivo, disordinato, scettico, ma curioso come un bambino. Tratti che mi pare di riconoscere in tutti i pianerottoli del condominio.
    Grazie per avermi segnalato il bellissimo disegno di Robi. Un regalo straordinario. Un balcone così l’ho sempre sognato. Ho provato a scrivere un commento sul suo blog ma non ci sono riuscito. L’unica cosa che non accende la mia curiosità è la tecnologia.
    Buona giornata a tutti
    David

  20. tranquillo David, se ti riusciva il commento sul mio blog rischiavo un’overdose di euforia dopo parecchi giorni di instabilità umorale.
    La descrizione del tuo essere umile mi è piaciuta moltissimo. Io sono sempre stato diversamente umile perchè per troppo tempo ho lasciato prevalere la pigrizia sulla curiosità, ma apprezzo profondamente il tuo senso di umiltà che aumenta con la conoscenza.

    A proposito di pigrizia, ancora grazie per avermi fatto trovare, con il tuo commento, tutto il “materiale” necessario per comporre in rilassatezza la mia immagine.

    Occhio a tutti, perchè l’immaginatore esaurito potrebbe colpire ancora…!

    Ciao David, ciao Amici. robi

  21. Intanto un bentornato al nostro David ed un grazie per il suo bellissimo resoconto sulla Tunisia, vera ed autentica boccata di ossigeno (di riflessioni e di possibili speranze da coltivare). Peraltro, quanto accade in quel Paese fa sembrare ancora più triste ed oscura la nostra realtà. Leggevo stamattina, prima di scoprire il contributo di David (da Robi) che un dossier di Bruxelles sulla corruzione a livello europeo quantifica in un buon 50% del totale europeo, la presenza della stessa nel nostro Paese. Ti crolla qualsiasi velleità di confronto con altre realtà.

    Ciao Zac ed un buon pomeriggio a tutto il condominio. Peraltro, David arriva con spunti di riflessione notevoli. Vi ho letto entrambi stamattina, prima di ritirarmi a riflettere anche io. Non saprei individuare l’epoca in cui possiamo affermare che la domocrazia sia morta e prendo atto di quanto vi siete detti. Secondo me, avete entrambi individuato gli eventi ed i momenti salienti di tale declino che, ovviamente, non può essere stato improvviso ma graduale.

    Invece, condivido quanto detto da Zac su “destra e sinistra”, soprattutto perché tale distinzione è quella che ancora consente di individuare due modi di pensare, vedere e prospettare la vita degli individui e del il mondo in cui vivono, in modo diametralmente opposto. Hanno provato anche da noi a “mischiare” le carte, ai tempi del pregiudicato e di Fini, ai tempi del governo Monti, in passato, perfino Letta con gli inciucioni e Renzi con le strette di mano. Ma uno di destra, anche se è un politico, non può reggere il bluff molto a lungo. Figuriamoci l’uomo qualunque!!

    Se in questo nostro Paese (e in tutti i paesi del mondo) sono ancora i valori che orientano la società… allora destra e sinistra esistono e come!!

  22. Cari condomini,
    intendiamoci: Destra e Sinistra esistono ancora, eccome, sul piano culturale. Essere di Sinistra per me vuol dire non discriminare nessuno, non essere razzisti in alcun modo, essere sensibili ai problemi degli altri, avere scarsa attenzione per il denaro e per la carriera, fare ginnastica soprattutto con la mente, saper sempre distinguere tra sostanza ed apparenza.
    Poi, ho purtroppo incontrato negli ultimi dieci anni molta gente che si diceva di sinistra ma che non aveva neanche uno di questi requisiti. Poco importa. Generalizzare non serve a niente. Meno siamo, più ci dobbiamo adoperare nella nostra vita quotidiana per riaffermare certi valori.
    Politicamente, è tutto un altro paio di maniche. In termini politici, siamo costretti ad affrontare rischi straordinariamente pericolosi e i vecchi strumenti politIci della sinistra sono veramente vecchi.
    Prendiamo SEL, il partito che molti di noi hanno votato alle ultime elezioni. Vendola a mio avviso, deve farsi da parte dopo la famosa, abietta telefonata ad Archina’. Non credo di essere il solo a pensarla così, visto che nei sondaggi SEL si attesta attorno al 2 per cento. Due per cento?!?! Vogliamo veramente pensare che noi di sinistra siamo ormai il 2 per cento in Italia?! Se così fosse, dovremmo tutti far fagotto in quattro e quattr’otto.
    Ovviamente non è così. Ma sta di fatto che Vendola ha appena riaffermato senza ostacoli (sic!) la sua leadership al congresso di SEL e sta già lanciando a Renzi messaggi intimidatori degni del peggior democristiano, che si riassumono nel solito, ammiccante ricatto: “Se veniamo con voi del PD, cosa ci date?”.
    Non so voi, a me viene la bava alla bocca.
    Buona serata a tutti
    David

  23. Adesso ti do la buona notte, domani vado a visitare il sito ;-))

    Hasta Compagno Zac ;-))

  24. Cara Compagna Tina, da buon portinaio credo di poter interpretare anche il pensiero degli altri condomini:

    CI SEI MANCATA TANTISSIMO.

    Scrivi che l’assenza e’ dovuta a uno “stato umorale” provocato dai renzi e altri.
    Carissima, qui amiamo gli “stati umorali”, di qualsiasi genere.

    BENTORNATA.

    Hasta
    Zac

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: