Il Blog

The Banana Experiment

In Politica on giugno 16, 2015 at 6:51 am

Ricevo e pubblico questo interessante esperimento, attualissimo anche nel 2015.

Ringrazio mio fratello Carlo per avermelo segnalato.

 

Un gruppo di scienziati rinchiude 5 scimmie in una gabbia e mette nel mezzo una scala e un casco di banane in cima.

ESPERIMENTO, PRIMA PARTE.

Nel 1967 il Dott. Stephenson ha condotto un esperimento in cui erano coinvolte 10 scimmie, una gabbia, una banana, una scala e uno spruzzatore di acqua gelata.Stephenson rinchiude 5 scimmie in una grande gabbia. All’interno della gabbia mette una scala e sulla scala  un casco di banane.

Le scimmie si accorgono immediatamente delle banane e una di loro si arrampica sulla scala. Appena lo fa, però, lo sperimentatore la spruzza con dell’acqua gelida. Poi riserva lo stesso trattamento alle altre 4 scimmie.

 

La scimmia sulla scala torna a terra e tutte e 5 restano sul pavimento, bagnate, al freddo e disorientate. Presto però la tentazione delle banane è troppo forte e un’altra scimmia comincia ad arrampicarsi sulla scala. Di nuovo lo sperimentatore spruzza l’ambiziosa scimmia e le sue compagne con l’acqua gelata. Quando una terza scimmia prova ad arrampicarsi per arrivare alle banane le altre scimmie, volendo evitare di essere spruzzate, la tirano via dalla scala malmenandola. Da questo momento le scimmie non proveranno più a raggiungere le banane.

La seconda parte dell’ esperimento prevede l’introduzione di una nuova scimmia nella gabbia. Appena questa si accorge delle banane prova naturalmente a raggiungerle. Ma le altre scimmie, conoscendo l’esito, la obbligano a scendere e la picchiano. Alla fine anche lei, come le altre 4 scimmie, rinuncia a mangiare la banana senza mai essere stata spruzzata con l’acqua gelata, quindi senza sapere perché non potesse farlo.

A questo punto un’altra scimmia scelta tra le 4 originarie rimaste, è stata sostituita con una nuova. Il nuovo gruppo era composto da 3 delle scimmie iniziali (che sapevano perché non tentare di prendere la banana), 1 scimmia che aveva imparato a rinunciare alla banana a causa della reazione violenta delle altre e 1 scimmia nuova.

Qui la storia si fa interessante. La scimmia nuova, come previsto, tenta di raggiungere la banana. Come era avvenuto con la scimmia precedente, le altre scimmie le impediscono di raggiungere il frutto senza che il ricercatore dovesse spruzzare dell’acqua. Anche la prima scimmia sostituita, quella che non era mai stata spruzzata ma era stata dissuasa dalle altre, si è attivata per impedire che l’ultima arrivata afferrasse la banana.

LA CONCLUSIONE DELL’ ESPERIMENTO

La procedura della sostituzione delle scimmie viene ripetuta finché nella gabbia sono presenti solo scimmie “nuove”, che non sono mai state spruzzate con l’acqua.
L’ultima arrivata tenta naturalmente di avvicinarsi alle banane ma tutte le altre glielo impediscono:  nessuna di esse però conosce il motivo del divieto!

Stephenson descrive l’atteggiamento inquisitore dell’ultima scimmia arrivata, come se cercasse di capire il perché del divieto di mangiare quella banana così invitante. Nel suo racconto le altre scimmie si sono guardate tra loro, quasi a cercare questa risposta. Il problema è che nessuna delle scimmie presenti la conosceva, perché nessuna era stata punita dallo sperimentatore per averci provato, era stato il gruppo a opporsi.
Una nuova regola era stata tramandata alla generazione successiva, ma le sue motivazioni erano scomparse con la scomparsa del gruppo che l’aveva appresa.

 Se fosse stato possibile chiedere alle scimmie perché picchiavano le compagne che provavano a salire sulla scala, la risposta sarebbe stata più o meno questa: ” Non lo so, è così che si fa da queste parti!” Suona familiare?

Non smettere di indagare, di chiedere, di trovare nuovi paradigmi. Spesso il nostro modo di agire è solo il frutto di azioni che ripetiamo perché l’abbiamo visto fare da altri, senza sapere bene il perché. Cambiate le vostre abitudini. Non abbiate paura. Sfuggite al più grande esperimento sociale mai visto nella storia, quello di consumare quello che altri (gli sperimentatori) vogliono che consumiamo, quello di evitare che ci poniamo domande, che troviamo nuove soluzioni per vecchi problemi.

Bibliografia

Stephenson, G. R. (1967). Cultural acquisition of a specific learned response among rhesus monkeys. In: Starek, D., Schneider, R., and Kuhn, H. J. (eds.), Progress in Primatology, Stuttgart: Fischer, pp. 279-288.

  1. Caro Zac,
    conoscevo il Banana Experiment (versione aggiornata dei cani di Pavlov) e sono felice che tu lo abbia riportato qui proprio in questo momento in cui l’umanità è ormai ridotta a un enorme branco di scimmie o di cani.
    Da bambino e da ragazzo, ho avuto l’inestimabile fortuna di incontrare molte persone (mio padre, la mia matrigna, ma principalmente Pasolini) che mi hanno sempre insegnato a pensare con la mia testa, a diffidare di qualunque idea ricevuta (soprattutto quelle ritenute “sacre”), a rimettere sempre in discussione tutto.
    In virtù di questi incontri, e del fatto che grazie a dio sono ateo, ho imparato presto la lezione e l’ho applicata tuttta la vita.
    Buona serata a tutti
    David

  2. Letto e meditato.
    Bravo Zac! robi

  3. Carlo: deriva dal nome francone Karl, a sua volta legato al germanico karla che inizialmente significava “uomo” e in epoca più tarda prese a significare “uomo di condizione libera”.

    Fatta questa breve premessa, ciao Zac e buona serata a tutto il condominio.

    Senza voler peccare di presunzione, credo di aver fatto della mia vita… una domanda continua. Certo, anche io ho le mie abitudini e, in genere, mi piacciono. Meno a chi mi sta vicino! Ho rimesso in discussione la mia vita non so quante volte, punti fermi ne ho pochi e, in genere, sono quelli che conferiscono alla mia vita un senso di stabilità. Anche di questa mi rendo conto che non posso fare a meno.

    Però, quante cicatrici! Perché poi, Zac, hai voglia a farti domande, a non essere mai troppo conformista, a sperimentare…. il fatto è che le “scimmie” continuano a menare.

  4. Dimenticavo… una tra le riflessioni più belle, lette in questo blog.

  5. Come David ringrazio di essere atea, per me Pavlov e i suoi esperimenti sul condizionamento sono una cosa arcinota a causa degli studi, idem per le scimmie.
    Quello che 20 anni fa non mi sarei aspettata, che la medesima situazione si potesse ripetere su quello che ormai definisco: Uomo=a scimmia senziente.
    Basta un input e la canea si associa, siamo all’anno 1000 ma non ho ancora capito se prima o dopo Cristo, ma non credo che importi, a questo punto mi domando se ha una qualche importanza la leggendaria umanità.
    Grande post Zac, stai diventando la nostra memoria storica/sociologica, non male sul serio.
    Notte buona al condominio e Hasta Compagni, da una che ne ha quasi le scatole piene della rete, ho spento quasi tutto, mi resta la rete, ma non so per quanto ancora, almeno, fino a quando ci sarà il “bimbominchia” mi rifiuto di scrivere di politica, almeno, quella degli Italoidioti.
    Di nuovo Hasta a tutti.
    Tina

  6. Carisssimisssimi Compagnisssimi, ringrazio sentitamente.

    La fine del commento di Carlo “Però, quante cicatrici! Perché poi, Zac, hai voglia a farti domande, a non essere mai troppo conformista, a sperimentare…. il fatto è che le “scimmie” continuano a menare.” vale quanto il post intero, caro Carlo, non sarei sato in grado di sintetizzare meglio, davvero bravo.

    TINAAAAAAA!!!!!!!!!!!!
    leggere un tuo commento mi fa’credere di essere per un attimo Kahnweiler, il maggiore mercante di Picasso, il quale veniva regolarmente convocato dal Pablo presso un suo studio per vedere i nuovi lavori, e regolarmente la sua anticamenra per l’udienza si protraeva per ore, a volte per giorni, solo dopo questa spasmodica attesa il Maestro faceva vedere qualche opera al suo principale aquirente.

    Hasta a tutti

    Zac

  7. Caro rompiballe,
    devo riconoscere che anche tu pensi con la tua testa, anche se la tua è molto diversa dalla mia. Poni sempre questioni inaspettate, spesso in modo un po’ goffo, ma costringi a pensare.
    La storia è l’unica bussola di cui disponiamo, tutt’altro che inutile. Ma la storia va rivisitata e reinterpretata continuamente. Pensare con la propria testa significa elaborare il presente alla luce del passato per provare a intuire e a navigare il futuro.
    Viviamo oggi in un presente permanente, immersi nell’oblio. Abbiamo dimenticato tutte le nostre esperienze e non sappiamo più riconoscere i pericoli che sono sempre gli stessi ma si presentano con volti solo apparentemente nuovi.
    Per fare un esempio, proverò a dirti che a mio modo di vedere la Seconda Guerra Mondiale e il nazismo che l’ha fatta esplodere condizionano ancora pesantemente le nostre vite e il nostro precario avvenire. Perché nulla è cambiato.
    Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli americani hanno sostituito i tedeschi e hanno sempre cercato di sottomettere il resto del mondo con gli stessi metodi. I gerarchi nazisti sono stati protetti e assoldati dagli americani, sono diventati agenti della CIA, hanno seminato il terrore ovunque (specie in America Latina, nei paesi arabi, in Africa, nel sud est asiatico) per scongiurare il “pericolo comunista”. Hanno torturato mezzo mondo, si sono macchiati di stragi e genocidi, continuano a saccheggiare i popoli della Terra e la Terra stessa. Il jihadismo non è che l’ultima, spaventosa strategia dello stesso disegno.
    Del resto, il nazismo non nasce dal nulla. Il nazismo è la versione moderna del colonialismo dei secoli precedenti. E il jihadismo è il suo aggiornamento tecnologico. L’obiettivo non cambia. Affamare, depredare ed eliminare le popolazioni più deboli. Istituire un ordine mondiale oppressivo dal quale ricavare l’obbedienza cieca dei sottomessi e il massimo profitto. I colonizzatori americani (che erano prevalentemente tagliagole usciti dalle galere di tutta Europa) sono stati forse i colonizzatori più barbari e più spietati della storia dell’umanità: hanno sterminato i nativi americani, hanno deportato gli africani.
    Ma la strategia ogni volta cambia. Con il consumismo e la globalizzazione, gli americani hanno cancellato le nostre radici e la nostra memoria. Per farci rivivere il passato impedendoci di ricordarlo. Ma la banana è sempre la stessa e con quella ci sodomizzano nello stesso modo.
    Oggi le mire espansionistiche degli americani sono più spaventose di quelle della Germania nazista. Ti sei reso conto che gli americani ci stanno spingendo verso una guerra con la Russia nel cuore dell’Europa? Eppure, gli americani vivono a parcchie migliaia di chilometri di distanza da noi. Eppure, i russi sono europei come te e come me. Ma se tutta l’Europa si unisse, e si unisse veramente, gli americani dovrebbero ridimensionarsi notevolmente.
    Io non amo Putin, ovviamente. Ma in questo momento mi schiero con Putin senza la minima esitazione.
    In sostanza, pensare con la propria testa significa ricordare il passato sforzandosi di capire sotto quali sembianze continua a ripresentarsi, sempre motivato dall’avidità e dall’ansia di sopraffazione dei cosiddetti vincitori, ciò che rende l’umanità tutt’altro che umana.
    Buon week end anche a te
    David

  8. Ho “rivisitato” l’esperimento del Dott. Stephenson da differenti presupposti.
    Sarebbe bello imitare il percorso offrendo il punto di vista di varie categorie, ad esempio “i politici”, “i dottori”, “gli avvocati”, “i giornalisti”, eccetera.. è un’idea…
    Non smettiamo di cercare il sorriso, uccidiamo la nausea del momento con l’ironia..
    Ho trovato in rete una massima bellissima : “ Errare è umano, perseverare è diabolico, mandare affanculo è terapeutico”, aggiungo “l’ironia ci salverà”!

    DOTT. MONKEY

    Un gruppo di scienziati rinchiude 5 uomini in una gabbia e mette nel mezzo una scala e un casco di banane in cima.

    ESPERIMENTO, PRIMA PARTE.

    Nel 1967 il Dott. Monkey ha condotto un esperimento in cui erano coinvolti 10 esseri umani, una gabbia, (che protestava perché era stata coinvolta contro il suo volere), una banana ( felice al punto di raddrizzarsi da sola), una scala dall’aspetto coinvolgente e uno spruzzatore di acqua gelata.
    Il dott. Monkey rinchiude 5 uomini in una grande gabbia. All’interno della gabbia mette una scala e sulla scala un casco di banane, a cui mancava una banana perché l’aveva mangiata il dottore.
    Gli uomini guardano perplessi la scala e s’interrogano sul significato delle banane sulla sommità e cominciano a formulare delle supposizioni:
    Arte moderna? Dimenticanza degli operai? Ma chi cazzo ha chiuso la porta della gabbia che devo andare al cesso? Vediamo se son vere o di plastica dice uno e si accinge a salire la scala.
    Appena lo fa, però, lo sperimentatore tenta di spruzzare l’acqua gelida su quello che sta salendo, ma lo spruzzatore spara un getto che colpisce uno a caso.
    L’uomo bagnato s’incazza come un bufalo e comincia ad urlare: ”Ma chi cazzo è stato a tirarlo? C’ho ‘n vestito nòvo emmò chi me ripaga?”
    “A brutto fijo de na mignotta ma cchè t’è saltato ‘n testa de tirarce s’t’affare?” Dice uno che ha visto lo sperimentatore, talmente furbo da restare in vista dopo il danno.
    “Ariprovace che te gonfiamo come na zampogna!” Lo redarguiscono più membri della comunità mentre il solito ignoto scrollando la scala ha fatto cadere le banane.
    Naturalmente lo sperimentatore non osa riservare lo stesso trattamento al gruppo ed osserva le dinamiche del momento.
    C’è uno che sbucciando educatamente il frutto ne sbocconcella la parte emersa, uno che si spara in bocca l’intera banana, uno che l’annusa e dichiara che certe schifezze le mangiano solo i primati, uno che non se ne interessa e uno che prima di mangiarla la pesta nella buccia e poi la fa gocciolare direttamente nelle fauci.
    La seconda parte dell’esperimento prevede l’introduzione di un nuovo componente nella gabbia.
    Tocca ad una donna entrare.
    La scena che le si presenta è quella di un branco di pirla che con gli occhi spalancati la guardano concupiscenti.
    Appena questa si accorge di dove è capitata prova naturalmente a girare le terga ed uscire. Ma il branco di debosciati la obbligano a restare circondandola con schiamazzi. Alla fine lei rinuncia ed accetta di mangiare una banana offerta da uno degli uomini con galanteria, di chiaro secondo fine, senza sapere perché.
    Gli uomini allora aumentano i loro comportamenti da pirla per mettersi in mostra, mentre la donna fa l’indifferente.
    A questo punto un’altra donna scelta tra le 4 originarie rimaste, è stata introdotta nel gruppo. Qui la storia si fa interessante.
    I maschi si dividono tra le due per conquistarne gli sguardi, mentre le donne cercano complicità sedendosi in disparte.

    LA CONCLUSIONE DELL’ ESPERIMENTO

    La procedura dell’introduzione delle donne viene ripetuta finché nella gabbia sono presenti il medesimo numero di uomini e donne, le quali non sono interessate alle banane, ma sorridono ai maschi pirla.
    L’ultima arrivata tenta il contatto diretto con uno degli uomini, ma tutte le altre glielo impediscono per un diritto psicologico di primogenitura, cioè “so arivata prima e scelgo prima io, nun t’allargà pischella”.
    Monkey descrive l’atteggiamento dell’ultima donna arrivata, come se cercasse un contatto per lei pressante.
    Nel suo racconto, mentre gli uomini aumentano a dismisura i comportamenti da pirla e iniziano a spintonarsi reciprocamente per conquistare la prima fila, le altre donne cominciano a discutere alzando la voce verso toni di falsetto. Il problema è che nessuna delle presenti era pronta a scegliere, ma non voleva che fosse l’ultima arrivata ad andare avanti.
    Il dott. Monkey, a questo punto, assiste da sperimentatore all’inizio di una vera e propria rissa tra maschi con botte e insulti e tra femmine con strilla degne di un pollaio sotto attacco di una volpe.
    Le conclusioni che ne trae sono che qualunque sia lo strumento che suona la musica alla fine è sempre la stessa: tramandare il proprio codice genetico con il miglior partner sul mercato.

  9. Cara Anna, Orwell nella Fattoria degli animali non avrebbe saputo far di meglio.
    Un racconto straordinario!!!

    Hasta
    Zac

  10. Che pomeriggio, gente! Vado nel mio blog è trovo un applauso a me dedicato da Robi. Arrivo qua e una considerazione che pensavo scontata, viene apprezzata dal nostro gran portinaio Zac. Scorro i commenti e mi faccio quattro risate con la riedizione, in chiave “Serenity”, di The Banana Experiment!! Che gran condominio!

    Ciao Zac e buon pomeriggio a tutti i condomini.

    Vorrei lasciare una mia riflessione a quel “rompiballe” di Stefano (l’ha ammesso lui che è tale, non potevo non approfittare!!!!).

    Stefano, la risposta alla tua domanda “la storia è inutile?”, oltre che nell’esauriente e condivisibile riflessione di David, sta proprio nel post di Zac quando all’ultimo possiamo leggere, in grassetto, “…Non smettere di indagare, di chiedere, di trovare nuovi paradigmi….”

    E’ tutta in quelle poche parole la risposta alla tua legittima ed anche giusta, domanda. Nessuno tra noi, credo, si sogna di affermare che ciò che abbiamo appreso della nostra Storia sia inutile. Lo è, tuttavia, se quella conoscenza è il frutto dell’apprendimento attraverso alcuni libri di testo scolastici. Se ci siamo fermati a quelli, avremo si “imparato” ma sicuramente non avremo conosciuto. Per conoscere, dovremo continuare a indagare. Quell’indagine potrà confermare alcune nostre conoscenze, ampliarle o smentirle. E, in quest’ultimo caso, dovremo continuare a indagare.

    Ciò che non hanno fatto le “scimmie” di ultima generazione!

  11. Cari condomini,
    penso di dovervi qualche informazione. Da 24 ore, non rispondo più al telefono. Non ce la faccio più a spiegare ad amici e conoscenti che ciò che è accaduto in Tunisia è da anni uno stato di fatto, e non soltanto in Tunisia.
    Siamo in guerra, il mondo è in guerra, ed è una guerra peggiore della Seconda Guerra Mondiale perché buona parte dell’umanità crede di vivere a Disneyland ed è proprio questo che rende possibile qualunque genocidio e qualunque abominio.
    Ma sono soprattutto stanco di spiegare che il teatro degli attacchi è Sousse, una città che ha ormai quasi due milioni di abitanti. Ma tutti parlano di Hammamet (14.000 abitanti), che si trova a più di 100 chilometri da Sousse. A Repubblica hanno prontamente corretto l’errore (quantomeno dai titoli) e mi hanno spiegato da dove nasce. Nasce dal fatto che tutti ormai, giornalisti compresi, usano Google Maps. Ebbene, secondo Google Maps il Golfo di Hammamet arriva fino a Monastir e si estende per quasi 350 chilometri mentre in realtà i chilometri sono a malapena 10. La barbara ignoranza americana sta anche cambiando la geografia e tutto il mondo gli va dietro. Del resto, per invadere l’Iraq George Bush usò una guida vecchia e scaduta di Lonely Planet e questa è Storia.
    Il 6 luglio andrò a Hammamet e ci starò a lungo. Non ho paura di niente e se ci sarà da dare una mano non mi tirerò certo indietro. I tunisini sono educati, colti e informati. In Tunisia posso muovermi e comunicare senza dover usare l’abbecedario.
    A più riprese, ho cercato di raccontare in questo blog cos’e’ il jihadismo, da dove viene, chi lo manovra e a quale scopo. Non tornerò sull’argomento. Vorrei solo farvi notare cosa sta succedendo in Europa, dove si sta imponendo il modello americano: nessuna garanzia per i lavoratori, nessuna sanità pubblica degna di questo nome, scuola pubblica mediocre, lenta abolizione delle pensioni. È in nome di questo modello che l’Europa sta cercando di spezzare le reni alla Grecia ma per fortuna Tsipras resiste e passa la parola al popolo. Renzi, invece, sta scrupolosamente attuando tutto questo senza che il popolo italiano possa mettere bocca.
    Parlando della catastrofica situazione al Comune di Roma, vi chiedo infine di informare la nostra vecchia condomina Spera (e quel simpatico riconcoglionito di Toni Jop) che Marino non è iscritto né al PD né alla P2. Marino è costretto a combattere contro il PD dal giorno in cui si è insediato e l’altra sera alla Festa dell’unità di Roma ha raccontato cose agghiaccianti. Marino ha detto che appena diventato sindaco ha capito che doveva liberarsi dei dirigenti di tante associazioni che gravitavano nell’orbita del Comune. Due o tre settimane dopo, ha ricevuto la telefonata di Alemanno che voleva raccomandargli due persone per la dirigenza di due di queste associazioni. Marino gli ha risposto che gli pareva davvero stravagante ricevere raccomandazioni dall’ex sindaco fascista suo predecessore. A quel punto, l’imperturbabile Alemanno gli ha detto a bruciapelo: “Ma allora non hai parlato col PD?…”
    Buona Domenica
    David

  12. Hai presente la democrazia, Stefano? La democrazia prevede l’autodeterminazione dei popoli. La democrazia l’hanno inventata i greci tanto tempo fa. Noi continuiamo a parlarne a vanvera e continuiamo a non sapere cosa sia. Ci sembra più comodo pretendere da un capo decisioni e responsabilità che invece appartengono a ognuno di noi. Così poi possiamo lamentarci col despota di turno. Tu forse preferisci questo. Io no.
    Buona domenica
    David

  13. Ciao Zac…
    non lo conoscevo…

  14. Caro Stefano,
    se quando parli di “primaria” alludi a Renzi, ti ricordo che Renzi ha vinto le primarie ma è diventato Presidente del Consiglio senza passare per le elezioni e ricopre questo ruolo abusivamente grazie ai voti presi da Bersani in nome di un programma politico (quello votato dagli elettori) completamente diverso dalla politica che Renzi sta attuando.
    Tutti (o quasi) abbiamo creduto nel progetto europeo. Non lo abbiamo votato ma abbiamo fatto molto di più. Abbiamo dato dei soldi. Che poi, come promesso, tempo dopo ci sono stati restituiti.
    Romano Prodi, che è uno dei padri fondatori di questo progetto, dice oggi che il progetto è stato purtroppo completamente tradito. In Europa non c’è più una guida politica. Tutto il potere è nelle mani di finanzieri senza scrupoli che vogliono spazzare via i diritti dei lavoratori, dei giovani e dei pensionati per creare nell’Europa meridionale un Terzo Mondo in casa da poter sfruttare anziché andare a delocalizzare la produzione in altri continenti.
    Da tempo le aziende vanno a produrre lontano prodotti miserabili a costi miserabili, ma non ottengono la tempistica che vorrebbero, quella della cosiddetta Fast Economy, e ora hanno la necessità urgente di velocizzare la distribuzione dei suddetti prodotti.
    Tsipras ha fatto scacco matto all’Unione Europea dopo che la suddetta, sentendo parlare di referendum (cioè di dare la parola agli elettori) ha fatto automaticamente saltare ogni trattativa. Questa idiosincrasia verso lo strumento fondamentale della democrazia ha strappato la maschera dei governanti europei e ha dato a Tsipras la forza di comunicare al popolo greco che quella europea, di fatto, è una dittatura.
    Siamo entrati in una settimana cruciale per il futuro di tutti noi. Se in questa settimana, come penso e spero, i greci scopriranno (e noi con loro) quanto il nostro modello di sviluppo sia folle, disumano e autoritario, quest’Unione Europea andrà in frantumi una volta per tutte e tanti popoli potranno ricominciare a ragionare serenamente sul proprio futuro.
    In questo momento, ci sono solo scene di panico. Ma con il passare dei giorni i greci (e noi con loro) si renderanno conto che la vita è ben diversa da quella che ci hanno imposto in questi anni. I nostri padri non avevano un conto in banca, il telefono cellulare, Internet, non giocavano in Borsa e non sapevano cosa fosse il PIL. Eppure hanno combattuto e sconfitto il nazifascismo, hanno gettato le basi per la democrazia in Europa e hanno creato il boom economico più rilevante della storia dell’umanità.
    Chiudo con un aneddoto. Quindici anni fa sono andato a New York per 48 ore ed era un week end perché stavo lavorando alla radio e andavo in onda tutti i giorni tranne il sabato e la domenica. A New York avevo una lista di impegni quasi impossibile. Appena arrivato ho perso il telefono e la carta di credito. Per fortuna avevo qualche soldo in tasca ed ero riuscito a salvare il passaporto. Mi sono sentito perduto. Ma sono riuscito a fare tutto quello che dovevo fare.
    Dopo 24 ore, ho scoperto che non avere il telefono e la carta di credito mi dava un’ebbrezza che ancora ricordo come una delle sensazioni più belle provate in vita mia.
    Ti auguro una buona serata
    David

  15. ” E’ nell’interesse del tiranno mantenere povero il suo popolo in modo che non possa permettersi il costo di proteggersi con le armi ed essere talmente occupato con i suoi oneri quotidiani da non aver tempo per la ribellione. ”
    Aristotele (filosofo greco del 300 a.C.)
    … non so perchè, ma queste parole mi ricordano una situazione attuale…

  16. se tsipras avesse fatto votare il parlamento il no avrebbe stravinto e tsipras avrebbe mantenuto il posto.

    ma dato cye tsipras e’ forse l’unico premier di sinistra rimasto assieme a pepe mujica (ex), rischia il suo potere e la sua carriera dando voce al suo popolo.

    studiare per bene il significato di democrazia per comprendere questo gesto assoluto.

    in italia non ci hanno fatto votare per l’Europa e l’euro? ahahahahah!!! ma quando mai? ma credi ancora al popolo italiano???

    da oggi amo tsipras come la mia compagna.

    hasta a tutti

    zac

  17. Caro Stefano,
    ti posso confermare che i soldi dati per l’Europa (tre milioni e mezzo di lire circa, se non ricordo male) a me sono stati restituiti. Non mi hanno mandato un assegno circolare a casa, ovviamente. Mi hanno concesso di detrarli dalle tasse.
    Neanche io vivrei a New York o a Mosca, Stefano. Mi chiedo dove sei andato a prendere tuo figlio. Dieci ore di fuso orario mi sembrano troppe. Se mi concedi di essere indiscreto, ti direi di non chiamarlo cucciolo. Sei tu che lo cresci, ti occupi e ti preoccupi per lui. È tuo figlio a tutti gli effetti.
    Buonanotte
    David

  18. Caro David, io chiamo “cucciolo” anche i miei ex allievi di 40 e passa anni perchè amo gli animali molto più degli uomini. E’ come una carezza affettuosa, un inizio di discorso serio e magari di rimbrotto che trasmetta l’affetto nelle parole. Quindi Cucciolo David, per me Stefano ama tanto il suo piccolo e credo sia un buon papà.
    Se poi si vuol parlare con gli amici allora io uso “raga”, cioè ragazzi in un qualche dialetto che ho imparato, (napoletano, romano, veneto, piemontese, bergamasco, solo il veneto bene).
    Ciao Raga! Anna

  19. Cara Anna e caro Stefano,
    ho sei figli, quattro miei e due no. Tutti uguali, da sempre. Se qualcuno fa distinzioni, sono molto suscettibile. Tutto qui.
    Zac mi ha trasmesso la tua mail. Ho una zia nata e cresciuta dalle parti di tuo figlio. Quella zona è sinonimo di paura. Per strano che possa sembrare, mia zia ci ha trascorso un’infanzia felice e ne parla spesso con nostalgia.
    Buonanotte
    David

  20. Cari condomini,
    c’è già stato un NO molto importante nella nostra vita. Nel 1974, grazie a quel NO gli italiani sono riusciti ad ottenere il divorzio, seppure in grave ritardo rispetto a tanti altri paesi (per citarne uno non a caso, la Tunisia, che l’aveva ottenuto da un decennio abbondante).
    Il NO di domani in Grecia è molto, ma molto più importante. Il riferimento elettorale (alle elezioni Tsipras ottenne il 36%) lo indica nettamente perdente. I sondaggi, tuttavia, parlano di un esito quantomai incerto. Perché? Perché anche chi non ha votato Tsipras, se dispone ancora di un briciolo di materia grigia nella testa, è consapevole del fatto che la posta in gioco non è il consenso o il dissenso nei confronti di un leader politico. La posta in gioco è la democrazia, la giustizia sociale, la solidarietà, il futuro non della Grecia o dell’Europa ma dell’intero pianeta, finito nelle mani di affaristi senza scrupoli.
    Come altri condomini, io quel NO l’ho già pronunciato un anno e mezzo fa votando Tsipras alle elezioni europee che decretarono contemporaneamente il successo del PD, capace di ottenere il 40% abbondante da un elettorato disperato ormai stufo di Berlusconi. Ora quel 40% si è quasi dimezzato grazie alla politica corrotta, servile e dissennata di Matteo Renzi, che non perde occasione, neanche alla vigilia del voto greco, per le sue dichiarazioni spregevoli. Se è stata a dir poco riprovevole la sua battuta sul conflitto euro/dracma, l’affermazione di oggi (la Grecia è un problema, noi non siamo più un problema, siamo la soluzione) è culturalmente raccapricciante.
    Voglio ricordare per l’ennesima volta che Renzi governa senza essere stato eletto anche grazie ai voti di SEL, che ha sempre appoggiato e appoggia tuttora Tsipras. Se lui non si vergogna di questo (ed altro) è un problema suo. Non so come andrà domani ad Atene. Ma so già come andrà non appena Matteo Renzi si lascerà sottoporre al voto degli elettori. Perché lo so? Perché i servi sciocchi, da che mondo è mondo, prima poi vengono messi alla porta.
    Buona domenica a tutti voi, anzi NO!
    David

  21. Cari condomini,
    vorrei condividere con voi alcune considerazioni alla vigilia del referendum greco. Sento dire tante di quelle stronzate ma non riesco a far finta di niente.
    Sento dire che l’Italia non è un paese di sinistra come se esistessero paesi di destra e paesi di sinistra.
    Il socialismo appare attualmente in crisi in tutto il mondo perché il socialismo, mai come ora, potrebbe affermarsi senza colpo ferire in tutto il mondo.
    Oggi il potere è nelle mani di pochi oligarchi che dettano legge e accumulano ricchezze mai viste prima d’ora a scapito di miliardi di esseri umani ai quali si nega cibo, acqua, alloggio, istruzione, libertà, persino il diritto alla vita puro e semplice.
    Se esistesse una democrazia degna di questo nome, questa cricca di oligarchi verrebbe spazzata via in un baleno, in tutto il mondo, alla prima tornata elettorale.
    Per far sì che ciò non avvenga, la suddetta cricca fa esplodere guerre dappertutto, paga o elimina chiunque gli sia d’intralcio, grazie al consumismo fa precipitare i poveri in un abisso di debiti, fomenta la divisione tra i popoli alimentando il razzismo, la xenofobia e l’integralismo religioso e fabbrica leader neoliberisti di buona parlantina capaci di affermare che la terra è piatta senza arrossire.
    Con lo straordinario tempismo che gli è proprio, Papa Francesco proprio oggi ci mette in guardia dai leader. Non ne abbiamo bisogno, e se proprio non possiamo ancora farne a meno, devono durare il più breve tempo possibile. Lui compreso. Lui che non smette di dire di essere anziano e non proprio in buona salute.
    Nel dopoguerra, quando la politica faceva spesso lo sforzo di mettersi al servizio dei cittadini, in tutti i partiti più importanti c’erano tre, quattro, cinque leader. Lo stesso Berlinguer rappresentava una minoranza all’interno del PCI. Nel PSI c’era Craxi, ma c’era anche Lombardi. E persino nel Partito Democratico americano accanto a Kennedy c’era Johnson, molto, ma molto diverso da lui. Anche questo accentramento del potere nelle mani di un solo soggetto ha contribuito ad infliggere un colpo mortale alla democrazia.
    Tsipras è un leader democratico e responsabile. Lo ha ricordato Zac con un argomento incontestabile. Poteva dire NO all’Unione Europea usando il Parlamento greco, dove detiene la maggioranza, senza correre il rischio di uscirne sconfitto. Ha deciso di chiamare alle urne i cittadini greci, pur non avendo la maggioranza, e ha deciso di correre questo rischio in nome della democrazia, che è parola greca. Pertanto, coloro che lo accusano di non essersi voluto prendere la responsabilità di rispondere personalmente picche all’Unione Europea proprio non sanno cosa dicono.
    Altra stronzata insopportabile è la constatazione scandalizzata che anche Salvini, Grillo e altri improbabili leader di minoranze europee in questo momento sostengono Tsipras. E con ciò? Questo è veramente un discorso becero e antidiluviano, da portineria, da parrocchietta. Si potrebbe rispondere che c’è un esercito di Premi Nobel che appoggiano Tsipras. Ma sarebbe una risposta altrettanto stupida.
    Salvini è sostenuto da piccoli e medi imprenditori che sono stati messi sul lastrico prima dalle politiche dell’euro e poi dal criminale embargo nei confronti della Russia preteso e ottenuto dagli americani. Salvini rappresenta e difende queste persone. Che io lo trovi un demente è un dettaglio ininfluente. Stesso discorso per Grillo, nel quale si identificano milioni di cittadini penalizzati e oppressi. Lui li rappresenta e li difende. Se lo si giudica indegno di farlo, non basta dirlo. Occorre dimostrarlo con i fatti. Occorre una politica che tenga conto di tutte queste persone, nessuna esclusa. È difficile? NO. Sembra difficile quando la gente smette di pensare, di imparare e di crescere per abbracciare più o meno inconsapevolmente la semplicità della dittatura. Il sonno della ragione, come è noto, genera mostri.
    Buon fine settimana a tutti
    David

  22. Cari condomini,
    è presto, molto presto, troppo presto ma voglio sbilanciarmi. IL NO VINCE IL REFERENDUM GRECO. È avanti nei sondaggi, tra il 51% e il 53%.
    Mancano ventotto minuti alla chiusura dei seggi, ma sono convinto che la democrazia e l’autodeterminazione dei popoli la spunteranno.
    A più tardi
    David

  23. Cari condomini,
    ci siamo. Il primo dato ufficiale indica il NO al 55%. Il SI non è al 45%, perché ci sono molte schede bianche. Se questo dato venisse confermato, sarebbe una vittoria più che netta. A votare i greci sono andati in massa. Occorreva raggiungere il 40% per la validità del referendum, e i votanti sono stati ben il 65%, che è una percentuale altissima considerando che i greci residenti all’estero (e sono molti ormai) non potevano votare.
    Come dice il cretino? SI CAMBIA VERSO.
    David
    PS: faccio questo monitoraggio perché molti di voi, immagino, si trovano al mare o in altre amene località.

  24. Cari condomini,
    è cominciato lo spoglio e cominciano ad affluire dati reali. In base al 20% di schede scrutinate, il NO supera il 60%. Non c’è proprio match.
    David

  25. Cari condomini,
    a un terzo delle sezioni scrutinate, il NO si attesta al 61%. Avanti così!
    David

  26. Caro David,
    avevo voglia di godere un pò ed ero sicuro che questo sarebbe stato il posto giusto.
    Anche se saranno cazzi amari per tutti, questa dimostrazione di Tsipras e dei greci mi appaga di tanta rabbia verso tutti i bluffatori.
    Un abbraccio. robi

  27. Caro Robi,
    saranno cazzi, certo, ma fino a ieri erano cazzi amarissimi. Tutti soggiogati dal pensiero unico degli speculatori, tutti governati da fantocci come Renzi, tutti al servizio del nuovo ordine mondiale, tutti in fila verso il baratro. Forse, da oggi, la guerra tra poveri subirà una battuta d’arresto. Il dato secondo me più interessante del referendum greco è il seguente: nel quartiere di Atene dove risiedono i ricchi, il SI’ ha ottenuto il 75%.
    Ti abbraccio
    David

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